Dato che come avvocato della causa pedona Yoda farebbe avere al cliente la pena capitale, riassumo per la campesina e l'altro ottuso la mia opinione più e più volte ribadita.
In una relazione sessuale (che non significa necessariamente penetrazione ma comprende tutti quegli atti sessuali che il codice penale contempla come tali) così come in ogni altro rapporto, il criterio per giudicare il bene e il male, l'assenza o presenza di un abuso dovrebbe essere il consenso e la reciproca soddisfazione. È il solo criterio logico, ogni altro deriva da intenti moralistici o autoritari, dal tentativo di imporre ovunque e comunque la propria visione del mondo agli altri.
Poiché il consenso è lampante quando c'è, ma è molto difficile da definire, specialmente quando anche un animale è perfettamente in grado di accordarlo o negarlo, e specialmente in situazioni in cui ottenerlo può somigliare a una circonvenzione di incapace, è pragmaticamente accettabile assumere come soglia un'età, la cui definizione dipende dalle convinzioni della società corrente, purché sia possibile, per il minore coinvolto nella relazione, farsela abbassare o rimuovere. Rivolgendosi a un giudice per farsela abbassare, spiegando le proprie motivazioni il minore rivela ipso facto la propria maturità e capacità di esercitare il proprio giudizio e consenso.
Questo principio dovrebbe valere per ogni soglia di età prevista dalle leggi in qualsiasi caso: per votare, per prendere la patente, per arruolarsi... ad esempio il barone Von Leutrum decise a 14 anni di arruolarsi nell'esercito sabaudo, età a cui oggi si viene considerati bambini incapaci di decidere.
Questo prescindendo dall'età e da ogni definizione e considerazione, e sopratttutto evitando di infilarsi nel ginepraio inconcludente delle questioni di lana caprina, delle definizioni che racchiudono in sé le tesi che si vuole dimostrare, dei pareri degli psicologi e di altri esperti reali o presunti.
Se fossi il legislatore la legge sarebbe così, perché nel momento in cui uno mostra di essere in grado di intendere e di volere, convincendo un giudice, non ha senso il persistere di qualsiasi limitazione.
La mia sensazione è che non sarebbero molti i minori ad avvalersi di questa opzione, però darebbe una possibilità a chi la vuole ed eviterebbe che siano obbligatoriamente puniti come abusi
casi che non lo sono 
, e la conseguente creazione di mostri artificiali, lasciando intatta la punibilità dei veri reati.
Per finire, perché mi tocca prendere le parti dei pedofili?
Per prima cosa perché nei loro argomenti c'è qualche logica, anche se un po' tirata, e fra di essi c'è chi si sforza di essere il più logico possibile, mentre contro di loro, in ogni discussione, la logica prevalente sembra essere "è così perché sì, e basta". Ed io tengo la logica in massima considerazione e mi irrita particolarmente quando la si offende.
Perché quelli che dicono "a 12 anni è ancora troppo giovane per decidere" fanno in modo che qualcuno dica "a 15 anni è ancora troppo giovane per decidere" e via via aumentando l'età a 16, 18, 21. Alzi la mano chi conosce, in Italia, un ventenne, un trentenne o un sessantenne maturo e informato quanto basta a prendere una decisione su qualsiasi questione. Se il metro di giudizio dovrebbe essere la maturità, l'esperienza e la conoscenza, a votare sarebbero sì e no un migliaio di persone. Commenti e discussioni online abbondano di ignoranti e di inetti al ragionamento, e voglio una società e una legge che protegga chi ragiona da questi deficienti, invece di permettergli di imporre le loro regole.