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il 2013-07-15 11:13:34.0 alle 2013-07-15 11:13:34.0
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Immigrazione e furti
http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/...


Come gli omicidi, anche i furti e le rapine hanno preso a crescere a partire dall’inizio degli anni Settanta. Consideriamo ora cosa avviene a partire dall’avvio del lungo ciclo espansivo, analizzando separatamente i due reati. Per i furti, il periodo che va dalla fine degli anni Sessanta all’inizio degli anni Novanta è caratterizzato da una “impennata” rapidissima. Nel 1991 il tasso di
furti in Italia era già sei volte superiore a quello del 1968. Dopo il 1991 la crescita si interrompe, i furti diminuiscono e continuano a ridursi fino al 1994. Da quell’anno, e fino al 2003, si osservano brevi fluttuazioni, che non modificano il quadro di sostanziale stabilità, che − però − si interrompe dando inizio a un nuovo ciclo espansivo nel quadriennio 2004-2007. A questo aumento hanno contribuito solo alcuni tipi di furti, nella seconda metà degli anni Novanta: i borseggi, i furti in esercizi commerciali, e i furti di motoveicoli, scooter e simili. Viceversa, sono continuati a scendere: i furti di auto, i furti su auto in sosta, i furti in appartamento e gli scippi.

Anche le rapine hanno registrato negli ultimi anni una flessione assai decisa, ma il loro calo è stato molto più tardivo di quello dei furti. Le rapine sono aumentata drammaticamente dal 1971 e hanno continuato a farlo con una certa rapidità, salvo brevissimi periodi, come dal 1992 al 1995. Anche per questo reato, nel 2007, si è raggiunto un picco. In quell’anno si sono consumate una
volta e mezza il numero di rapine del 1991, due volte e mezza quello del 1984 e ben 18 volte quello del 1970.
Il 2008 è un anno di svolta per i reati (tab.1), che registrano in generale una diminuzione. Il calo delle rapine, in particolare, inizia soprattutto a partire dai primi anni Novanta, quando si registra una flessione delle denunce di rapine in danno di trasportatori di valori postali e di valori bancari (tanto marcato da rendere il numero di questi reati insignificante), di rapine contro gli automezzi che trasportano merci sia di provenienza internazionale che interna.


com'è la tesi leghista? sono gli immigrati clandestini a rubare no (quando in realtà i numeri dicono che sono i padani che li assumono in nero, ma vabbè)? come mai non c'è correlazione tra l'andamento dell'immigrazione e la crescita dei crimini come furti e rapine?
è dai primi anni 90 che in Italia ha cominciato ad affluire un botto di gente senza mai fermarsi (questa la serie) mentre è dagli anni 70 che i reati salgono a bomba.

food for thoughts: forse forse non è l'immigrazione che è causa di crimini ma la condizione economica generale, da tenere conto anche che i reati sono esplosi dagli anni 70, quando di immigrazione non si parlava proprio ma, secondo altre ricerche sociali che ho letto, si è esclusa per davvero tantissima popolazione dalla possibilità di ricchezza "alta" (è scesa anche la percentuale di popolazione che si eleva da una condizione "bassa" ad una "alta", pur essendo questo un numero di difficile computazione) e li si è cacciati nella prospettiva di vita "produci consuma crepa", senza manco potersi mantenere facilmente una famiglia che sia tale, ma bensì riducendola ad un solo pargoletto chiuso in un appartamentino vedendolo due orette la sera con entrambi i genitori morti dal lavoro.

**Modificato dall'autore il 15.07.2013 11:20**
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