C'era una volta una wakka
che brucava l'erba verdina
e del mondo si credeva regina
ruminando pensieri fiacca
ed enfiata la pancia oltre misura
"ora faccio la cacca" muggì fiera
e si apprestò alla nobile opera
oscillando la massa tutta intera.
Accadde dunque che compisse l'atto
e producesse un'enorme margherita
che andò a insozzare, o tal misfatto
una graziosa pratolina fiorita.
Un enorme vespone tutto arrabbiato
che andava quel fiore a visitare
si slanciò con enorme furore
finchè la rea non ebbe punzecchiato.
Orrida muggì la wakka il suo dolore
e nel panico si volse al pastore
aita alta invocando e protezione.
Il vespone la seguì pieno di rancore.
Ordunque il pastore tutto incazzato:
"Come osi cercar da me il tuo scampo,
tu che agnelli e vitelli per il campo
cerchi sempre di stuprare tutto il tempo?"
Cieca nel suo terror wakka gemendo
corse e il vespon dietro tremendo.
Infine colta da orrendo presago
si volse cieca e scivolò nel brago
scivolò la wakka nella buca del letame
e alfin la bestia affogò nel liquame.
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

