Scritto da
Campesina
Sua maestà
il 2015-03-14 11:21:22.0 alle 2015-03-14 11:21:22.0
Trollate totali: 765
Nella foresta pluviale, in un luogo sperduto del Sud america. Esisteva una foresta magica, la cui magia era visibile solo ad una bambina che spesso era da sola perché il babbo doveva lavorare la terra.
La bambina amante delle favole di Calvino e di tutti i libri che i suoi gli leggevano, aveva una spiccata fantasia.
Dunque camminava nella foresta guardando le impronta dei cinghiali, i nidi dei uccelli, le piante.
Nella foresta magica c'era sempre molto da fare, salutare il vecchio albero, dondolarsi su qualche liana, raccogliere le piante d'orchidee cadute e sistemarle su dei tronchi, aiutare le formiche affaticate dandogli un passaggio fino alla loro tana su una foglia volante, cercare semi e bacche, pettinarsi con il guscio a forma di spazzola di una pianta, fare piccole matasse con il filo d'oro di alcuni ragni per poi costruirsi anelli o braccialetti.
Una bella mattina mentre esplorava i dintorni che dividevano il prato dove c'era il frutteto dalla foresta, la bambina si scontro' con un piccolo ragno giallo. Era un ragno alquanto strano, il suo addome sembrava una stella.
Il ragno stella camminava lentamente rilasciando il suo filo sui arbusti, mentre due occhi lo seguivano curiosi.
La bambina inizio a fantasticare che un ragno così bello non poteva essere che fatato, chissà forse era un principe o una principessa che aveva subito un brutto incantesimo. Ma qual'era la formula per ridargli le sue sembianze umane?
Mentre ci pensava, faceva tante domande al ragno, il quale un po' sorpreso da tanta attenzione si nascose appena gl'occhi della bambina si distrassero. La bambina lo ritrovò e lo sgrido, gli disse che di lei poteva fidarsi e lo prese in mano per spostarlo su un'altro arbusto, intanto continuava a parlargli.
Ad una certa ora il babbo della bambina la chiamò e lei dovette lasciare il suo nuovo amico. Gli fece tante raccomandazioni di non allontanarsi troppo, di stare attento e che più tardi sarebbe tornata a trovarlo.
Al tramonto del sole la bambina corse a salutarlo, il Ragno Stella era ancora lì che si costruiva la ragnatela. La bambina gli fece tanti complimenti e si raccomando per l'indomani.
L'indomani appena sveglia andò a cercare il suo nuovo amico e fu felicissima di rivederlo, il Ragno Stella era splendente ai primi raggi del sole, era adagiato su una foglia, come se la stesse aspettando.
Purtroppo quel giorno la bambina doveva partire e non era riuscita a scovare il rimedio per rompere l'ncantesimo del Ragno Stella. Aveva pure interpellato il Mago di Corte in un certo modo, senza però rivelargli che il ragno stella era fatato.
Dispiaciuta si raccomando al ragno di fare il bravo e di avere pazienza, che prima o poi qualcuno l'avrebbe salvato da quel incantesimo che lo teneva prigioniero.
Lo prese sulla punta delle dita e lo guardò mentre lui gli camminava sulla mano e poi sul braccio. Lo guardava come se fosse stata l'ultima volta, cercava di bloccare l'immagine dei particolari del suo essere, il suo colore giallo fosforescente, l'addome a forma di stella e quella croce bianca e regale sul suo cefalotorace.
Lei era sicura, era un ragno fatato, e mentre le lacrime gli bagnavano le guance gli disse addio e lo avvicinò ad una foglia, lui non voleva scendere dalla sua mano, allora lei lo spinse gentilmente e allora lui salì sulla foglia verde.
La bambina corse a casa si carico lo zainetto in spalla. Prima d'incaminarsi lei e il suo babbo salutarono la capanna come sempre facevano, fermandosi e guardandola dalla strada, anche se stavolta la bambina guardava in un'altra direzione, direzione dove il Principe Ragno Stella viveva.
A.S.
La bambina amante delle favole di Calvino e di tutti i libri che i suoi gli leggevano, aveva una spiccata fantasia.
Dunque camminava nella foresta guardando le impronta dei cinghiali, i nidi dei uccelli, le piante.
Nella foresta magica c'era sempre molto da fare, salutare il vecchio albero, dondolarsi su qualche liana, raccogliere le piante d'orchidee cadute e sistemarle su dei tronchi, aiutare le formiche affaticate dandogli un passaggio fino alla loro tana su una foglia volante, cercare semi e bacche, pettinarsi con il guscio a forma di spazzola di una pianta, fare piccole matasse con il filo d'oro di alcuni ragni per poi costruirsi anelli o braccialetti.
Una bella mattina mentre esplorava i dintorni che dividevano il prato dove c'era il frutteto dalla foresta, la bambina si scontro' con un piccolo ragno giallo. Era un ragno alquanto strano, il suo addome sembrava una stella.
Il ragno stella camminava lentamente rilasciando il suo filo sui arbusti, mentre due occhi lo seguivano curiosi.
La bambina inizio a fantasticare che un ragno così bello non poteva essere che fatato, chissà forse era un principe o una principessa che aveva subito un brutto incantesimo. Ma qual'era la formula per ridargli le sue sembianze umane?
Mentre ci pensava, faceva tante domande al ragno, il quale un po' sorpreso da tanta attenzione si nascose appena gl'occhi della bambina si distrassero. La bambina lo ritrovò e lo sgrido, gli disse che di lei poteva fidarsi e lo prese in mano per spostarlo su un'altro arbusto, intanto continuava a parlargli.
Ad una certa ora il babbo della bambina la chiamò e lei dovette lasciare il suo nuovo amico. Gli fece tante raccomandazioni di non allontanarsi troppo, di stare attento e che più tardi sarebbe tornata a trovarlo.
Al tramonto del sole la bambina corse a salutarlo, il Ragno Stella era ancora lì che si costruiva la ragnatela. La bambina gli fece tanti complimenti e si raccomando per l'indomani.
L'indomani appena sveglia andò a cercare il suo nuovo amico e fu felicissima di rivederlo, il Ragno Stella era splendente ai primi raggi del sole, era adagiato su una foglia, come se la stesse aspettando.
Purtroppo quel giorno la bambina doveva partire e non era riuscita a scovare il rimedio per rompere l'ncantesimo del Ragno Stella. Aveva pure interpellato il Mago di Corte in un certo modo, senza però rivelargli che il ragno stella era fatato.
Dispiaciuta si raccomando al ragno di fare il bravo e di avere pazienza, che prima o poi qualcuno l'avrebbe salvato da quel incantesimo che lo teneva prigioniero.
Lo prese sulla punta delle dita e lo guardò mentre lui gli camminava sulla mano e poi sul braccio. Lo guardava come se fosse stata l'ultima volta, cercava di bloccare l'immagine dei particolari del suo essere, il suo colore giallo fosforescente, l'addome a forma di stella e quella croce bianca e regale sul suo cefalotorace.
Lei era sicura, era un ragno fatato, e mentre le lacrime gli bagnavano le guance gli disse addio e lo avvicinò ad una foglia, lui non voleva scendere dalla sua mano, allora lei lo spinse gentilmente e allora lui salì sulla foglia verde.
La bambina corse a casa si carico lo zainetto in spalla. Prima d'incaminarsi lei e il suo babbo salutarono la capanna come sempre facevano, fermandosi e guardandola dalla strada, anche se stavolta la bambina guardava in un'altra direzione, direzione dove il Principe Ragno Stella viveva.
A.S.
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Il ragno giallo @ 2015-03-14 11:21:22.0 di Campesina
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■ @ 2015-03-14 12:47:26.0 di Non Autenticato
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■ @ 2015-03-14 12:58:52.0 di Campesina
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■ @ 2015-03-14 14:29:13.0 di Non Autenticato
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