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Non Autenticato
il 2012-12-31 21:07:53.0 alle 2012-12-31 21:07:53.0
Il reddito di cittadinanza Beppe Grillo
http://www.ticinolive.ch/2012/12/31/il-reddito-di-...

interessante

io sarei più per un sussidio di inoccupazione vincolato alla ricerca del lavoro

cmq è un diritto frutto di un pensiero comunitarista quindi nazionale
anche i libertari di sinistra pensano similmente

Secondo Nicosia, a differenza di quanto ritengono gli anarco-capitalisti, la Terra nasce come res communis e non come res nullius. Ciò comporta che ogni apprensione del bene terra, ogni impossessamento, limitando la libertà degli altri (ad esempio quella di movimento o di sfruttamento del suolo comune), deve comportare una compensazione a favore degli altri, a meno che non residui tanta di quella terra da poter soddisfare le esigenze di chiunque. Tale compensazione ha i caratteri della rendita proprietaria, dato che tutti sono comproprietari, "comunisti" appunto, e Nicosia ne parla come di una rendita di esistenza eguale per tutti (tutti sono comunisti "pro quota" del bene territoriale) a favore di tutti, in modo che il mercato possa svolgersi a partire da un piede di partenza egualitario e in modo tale da prevenire il pericolo che il mercato comporti differenze di ricchezza marcate. Secondo Nicosia, infatti, la rendita di esistenza avrebbe un valore particolarmente elevato, dato che la terra è abbondante nel mondo, e costituirebbe base e fondamento del free-coinage, del libero conio, di cui la terra costituirebbe provvista monetaria abbondante per tutti. Il primo passo da compiere per andare in questa direzione sarebbe iscrivere nel bilancio dello Stato il valore di mercato dei beni demaniali e delle riserve auree, in modo da far emergere le enormi ricchezze che lo Stato possiede, ma che occulta, dato che, a differenza di quanto avviene per le società private, lo Stato non è attualmente obbligato a iscrivere in bilancio il valore dei cespiti immobiliari o, appunto, aurei.
E' questa, sostiene Nicosia, la grande truffa dei nostri tempi, che consente ai politici di continuare nelle chiacchiere sulla "voragine dei conti pubblici", giustificando così alta tassazione e "sacrifici" per i meno abbienti, quando invece lo Stato è ricchissimo. Nicosia previene l'obiezione che la sua sia una proposta "statalista", rinviando al mittente l'accusa: i veri "statalisti" sono coloro i quali lasciano le cose come sono, favorendo l'inganno statale sulle proprie ricchezze pubbliche: risorse naturali, spiagge, fiumi, ingentissime riserve auree, clamorosi patrimoni storico-artistici: nulla di ciò è iscritto nel bilancio dello Stato, privandone la titolarità ai cittadini, ed è per questo che Nicosia ha lanciato tempo addietro una campagna il cui slogan è: "Contabilize public real estate", contabilizzate le proprietà immobiliari statali.

Ora, una volta che a tutti sia garantita una più che congrua rendita di esistenza, il mercato può perfettamente funzionare anche e soprattutto nella realizzazione dei beni pubblici, dato che intorno alla loro realizzazione si viene a creare un meccanismo di domanda e offerta che si esprime in una vera e propria votazione monetaria, per cui votano monetariamente non solo i costruttori e i favorevoli, ma anche i contrari, a differenza di quanto avviene oggi, in cui lo Stato può imporre unilateralmente ai contrari operre come la TAV o altre contestate: si pensi alle centrali nucleari. Secondo Nicosia, tale quadro penalizzerebbe e non favorirebbe la realizzazione di grandi opere, che sono sempre frutto del sostegno statale ai grandi costruttori privati, che invece, nel modello di Nicosia, vedrebbero i loro progetti sempre sottoposti al vaglio costi/benefici da parte delle popolazioni interessate. Il tentativo di Nicosia è dunque questo, di partire da una premessa comunista per consentire l'instaurarsi di un mercato paritario e del tutto democratico, pur nel suo coerente antistatalismo.

http://ita.anarchopedia.org/Fabio_Massimo_Nicosia

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