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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2012-09-13 23:25:48.0 alle 2012-09-13 23:25:48.0
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Scritto da:
> - noi amiamo i bambini
> Sarà, ma intanto li usano per i propri piaceri sessuali

A guardar bene è così che nasce una coppia: una persona che usa l'altra per i suoi piaceri.

Nello stupro l'uso è a senso unico, mentre in una coppia l'uso è reciproco.

Questo si applica anche alla pedofilia: nello stupro sui bambini il pedofilo usa il bambino, nella pedofilia consensuale il bambino e l'adulto si usano reciproicamente.

Poi se la coppia funziona, allora la "pura chimica" diventa anche affetto, e qui non si può più parlare di "uso".

Le dinamiche della coppia a questo stadio diventano più altruistiche, fino ad arrivare al "mi butterei sotto il treno per quella persona".


Nella pedofilia tante volte nasce prima l'AFFETTO, e solo dopo si arriva ad altro.
In ogni caso, le dinamiche della pedofilia consensuale non differiscono dai rapporti consensuali tra adulti.


> - sono consenzienti
> Anche gli spacciatori di droghe lo dicono
> - a volte sono loro stessi che ci vengono a cercare
> Vale anche per gli spacciatori di droghe
> - .....


Ma in effetti anche gli spacciatori non hanno tutti i torti...

Anche perché il consumo di droghe non ha necessariamente alla base una tossicopendenza, e questo vale soprattutto se parliamo delle varie caramelline allucinogene tipo LSD, MDMA, ecc ecc...

Le persone che fanno uso di queste ultime sostanze spesso le usano sporadicamente, magari una volta al mese o meno, per il "divertimento di una sera".

E il buon chierichetto dice "le droghe fanno male, non si devono prendere", ma tante volte il drogato dice: "Non importa quanto si vive, ma come si vive", e se per lui il divertimento sta nel provare date sensazioni psico/fisiche alterate... bhe, chi è il chierichetto per dire "no, non va bene!"?


In ogni caso, fatta la dovuta introduzione riguardo le solstanze psicoattive, è chiaro che non si può assolutamente metterle allo stesso piano del SESSO.

Il sesso è una cosa perfettamente naturale, mentre le droghe sono delle sostanze invasive che alterano il corretto funzionamento del sistema nervoso e di conseguenza anche degli organi interni (che sono controllati da impulsi nervosi).


In sostanza, il pedofilo permette al bambino di sperimentare una cosa perfettamente naturale, che nulla a che fare con l'assunzione di veleni.


Comunque sia mi piace il fatto che tu abbia tirato fuori PROPRIO QUESTO parallelismo, poiché tempo fa avevo teorizzato proprio che il meccanismo psicologico degli antipedofili avesse alla base una certa dose di sessuofobia, che per l'appunto porta il sessuopfobo a vedere il sesso come un "veleno per soli adulti" (in modo simile ad alcool, sigarette e droghe), e ciòp che trovo patologico nella mente degli antipedofili (e quindi dei sessuofobi) è proprio questo: il vedere una cosa naturale come un veleno.

Infatti se ci pensiamo bene nella nostra società le cose proibite ai bambini sono due: le droghe e la sessualità.

Ma la cosa preoccupante è che la sessualità è una cosa del tutto naturale, e il suo paragone con le droghe mette ben in risalto come la società non abbia ancora combattutto del tutto la sessuofobia della cultura antica: i rimasugli stanno appunto nella paura verso la sessualità infantile, e dalla paura della sessualità infantile segue la paura verso il pedofilo, che appunto assume il ruolo di spacciatore.


> Potrei anche andare avanti ma credo di essermi spiegato.
>

Non aspetto altro...

Tu e le tue idee sono siete un ottimo spunto di riflessione, per capire il meccanismo psicologico patologico che sta alla base dell'antipedofilia.

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