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il 2013-01-24 13:36:55.0 alle 2013-01-24 13:36:55.0
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La chiusura mentale degli aperti
http://xn--identit-fwa.com/blog/2013/01/23/la-chiu...

Oggi, mi è capitato di vedere un video sul web, in cui compariva un sociologo: Marzio Barbagli, laureato all’Università di Firenze [1].
Quest’ultimo ha scritto qualche anno fa un interessante libro; il quale, causa eccesso di stupidaggini compiute da politicanti e xenofili vari, non era finora stato trattato nel blog.

Il libro in questione [2], pubblicato nel 1998 da il Mulino, e avente un titolo evocativo:” Immigrazione e criminalità in Italia”, offre notevoli spunti di riflessione. E non soltanto per il suo contenuto.


Andando con ordine, il libro è una delle innumerevoli conferme a ciò che ogni persona di buon senso sa già, senza che qualcuno gli venga a spiattellare statistiche e numeri sotto il naso; e cioè: l’immigrazione che stiamo subendo, sta portando ad un innalzamento esponenziale della criminalità, specie in reati particolarmente odiosi e feroci, come ad es., stupro, oppure rapine in abitazione.

Il testo inoltre, dà un’altra informazione molto interessante: tale tendenza è del tutto opposta a quella che ricaviamo dai dati sui fenomeni migratori intraeuropei ( si intende l’Europa occidentale), dal secondo dopoguerra agli anni ’70. In pratica, gli immigrati attualmente delinquono nettamente più degli autoctoni, mentre quando, ad esempio, alcuni italiani dal secondo dopoguerra emigrarono in Germania, essi vi delinquevano percentualmente meno dei tedeschi.
Dunque, un’ulteriore conferma di un’altro punto che è già cristallino, sempre per tutte le persone di buon senso: il fenomeno migratorio che l’Europa subisce da 30 anni a questa parte, è sotto ogni aspetto imparagonabile a fenomeni avvenuti in precedenza.

Ma ciò che questo libro può insegnare, come sopra scritto, non deriva soltanto dal suo contenuto.

Difatti, ci si pensi: “Poteva un libro che tratta di un tema scomodo, avverso al Pensiero Unico, essere pubblicato con il distacco emotivo che si richiede ad un accademico?”
No, non poteva; perché nulla come immigrazione e razze, è tabù nella nostra epoca.
Ed era senz’altro tabù anche per Marzio Barbagli, individuo tradizionalmente orientato a “sinistra”, e dunque abituato ad accettare pedissequamente le vacue argomentazioni immigrazioniste che la “sinistra istituzionale” italiana ( ed occidentale) ha abbracciato senza remore ( e da diverso tempo ).

Ecco, in proposito, alcune parole che l’autore del libro in questione, ha rilasciato in un’intervista giornalistica [3]:

Sì, in quegli anni andava così, non volevo vedere: c’ era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’ incidenza dell’ immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra.
Le cifre e i dati c’erano, ma non volevo crederci, non li cercavo nemmeno. Ho fatto il possibile per ingannare me stesso. Mi dicevo: ma no, le cifre sono sbagliate, le procedure d’ analisi difettose. Era come se avessi un blocco mentale.


Insomma, non voler vedere i dati, perché vanno contro le proprie idee; e questo, dal momento che a priori si è già deciso che immigrati e italiani delinquono in egual misura.

Ma come, non erano quei retrogradi “xenofobi” contrari all’immigrazione, ad avere i pregiudizi?

Perlomeno, Barbagli trova la forza, di fronte all’evidenza, di andare oltre i propri schemi mentali; non altrettanto, riescono invece a fare alcuni suoi colleghi:

Poi, ho capito. Ho capito che non erano i dati ad essere sbagliati, ma le mie ipotesi di partenza.

Quando, però, finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà, e a scrivere che l’ ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’ aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto

Eccoli gli individui che tanto fanno retorica sulla “apertura mentale”… pubblichi dati che vanno contro le loro infantili “idee”, e cosa fanno? Si informano e rivedono un attimo le loro posizioni?
No, decidono che sei uno “sporco razzista”, e non ti rivolgono più la parola.



Una reale apertura ed elasticità mentale imporrebbe di rivisitare determinate posizione di fronte all’evidenza; ma codesti immigrazionisti, specie se convinti di avere chissà quale cultura ( magari a causa di una laurea farlocca comprata dal “papino”), non sono che ligi osservatori di una determinata forma mentis ( necessaria per indossare la maschera di “intellettualoide”), la quale prevede l’accettazione della società multietnica; senza se e senza ma.
Nel rispetto di tale forma mentis, dunque, nessuno ha una chiusura mentale, un’incapacità di confrontarsi con la Realtà per modificare un po’ le proprie posizioni, come un “aperto”.

E questo libro ci dà la possibilità di comprendere una volta in più ciò.

C’è infine da considerare, come questa vicenda, dimostrandoci la chiusura mentale suddetta, ci permette anche di ben comprendere quanto le pubblicazioni accademiche, le parole di coloro che si presentano ( e vengono presentati ) come luminari al di sopra delle parti, possano essere falsate da pregiudizi e idee dominanti.

E’ bene tenere a mente ciò, quando ad esempio capita di vedere in televisione, sedicenti personaggi illustri che vanno asserendo con sicumera concetti come: ” Le razze non esistono”…

http://www.marziobarbagli.com/Marzio_Barbagli_Home...

http://www.unilibro.it/libro/barbagli-marzio/immig...

http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/1...

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