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Non Autenticato
il 2013-12-05 16:13:27.0 alle 2013-12-05 16:13:27.0
Si, hai qualcosa da nascondere

“Ma io non ho nulla da nascondere” è un'argomentazione che ultimamente sentiamo molto spesso. Diventiamo sempre più consapevoli dei metodi usati dai governi e dalle imprese per sorvegliarci, e le rivelazioni di Snowden hanno aumentato di colpo la nostra consapevolezza. Possiamo già dire di vivere in una società sorvegliata. Ma c'è chi nega che questo sia un problema, dicendo appunto di non avere nulla da nascondere.

Non sapete quello che avete. Non potete ricordarvi di tutti i vostri documenti elettronici e di tutte le vostre conversazioni digitali, quindi come potete affermare che non contengono nulla di male? Se si va a frugare nei vecchi archivi, praticamente tutti esclamano “Ops, no, quello non lo voglio mostrare”. Tenete presente, inoltre, che enti e imprese potrebbero avere vecchie informazioni su di voi che nemmeno voi avete. Magari avete perso o distrutto le vostre copie, ma questo non svuota gli archivi delle agenzie.

Non sapete cosa potrebbe danneggiarvi. La nostra vita di tutti i giorni è regolata da leggi così complesse che nessuno riesce a padroneggiarle tutte. Nemmeno gli avvocati possono essere esperti in ciascun settore della nostra vita quotidiana. Quindi come potete essere sicuri di non aver mai violato la legge? Non potete. È probabile che ciascuno di noi violi ogni giorno qualche oscuro cavillo.

Non sapete come potrebbe cambiare la vostra situazione. State agendo secondo le regole morali richieste dal vostro ruolo sociale. Ma i ruoli cambiano nel tempo e potreste trovarvi costretti ad adottare un sistema morale totalmente differente. In tal caso il vostro passato potrebbe essere in conflitto con la nuova morale ed è quindi meglio che non ci sia un archivio dettagliato di quello che abbiamo fatto in passato.

Non sapete come può cambiare la società. Pensate agli anni '50, '60 e '70 del secolo scorso: il mondo era molto diverso ed erano diversi anche i valori. Questi cambiamenti non si sono fermati, anzi. I valori riguardanti la morale, l'etica, la politica, l'attivismo, la religione, la sessualità, l'ambiente, l'intrattenimento, eccetera cambiano più rapidamente di prima. Potete essere abbastanza certi di vivere secondo le norme valide oggi, ma non potete sapere quali saranno le regole di domani. Fra trent'anni il vostro intero profilo di vita potrebbe essere considerato decisamente negativo.

Non sono solamente i vostri dati, ma anche quelli dei vostri amici. Considerate i dati che possedete: documenti, fotografie, comunicazioni. Quanti di quei dati riguardano solamente voi? Probabilmente pochi. Quindi rinunciare alla privacy non è solamente un problema vostro, ma coinvolge anche tutti i vostri amici. Se decidete di non avere nulla da nascondere, vi siete chiesti se i vostri amici vorranno ancora condividere qualche confidenza con voi?

Il vostro ambiente digitale può rendervi sospetti. Il sistema di raccolta dati delle autorità si basa in gran parte sulla creazione di un enorme modello di come le persone interagiscono tra loro. Chi comunica e si incontra con chi? C'è il rischio concreto che il profilo della vostra vita quotidiana possa creare uno schema sospetto. Immaginate che qualcuno dei vostri amici conosca qualcuno che è sotto sorveglianza per sospetto terrorismo e che un altro membro del gruppo terroristico vada in un bar nello stesso momento in cui ci siete anche voi. Entrambi avete degli smartphone che trasmettono la loro posizione alla rete di sorveglianza e d'un tratto vi trovate nell'elenco di persone che potrebbero potenzialmente aver incontrato un terrorista. Potreste trovarvi in guai seri, per esempio quando viaggiate, se si sommano un paio di coincidenze come queste. E tutto avviene senza che sappiate l'origine di questi guai.

La privacy è importante anche quando non tenete alla vostra. Una società democratica può funzionare senza privacy? Le elezioni possono essere eque se uno dei partiti sorveglia le comunicazioni e ha una visione completa di quello che stanno facendo gli altri partiti? Possiamo combattere la corruzione e la criminalità tra le autorità, se chi denuncia questi abusi non ha la protezione dell'anonimato? La risposta è no in tutti e tre i casi. Forse siete pronti a rinunciare alla vostra privacy, ma così facendo contribuireste a un'evoluzione distruttiva che minaccia le basi della nostra società democratica.

Articolo di Paolo Attivissimo con la collaborazione di Luigi Rosa

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