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il 2013-09-16 15:03:40.0 alle 2013-09-16 15:03:40.0
exsinistro
Supponi un contenitore a doppia parete, la cui intercapedine contiene acqua e un sale o miscela di sali, in misura e proporzioni tali che durante il giorno il sale si scioglie assorbendo l'energia che proviene dall'esterno, e durante la notte, mentre la soluzione si raffredda, il sale cristallizza sulle pareti. Aggiungiamo un qualche meccanismo - magari basta la semplice convezione - che mantenga uniforme la concentrazione della soluzione, in modo che la cristallizzazione avvenga lungo tutta la parete e non solo in determinati punti.

Unito ad altri metodi, vernici isolanti eccetera, non potrebbe essere un principio utile per stabilizzare la temperatura all'interno del contenitore?

Se invece del sale o insieme ad esso ci fosse poi qualche materiale che a una temperatura T, all'interno dell'intervallo di temperature che la soluzione assume tra il giorno e la notte, compie una transizione di fase passando da solido a liquido, la stabilizzazione dovrebbe essere anche migliore, come nelle miscele di sali refrigeranti. Ma per semplicità si potrebbe fare qualche esperimento con acqua e sale da cucina, o bicarbonato, o altro facilmente reperibile.

Per le applicazioni pratiche, il sale in questione dovrebbe essere economico - altrimenti ci sarebbe qualcuno che buca le cabine per rubarlo - e non tossico in caso di dispersioni nell'ambiente.

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