http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-a... 
- "Servono kamikaze cattolici"
- "la mia tonaca è una camicia nera XXL"
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Don Tam sospeso a divinis e scomunicato, è stato espulso anche dalla confraternita di Lefebvre. Di lui scrive Gian Antonio Stella: «“don” Giulio Maria Tam, in realtà non è “don”. Non lo è mai stato. Figlio di un impiegato comunale democristiano, mamma democristiana, un fratello più o meno leghista, un altro deputato alla Regione Lombardia per i Democratici di Sinistra tra i quali è finito con i cristiano-sociali di Pierre Carniti, altri due vagamente di centrodestra, è diventato fascista quando aveva quindici anni ed era già avviato a diventare un colosso di quasi due metri con le spalle a due ante e le mani enormi. Attivista di Alleanza Cattolica, vedeva la Chiesa conciliare come una «banda di mollaccioni senza spina dorsale». Quindi, va da sé che, quando lo Spirito Santo lo chiamò, lui avvertì la chiamata come un mussoliniano monito: “a noi!”. E si andò a rinchiudere nel seminario di Ecône fondato dal vescovo Marcel Lefebvre». «Presi i voti (scismatici) nel 1980, ha girato mezzo mondo come missionario dei cattolici ultra-tradizionalisti nemici del Concilio Ecumenico Vaticano II: due anni in Italia, due in Svizzera, due in Messico, due in Spagna, due in Francia». Precisa Stella: «Sempre più duro, sempre più nero. Al punto che quando nel 2000 avvenne il tentativo di un riavvicinamento tra gli eredi del monsignore ultra-tradizionalista e la Chiesa, lui si oppose con tale cocciutaggine da essere buttato fuori dalla Fraternità: era troppo estremista anche per loro».
Un grandissimo.
**Modificato dall'autore il 28.10.2012 21:31**