https://it.wikipedia.org/wiki/Espansione_islamica 
Ci si è interrogati su come sia stata possibile una conquista tanto rapida di aree così vaste e popolose. Sicuramente si deve considerare la stanchezza delle popolazioni locali verso il duro e rapace dominio bizantino: gli arabi infatti offrivano paradossalmente una maggiore libertà religiosa ai cristiani "eretici" (dominavano in queste zone infatti le eresie monofisita e nestoriana, duramente avversate da Bisanzio) e richiedevano il pagamento di un tributo che era più leggero della tassazione imperiale.
La conversione e il proselitismo, per gli arabi, erano infatti ritenuti come necessari per le popolazioni pagane e idolatre, mentre lo stesso Profeta aveva previsto una differenziazione tra fede e sottomissione, individuando le cosiddette "genti del Libro", cioè quelle popolazioni monoteiste che possedevano già una parte della Rivelazione tramite l'uso delle Sacre Scritture, sempre ispirate dallo stesso Dio, ma rese incomplete e corrotte per via della manipolazione umana.
A queste genti si offriva di esercitare liberamente la propria fede nei territori dell'Islam, quali comunità protette (dhimmi), purché accettassero la superiorità dell'Islam, una certa disciplina e il pagamento di tributi.
Col tempo i cristiani delle zone già bizantine poterono valutare i vantaggi della conversione all'Islam e della possibilità di fare carriera nell'amministrazione califfale: i convertiti ottenevano i pieni diritti civili ed erano tenuti solo al versamento dell'elemosina legale (zakat). Già dieci anni dopo la morte di Maometto l'Islam non era più una comunità di soli arabi.
La lingua del califfato era comunque soltanto l'arabo, lingua della preghiera e del testo sacro del Corano. Si creo così gradualmente una comunità arabofona con componenti etniche via via più varie, man mano che procedeva l'espansione.