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Non Autenticato
il 2015-01-11 17:23:49.0 alle 2015-01-11 17:23:49.0
Ipotesi dell'"anima" quantica e metodi di verifica futura
È una ipotesi, come diceva AlexTg, non provata e con probabilità quasi-zero di essere vera, però non c'è nemmeno nulla che conosciamo che possa escluderla, quindi ai fini della discussione facciamo finta che sia vera e proviamo a cercare metodi per dimostrare la sua veridicità o falsità.

La mia ipotesi è che la nostra essenza, quella che alcuni chiamano "anima", sia una proprietà della materia (qualcosa che al momento non siamo in grado di misurare) e che il cervello sia semplicemente in grado di "sintonizzarcisi" sopra e dare a questa proprietà la possibilità di interagire con altra materia consapevolmente e memorizzare ricordi, provare emozioni, ecc.

Potrebbe per esempio essere qualcosa tipo la forza di gravità. Presa singolarmente una particella ha una forza di attrazione ridicola... ma quando la forza sprigionata da questa particella si somma alla forza di miliardi di altre particelle diventa significativa.

Perché non la ritengo un'ipotesi così peregrina? Per due motivi.

Il primo è che abbiamo un altro esempio di processo simile (concettualmente) a quello che ho esposto, ed è il funzionamento delle onde radio e delle antenne. Se torniamo indietro di un paio di centinaia di anni sarebbe apparso ridicolo e con probabilità quasi-zero di essere vera anche l'ipotesi che un filo, di una certa lunghezza e forma, possa inviare e ricevere messaggi attraverso un mezzo invisibile. Detta così sembra anzi un'idiozia. Oggi invece è normale, sappiamo tutto circa come funzionano le antenne e le onde radio... conosciamo le regole... conosciamo i perché e nessuno se ne stupisce più... ma provate a mettervi nei panni di qualcuno che non ha mai visto una radio prima. A un certo punto uno arriva a casa vostra e vi dice "sai, secondo me è possibile inviare messaggi nel vuoto con un filo di ferro però questo filo di ferro deve avere una forma e lunghezza precisa e il messaggio deve prima essere modulato in un certo modo". Vi sareste probabilmente messi a ridere.

Il secondo motivo è che faccio programmi da un sacco di tempo, ho studiato elettronica e tutto il resto... eppure non so nemmeno IMMAGINARE come diavolo si potrebbe ricreare via hardware o software una coscienza anche solo comparabile a quella animale. Ovvio, ci sono altre cose che non so, non so per esempio come funzioni nel dettaglio il riconoscimento delle immagini, gli OCR, come si possa creare un'automobile che guida da sola... però anche se non saprei come farlo (perché mi mancano le conoscenze specifiche per farlo) posso per lo meno immaginare a grandi linee come quelle cose sono strutturate, come il problema può essere spezzato e immaginare quali sono i vari processi che quelle cose richiedono.

Sulla coscienza invece... zero... proprio zero... e non mi stupirei affatto se un giorno qualcuno dimostrasse che a livello software non esiste alcun algoritmo in grado di creare una coscienza (non solo simularla). Ma, se via software (forse) non si può fare... allora tocca farlo via hardware (dopotutto è così che funziona ora la coscienza, non c'è un solo esempio di coscienza implementata via software ad oggi)... ma perché via hardware dovrebbe funzionare e via software no?
L'unica cosa che mi viene in mente è che esista una proprietà della materia, per ora a noi sconosciuta, che rende la cosa possibile in hardware. Ovvero che la coscienza non sia un mero grumo di algoritmi (implementati in software o hardware).

Se questa ipotesi è vera e capiamo come poterci "sintonizzare" con questa proprietà della materia... allora potremo in futuro anche creare macchine davvero pensanti, come noi, e dunque con i nostri stessi diritti... perché userebbero la nostra stessa essenza. Forse non riusciremo mai a capire come funziona la coscienza... ma nonostante ciò saremo comunque in grado di usarla e di costruire macchine che ne fanno uso. Creeremmo per la prima volta esseri davvero immortali (entro certi limiti probabilmente). Potrebbero essere la nostra reale discendenza, ovvero entità che ci sopravvivono e che possono viaggiare per l'universo come noi possiamo solo immaginare di fare.

Forse potremmo addirittura trasferirci noi stessi in corpi "meccanici", chissà.

Ma come verificare questa ipotesi?
Se mai riuscissimo a costruire un robot autocosciente che non fa uso di questa ipotesi sapremmo immediatamente che questa ipotesi è falsa. Se per esempio riuscissimo ad aprire il cranio di AlexTg, estrarre tutta l'informazione contenuta nel suo cervello e iniettare tale informazione in un simulatore software che si limita a simulare i collegamenti neuronali del cervello di AlexTg e la cosa davvero funzionasse sapremmo immediatamente che questa ipotesi è sbagliata.

A tale fine propongo dunque di aprire la testa di AlexTg per portarci avanti con il lavoro.

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