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il 2014-10-18 07:50:38.0 alle 2014-10-18 07:50:38.0
mio zio

Mi chiamo Antonella e sono una ragazza di 20 anni, alta, rossa di capelli, occhi verdi, una seconda di seno, fianchi rotondi, un bel culetto e delle gambe ben tornite. Dicono tutti che sono molto bella. Da sempre sono attratta da uomini molto maggiori di me, tanto che mi sono pure presa delle cotte per alcuni professori, negli anni passati.

Vivo con i miei genitori. Mia madre è una professionista, frequenta club esclusivi, mio padre è professore all'università. Ma quello di cui voglio parlarvi è mio zio Aldo, il fratello maggiore di mia madre.

Mio zio è un bell'uomo, ha 55 anni, alto 1,80, capelli biondi ma quasi bianchi occhi verdi tendenti all'oro, un bel viso. Ha il fisico robusto di uno sportivo. Infatti ha praticato vari sport in gioventù ed ora continua ad allenarsi in palestra almeno un'ora al giorno e gioca a golf tutte le settimane in un circolo locale. Inoltre, veste sempre all'ultima moda, sempre curato, insomma, un figo. E le mie amiche sono da sempre tutte innamorate di lui.

E' divorziato da oltre 15 anni, vive da solo ma spesso si accompagna con belle donne, a volte pure giovani, anche se ha sempre detto che non sono nulla di serio. Infatti, non le ha mai presentate alla famiglia come fidanzate o altro.

Fa il consulente e guadagna bene. Abita in una bella villa alla periferia della città. Oltre alla berlina che lui chiama “di rappresentanza”, ha pure alcune macchine d'epoca che restaura e mantiene personalmente, essendo appassionato di meccanica. Va anche spesso in giro con quelle macchine, specie con le spider durante la bella stagione.

E' sempre stato molto affezionato a me, mi ha sempre fatto dei bei regali per i miei compleanni o quando prendevo dei bei voti a scuola.

E' un uomo di una notevole cultura, legge un sacco ed in casa ha una libreria con migliaia di volumi, sia classici che moderni. Quando sono cresciuta un po', ha pure iniziato a portarmi a teatro, sia di prosa che lirico.

All'età 15 anni mi ha pure insegnato a guidare, rendendomi appassionata di macchine quasi quanto lo è lui, passione che i miei genitori non condividono ma accettano. Mi ha pure portato con sé a vedere dei gran premi di macchine e di moto.

Con le sue macchine spesso partecipa ai concorsi o alle gare per macchine d'epoca. Con il permesso dei miei genitori, ha iniziato a portarmi con sé da quando avevo 16 anni ed un paio di volte sono stata pure eletta come reginetta della manifestazione.

Quando i miei genitori erano occupati, mi veniva a prendere a scuola per accompagnarmi a qualcuna delle mie attività extrascolastiche. Spesso lo faceva con qualcuna delle sue macchine d'epoca, soprattutto con una spider, il che faceva, ovviamente, morire d'invidia le mie compagne.

Insomma, mio zio è sempre stato una persona speciale per me. Infatti, quando avevo dei problemi, preferivo confidarmi con lui piuttosto che con mia madre o mio padre, visto che se iniziavo a confidarmi con loro, invariabilmente si finiva con una predica di quelle interminabili. Con mio zio, invece, discutevamo da pari a pari ed i suoi consigli erano sempre azzeccati.

Di sesso ne avevamo parlato, io e le mie compagne, qualcuna lo aveva pure fatto con qualcuno dei nostri coetanei. Ma, pure se si erano dimostrate entusiaste, avevo capito che c'era una certa dose d'insoddisfazione. Più d'una aveva sofferto nell'essere sverginata, poi questi ragazzi erano irruenti, volevano subito andare al dunque. Non era così che volevo che avvenisse per me, doveva essere una cosa speciale, che avrei dato ad una persona speciale. Fu così che decisi che, essendo mio zio talmente speciale per me, lui sarebbe stato l'uomo che mi avrebbe reso donna.

L'occasione si presentò al mio diciottesimo compleanno. In quell'occasione, facemmo una gran festa in casa dei miei genitori. C'erano tutti i miei amici e tutti i miei parenti, compreso, ovviamente, mio zio Aldo. Era l'uomo più bello ed affascinante della festa e volli a tutti i costi fare il primo ballo con lui. Fu una cosa emozionante, fra le sue braccia mi sembrava di volare, più che ballare. Lui era bravissimo e mi conduceva splendidamente. Cercai pure di fare anche tutti gli altri balli con lui, ma mi avvertì che avrei dovuto occuparmi anche degli altri invitati per non apparire maleducata e fare delle brutte figure. Appena lo lasciai libero, tutte le mie amiche si misero in fila per ballare con lui. Io ballavo con gli altri ma sentivo delle fitte di gelosia quando prendeva altre donne fra le sue braccia.

Alla fine, riuscii a ritornare da lui, a ballare nuovamente con lui. Fu una bella serata, a parte la sofferenza quando non ero fra le sue braccia. Alla fine, dopo l'ultimo brindisi, quando se ne andarono tutti e restammo soltanto i parenti stretti, ci sedemmo a conversare in tutto relax.

-”Sapete, Marina ed io avremmo deciso di fare un bel viaggio per festeggiare i nostri venticinque anni di matrimonio” esordì mio padre.

-”Ah, bene, e dove andrete ?” chiese lo zio.

-”Mah, avevamo pensato o le Seychelles oppure Tahiti” rispose mio padre.

-”Wow, e di Antonella che ne fate ?” fece a sua volta mio zio.

-”Potrebbe stare da qualcuno di noi” fece mio nonno materno, quasi novantenne.

-”Mah, non lo so, siete anziani, anche se è grande comunque, prepararle i pranzi, le cene, insomma potrebbe essere pesante. Per un giorno potrebbe andare, ma due settimane ?” fece mia madre.

-”Potrei stare sola” intervenni io, “Oramai sono maggiorenne”.

-”Sì, e poi, se invece di studiare ti metti a fare qualche festino con le tue amiche ? No, ci vuole comunque qualcuno che ti controlli” fece mia madre.

-”Potrebbe venire a stare da me” fece mio zio,”spazio ne ho in abbondanza, problemi di pranzi o pulizie non ci sono perchè ho una donna che le fa per me”

-”E la tua vita sociale ?” fece mio padre, ridacchiando, “con lei in casa non ti porterai mica le tue donzelle, vero ?”

-”Per la mia nipotina preferita posso anche fare un paio di settimane di pausa” rispose lo zio, con una risata.

-”Non hai teatro nei fine settimana ?” chiese sua madre.

-”Sì, certo, ma la porto con me, come ho già fatto altr volte. Un po' di attività culturali non le faranno male. E poi credi che le piaccia il teatro” rispose. Poi, rivolgendosi a me “E tu, Antonella, cosa dici ? Bisogna sentire anche la tua opinione”.

-”Oh, sì, vado a stare dallo zio, sì” risposi, entusiasta.

-”Va bene, allora se per te, fratello mio, non ci sono problemi, quelle due settimane potrà stare da te. Guarda che studi però, perchè è l'anno della matura e si deve impegnare fin dall'inizio” fece mia madre.

-”Lo so, la controllerò e l'interrogherò, non preoccuparti. Ci tengo quasi quanto te a che vada bene a scuola” rispose.

Ovviamente, appena deciso data e tutto il resto, io iniziai a prendere le pillole anticoncezionali, calcolando pure le date dei cicli, per essere pronta per quando sarei rimasta sola con lui.

E così, quando per i miei genitori giunse il momento della partenza, un sabato mattina verso la fine di settembre, io e lui li accompagnammo all'aeroporto. Ora era arrivato il mio momento, avrei avuto due settimane da sola con mio zio, in casa sua. 

Dopo che i miei furono partiti, ritornammo a casa mia, a prendere i miei vestiti ed una cassa con i libri, i quaderni, il mio pc e tutto quello che mi sarebbe servito durante quelle due settimane ed andammo a casa sua.

Mi fece sistemare in una stanza bella grande, proprio a fianco della sua camera da letto. Avevo pure un bagno tutto per me. Mi diede una mano a sistemare le mie cose. Ad un certo punto, mentre mi passava la biancheria, vide un completino sexy che avevo preso pensando a lui. Lo guardò perplesso perchè consisteva in un reggiseno nero trasparente ed un perizomino minuscolo e trasparente con solo un filino nel posteriore.

-”Alquanto osé” fu il suo commento.

-”Ti piace ?” chiesi.

-”Non è male”

-”Vuoi che lo metta per te ?” chiesi, speranzosa.

-”E' meglio che lo metta via” mi disse, invece.

Alla fine, io rimasi in camera mentre lui andava a preparare il pranzo. Mi cambiai, vestendomi in modo da provocarlo. Mi misi una leggera maglietta corta che giungeva appena sotto il mio piccolo seno e molto aderente e dei calzoncini alquanto ridotti, a vita bassa, senza reggiseno ne mutandine, e scesi. Quando arrivai trovai già tutto pronto, mentre lui stava per venire a chiamarmi. Quando mi vide rimase per un attimo come imbambolato, ma si riprese immediatamente, senza dire nulla.

Finito di mangiare, andammo in salotto e lui si sedette sul divano, accendendo la tv per guardare il telegiornale. Io mi sedetti al suo fianco, attaccata a lui, le gambe sotto di me. Ad un certo punto, presi il suo braccio e me lo portai attorno alle spalle e misi la mia testa sul suo petto. Tenevo la sua mano fra le mie, poi, con fare casuale, me la appoggiai su una delle mie tettine. Avevo i capezzoli turgidi per queste mie manovre e non potè non sentirlo ma lasciò la mano lì, ferma, senza fare nulla. Allora gli appoggiai una mano sulla gamba. Vidi che aveva un'erezione, ma non reagì. Avvicinai la mia mano al bulbo che vedevo. Mi mise l'altra mano sulla mia per fermarmi e mi guardò.

-”Cosa vuoi fare ?” mi chiese, guardandomi fisso negli occhi.

-”Zio, voglio fare l'amore con te” dissi, abbassando gli occhi e diventando rossa.

-”Piccola mia, lo sai che non si può. Tu sei la mia nipotina preferita, anche se sei l'unica” disse, sorridendomi, “ma non possiamo fare l'amore. Sarebbe incesto”.

-”Lo so, zio, ma voglio che tu sia il mio primo uomo” insistei.

-”Non si può. Per favore, non insistere”

Io saltai su, mi levai la maglietta, i calzoncini e rimasi nuda davanti a lui.

-”Ecco, non sono abbastanza per te? Sono forse peggio delle tue donne ?” urlai, sconsolata, piangendo, e corsi via, rifugiandomi nella mia camera.

Dopo un po', lui mi raggiunse. Io ero stesa, nuda, sul letto e singhiozzavo sconsolatamente. Si sedette al mio fianco e mi posò una mano su una spalla. La sua mano era calda, la sentivo scottare sulla mia pelle. Quel contatto mi diede una sensazione che non saprei spiegare ma mi eccitai.

-”Amore mio, ti prego, non piangere, mi fai star male” disse, soavemente, mentre io continuavo a singhiozzare disperatamente.

Mi alzai, sempre piangendo, e gli gettai le braccia al collo, nascondendo la mia faccia contro la sua spalla. Lui mi strinse delicatamente a sé. Io mi misi a cavalcioni su di lui, stringendomi a lui con tutte le mie forze. Sotto il mio culetto, sentii che a lui veniva un'erezione notevole, il suo pene rigido spingeva sotto di me e, in mezzo alle lacrime, mi venne da sorridere. Ma allora non era indifferente al mio corpo. Allora iniziai a muovere il bacino sopra quel suo grosso affare duro. Io ero eccitatissima, sentivo un caldo pazzesco alla mia patatina, ero affannata, ma lui iniziò ad avere il respiro più accelerato. Ad un certo punto, mi strinse di più a sé e mi fermò.

-”Lo vuoi proprio ?” mi sussurrò all'orecchio, sempre tenendomi stretta contro il suo corpo.

-”Sì” risposi in un sussurro. Avevo vinto.

Lui, sempre tenendomi stretta, si alzò e mi portò in camera sua, mi posò delicatamente sul suo letto e si stese vicino a me, ancora vestito.

Mi fece mettere a pancia in giù, le braccia distese verso l'alto, ed iniziò ad accarezzarmi delicatamente e lentamente. I suoi polpastrelli sfioravano appena la mia pelle. Il suo tocco mi dava i brividi. Iniziò ad accarezzarmi le bracia, la schiena, percorse la mia schiena più volte su e giù, sfiorandomi appena, indugiò sulle mie chiappette, mi accarezzò le gambe fino a i piedi per poi risalire, sempre molto lentamente, lungo l'interno delle cosce. Io aprii le gambe per facilitargli il compito ma non mi sfiorò neppure la passerina.

Poi, senza fermarsi, e mentre continuava ad accarezzarmi, iniziò a baciarmi, a sfiorarmi la pelle con le labbra. Io mi sentivo bruciare dentro, respiravo affannosamente, stavo per raggiungere quasi un orgasmo, da quanto mi stava facendo godere, la mia micetta era un lago e non vedevo l'ora di prendere il suo membro dentro di me. Ma lui, niente, semplicemente continuava ad accarezzarmi e baciarmi dolcemente. Dopo un tempo che per certi versi mi sembrò infinito e per altri, soltanto un istante, mi fece voltare ed iniziò lo stesso trattamento sul davanti.

Iniziò ad accarezzarmi il viso, le labbra, le orecchie il collo, il petto, indugiò a lungo sui miei seni e sui miei bottoncini rosa, Mi accarezzò le braccia, le mani, il pancino, sfiorò appena in mio monte di venere, poi le gambe, fino ai piedi. Si inginocchiò fra le mi gambe ed iniziò a baciarmi i piedi, le gambe, mi posò un bacio delicato sul ciuffo rosso che contorna la mia patatina. Mi baciò il pancino, l'ombelico, le tettine, mi succhiò delicatamente i capezzoli, oramai duri come il marmo. Infine arrivò al viso e mi baciò delicatamente tutto il viso, mi chiuse gli occhi con i suoi baci ed infine posò dolcemente le sie labbra sulle mie. Io ero in estasi. Poi, si staccò da me.

-”Ora tu” mi sussurrò, mentre si stendeva.

A quel punto, mi inginocchiai al suo fianco ed inizia a spogliarlo, gli sbottonai e gli tolsi i pantaloni, la maglietta, aiutata da lui che, ovviamente, sollevava il corpo per aiutarmi. Infine, gli levai i boxer ed il suo pene svettò in alto come un obelisco. Non potei fare a meno di prenderlo fra le mie mani ed iniziare ad accarezzarlo.

-”Dopo” disse, piano.

Al che, dopo averlo denudato, iniziai a fare a lui quello che lui aveva fatto a me prima, gli carezzai il corpo, lo baciai, gli leccai i capezzoli, ma aggiunsi qualcosa : iniziai ad accarezzarlo con le mie tettine, a sfiorarlo con i capelli, a baciarlo e leccarlo, stando a cavalcioni su di lui. Gli carezzai l'uccello e lo strinsi, poco, nel mio piccolo seno, gli baciai il glande.

Poi, mi fece nuovamente stendere al suo fianco, s'inginocchiò fra le mie gambe ed iniziò a leccarmi la passerina, ad infilare la sua lingua dentro a succhiarmi il clitoride mentre con le dita mi apriva le labbra della patatina, infilandomene uno dentro per un po'. Io venni con un mugolio di piacere. Mi stava facendo toccare delle vette di godimento che non avevo mai raggiunto prima, né toccandomi da sola né lesbicando un po' con le mie compagne.

Poi si alzò, si puntellò sulle braccia, mi fece aprire di più le gambe e piegare le ginocchia, e mi puntò il suo membro all'ingresso della mia micetta, guardandomi negli occhi. Con una mano lo guidai mentre assentivo con un gesto della testa. Iniziò a spingere delicatamente, mentre il suo bastone mi allargava poco alla volta le pareti della patatina. Ero talmente bagnata che scivolava senza fatica dentro di me. Quando sentì il primo ostacolo, il mio imene intatto, si fermò. Io assentii ancora e lui riprese a spingere. Diede un piccola spinta decisa e l'imene si ruppe, ma io non sentii quasi dolore. Feci soltanto una piccola smorfia. Lui si fermò immediatamente.

-”Continua, ti prego” dissi.

Allora lui spinse decisamente fino ad arrivare in fondo, fino all'utero. Fu una sensazione incredibile, mi sentivo piena, la mia vagina pulsava. Il piacere annullò ogni altra cosa. Lui pian piano iniziò a muoversi su e giù, lentamente, dolcemente. Io mi aggrappai al suo collo e mi issai, mentre lui abbassava la testa e ci baciammo, Lo baciai appassionatamente.

-”Oh, sìììììììììììììì, è meraviglioso” iniziai a dire, mentre lui andava su e giù, lentamente con degli affondi lunghi e decisi. Lo tirava quasi del tutto fuori e poi, lentamente, affondava fino a schiacciarmi l'utero.

-“Ohhhh, ancoraaaaaaa, non ti fermare, sìììììììììììììììììì” dicevo in continuazione. E venni ancora ed ancora.

-”Vienimi dentro” dissi, ad un certo punto, “prendo la pillola”

Lui continuò ad andare avanti ancora per un bel po'. Infine, lo sentii irrigidirsi e poi lo sentii scaricarsi dentro di me, riempirmi con il suo sperma caldo, mentre la mia patatina pulsava, come a svuotarlo per bene. Poi, sfilò il suo membro dalla mia passerina, lasciandomi come un senso di vuoto, e si stese al mio fianco, stanco. Io ero felice, era stata una cosa splendida, meravigliosa. Non potei trattenermi dal buttarmi su di lui ed iniziai a baciarlo, la faccia, il petto. Infine, mi abbracciò e ci scambiammo un lungo bacio appassionato. Rimanemmo stesi, abbracciati a guardarci per un bel po'.

Nel frattempo si era fatta sera. Senza accorgercene, eravamo stati a fare l'amore per alcune ore !

Senza dire nulla, lo zio si alzò e mi tese la mano. Mi alzai e lo abbracciai ancora, mi strinsi a lui e lo baciai. Infine, andammo in bagno e ci facemmo una doccia, sempre baciandoci e carezzandoci. Infine ritornammo in camera a rifare il letto, sporco pure del mio sangue. Dopo aver messo le lenzuola sporche in lavatrice, ci rivestimmo ed andammo a cena in un localino carino dove si cenava a lume di candela. Dovevano conoscere bene mio zio, visto il trattamento che ci riservarono.

-”Le porti tutte qui, le tue conquiste?” chiesi, ridacchiando.

-”Sì, ma soltanto per un motivo” rispose, ridendo anche lui, “perchè si mangia molto bene e si sta tranquilli”.

-”Allora mi devo considerare una tua conquista ?”

-”Penso che stavolta sia alla rovescia, io sono una TUA conquista” rispose, sempre ridendo.

Dopocena, andammo a fare una passeggiata sul lungomare. Io gli stavo appesa ad un braccio ed appiccicata come un'ostrica. Era bello stare con lui, mi sentivo felice, ero stata sua ed era stata una cosa splendida. Dopo un po', riprendemmo la macchina e ritornammo a casa sua.

Una volta arrivati, andammo dritti in camera da letto ma, prima che lui potesse fare qualunque cosa, o feci sedere sulla poltrona che teneva in camera, dicendogli di non muoversi. Poi, lentamente, improvvisai uno spogliarello sexy per lui, fino a rimanere completamente nuda. Ero inesperta, ma dovevo essere eccitante, visto che il membro gli divenne subito turgido, tendendogli i pantaloni sull'inguine.

Lui fece per alzarsi, ma lo fermai con un gesto, poi mi avvicinai a lui ed inizia a spogliarlo. Per prima cosa, m'inginocchiai davanti a lui e gli levai le scarpe ed i calzini, poi, gli sbottonai i pantaloni e glieli levai, mentre il suo meraviglioso pene spingeva dentro i boxer. Poi gli abbassai i boxer e l'oggetto del mio desiderio e del mio piacere saltò su come una molla. Lo presi fra le mie mani e lo carezzai delicatamente, lo baciai sulla punta ma poi alzai per levargli la maglietta, lasciandolo finalmente nudo.

Vedendo il suo pene ritto mi venne voglia di sedermi in grembo a mio zio e di prenderlo tutto dentro. Ma mi trattenni. Invece, presi mio zio per mano e lo feci stendere prono. Poi, iniziai a massaggiargli lentamente e dolcemente con le mie tettine sode la sua schiena, poi i glutei le gambe. Lo feci girare e continuai con il lento massaggio erotico. Il suo membro era ritto, duro come il marmo, ma mia patatina era un lago.

Quando finii di massaggiarlo tutto, iniziai a baciarlo, fino a prendergli in bocca l'oggetto del mio desiderio. Gli baciai il membri, lo succhiai, leccai il glande, che era diventato violaceo. Poi, piano, portai il mio bacino sopra di lui, presi il suo cazzo e lo indirizzai alla mia passerina e mi abbassai lentamente su di lui. Quando i nostri inguini si toccarono, mi sembrava di essere talmente piena che il suo uccello mi sarebbe uscito dalla gola.

Iniziai a muovermi lentamente avanti ed indietro con il bacino. Il grosso fallo di mio zio mi riempiva tutta e mi fregava sulle pareti della vagina. Iniziai allora ad andare pure su e giù. Le sensazioni che sentivo erano incredibili, lo sfregamento, la sensazione di riempimento, erano da sballo e venni, venni in modo inaspettato e violento. Ma lui non mi lasciò fermare, continuò a farmi muovere ed io iniziai a godere in modo incontrollato e continuo. Il mio orgasmo sembrava non finire più, fine a che mi accasciai, esausta, sul suo petto, la vagina che pulsava in modo incontrollato, ansimavo.

Lui mi abbracciò, agganciò le mie gambe con le sue e ci voltò con un movimento fluido, rimanendo sopra di me, sempre con il suo uccellone saldamente piantato nella mia patatina. Si sollevò un po', puntellandosi sui gomiti mentre mi teneva abbracciata a lui, ed iniziò a muoversi con lenti e profondi movimenti, su e giù, dentro fino in fondo e poi quasi completamente fuori. Io venni ancora ed ancora. Persi il conto degli orgasmi. Infine, si sfilò da me, lasciandomi come un senso di vuoto, mi fece voltare, mettendomi un cuscino sotto il pancino e mi penetrò da dietro, affondando nuovamente nella mia patatina bollente.

Una volta dentro riprese a muoversi lentamente fino a venire lui pure riempiendomi del suo sperma. Rimase per un po', poi si sfilò e si stese al mio fianco. Io presi velocemente dei fazzolettini di carta e mi tamponai la patatina, per evitare di sporcare tutto, poi mi abbassai su di lui e gli ripulii il pene con la lingua. Il suo seme aveva un sapore leggermente acidulo ed un po' salato, ma mi piacque, così gli presi l'uccello in bocca e lo pulii per bene.

Quando ci riprendemmo, andammo in bagno a farci un bidet e poi ritornammo a letto, dove ci addormentammo abbracciati, ovviamente nudi.

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