A differenza di quanto dice avvelentani, installare archlinux è una cosa che non richiede troppo tempo.
Premetto che per fare questa guida ho usato qemu su linux, le differenze con virtualbox non ce ne dovrebbero essere per quanto ne tratto io, però alla fine della guida si ha un sistema senza server grafico, dove invece per virtualbox bisogna fare un po' di cose.
L'ultima iso si prende qua:
https://www.archlinux.org/download/ 
Per qemu, creare l'immagine del disco è il seguente comando:
qemu-img create -f qcow2 arch.qcow2 20G
20G è la dimensione, qcow2 è il formato, in realtà alloca pochi kb e dinamicamente allarga il file.
Per lanciare qemu:
qemu-system-i386 -m 1024 -net nic,model=pcnet -net user -vga std -enable-kvm -cdrom archlinux-2013.09.01-dual.iso arch.qcow2
Gli ho dato 1gb di ram, e abilitato la scheda di rete, con la scheda video std: i default di qemu dalla 1.4 in poi sono "rotti" per far girare qualcosa (niente rete, scheda video strana) inoltre hanno differenziato in mille comandi in base alle architetture mentre prima bastava un flag a qemu o qemu-kvm. Avranno avuto i loro motivi per rompere i default.
Ci ritroviamo nella shell root del cd di boot.
Per impostare la tastiera italiana:
loadkeys it
Dovrebbe attivare da solo la rete in dhcp, salvo imprevisti.
Creao la partizione di installazione:
fdisk /dev/sda
premi n (nuova partizione)
premi invio (default a p, partizione primaria)
premi invio (default a 1, partizione numero 1
premi invio (primo settore, default al primo disponibile)
premi invio (ultimo settore, default all'ultimo disponibile)
w (salva e esci)
Formatto la partizione di installazione:
mkfs.ext4 /dev/sda1
Monto la partizione:
mount /dev/sda1 /mnt
Ora copio il sistema base nella partizione:
pacstrap /mnt base syslinux
Dopo aver scaricato i circa 130mb del sistema base li installa, ho aggiunto il bootloader syslinux, che ci servirà dopo.
Genero il file /etc/fstab:
genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab
Entro in chroot(è complicato, non chiedere info) nel nuovo sistema:
arch-chroot /mnt
Da dentro il chroot configuro il sistema, in particolare il locale e la timezone:
ln -s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime
sed -i 's/^#it/it/g' /etc/locale.gen
echo 'LANG=it_IT.UTF8' > /etc/locale.conf
echo 'KEYMAP=it' > /etc/vconsole.conf
In particolare il comando sed equivale ad aprire con un editor il file /etc/locale.gen e scommentare tutte le linee che iniziano per "it".
Installo e configuro il bootloader:
syslinux-install_update -i -a -m
sed -i 's/sda3/sda1/g' /boot/syslinux/syslinux.cfg
Il comando sed equivale a sostituire tutte le occorrenze di sda3 in sda1 che è la nostra partizione root.
Questo perché storicamente un sistema linux ha 3 se non 4 partizioni: nell'ordine (reich) solitamente: /boot (piccola), swap, / (10-15% del disco), /home (restante spazio); visto che oggi i gighi di ram li abbiamo tutti preferisco la via semplice, ovvero una sola partizione e niente swap.
Prima di uscire un tocco da suora prevede il seguente comando:
touch /etc/udev/rules.d/80-net-name-slot.rules
Questo serve perché al riavvio la scheda di rete andrebbe a chiamarsi con nomi strani, come ens3, enp3s0 o roba simile; questo file mantiene un comportamento di udev che va a dare nomi più tradizionali: eth0, eth1... e wlan0, wlan1... per le wireless.
Esci con Ctrl-d dal chroot, e dai
reboot
Al riavvio entri come root, non ha la password impostata.
La rete nel sistema non si avvia da sola come nel livecd, quindi bisogna confare il tool per la rete e startare il tutto.
Il tool per configurare le reti di archlinux è netctl:
cp /etc/netctl/examples/ethernet-dhcp /etc/netctl/lan
netctl start lan
netctl enable lan
Nell'ordine ho creato un profilo che si chiama "lan" (copiando un file template nella cartella dei profili di netctl, casualmente l'interfaccia di rete si chiama proprio eth0 quindi non mi serve modificarlo).
Poi ho avviato il profilo di rete e infine con enable l'ho "installato" nel sistema, ovvero fa sì che al riavvio il sistema lo faccia ripartire (attraverso il sistema di init di arch che si chiama systemd).
Prima di configurare un nuovo utente installo sudo:
pacman -S sudo
Pacman è il package manager di archlinux, -S installa i pacchetti.
Aggiungo l'utente gs, lo metto nel gruppo wheel che servirà per sudo e gli imposto una password:
useradd -G wheel gs
passwd gs
Aggiungo il gruppo wheel ai sudoers:
visudo
Qui devi muoverti in un vi, quindi spostati con le freccette, vai sulla riga commentata verso la fine del file che riporta:
# %wheel ALL=(ALL) NOPASSWD: ALL
e la scommenti posizionandoti a inizio riga, premi due volte x (x cancella il carattere sotto il cursore):
%wheel ALL=(ALL) NOPASSWD: ALL
Esci e salva con
:wq
Ora esci da root ed entra con gs; prova un comando con sudo, non deve chiedere la password.
Se tutto è ok puoi lockare l'account root:
sudo passwd --lock root
L'unico modo per diventare root d'ora in poi sarà usando sudo quindi (
sudo -s oppure
sudo su).
Piccola guida di pacman
sudo pacman -S pacchetto # installa il pacchetto
pacman -Ss parole # cerca i pacchetti che contengono le parole
sudo pacman -Syu # aggiorna il sistema
sudo pacman -R pacchetto# rimuove un pacchetto
Gestione dei servizi via systemd, esempio con nginx:
sudo pacman -S nginx
sudo systemctl start nginx # avvia il servizio
sudo systemctl stop nginx # arresta il servizio
sudo systemctl enable nginx # configura l'avvio automatico al boot del servizio
sudo systemctl disable nginx # rimuove l'avvio automatico del servizio
Per ogni cosa cerca prima nell'archwiki
https://wiki.archlinux.org/ 
Ho tralasciato l'installazione di X volutamente, per giocare e familiarizzare con la shell non serve avere un desktop e poi su virtualbox è complicato (cerca virtualbox su archwiki, c'è tutto quello che devi sapere).
**Modificato dall'autore il 12.09.2013 21:52**