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Alienazione
Alcune galline sono felici.
il 2015-10-14 17:15:20.0 alle 2015-10-14 17:15:20.0
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Sandokan
La strada dalla città alla Collina, passava in mezzo alla campagna inselvatichita e ai grandi pascoli dei ganaderos, le case sparse qua e là erano varie: da quelle imponenti stile coloniale alle catapecchie rattoppate con pezzi di lamiera e assi.
Un pomeriggio la macchina rossa sfrecciava sicura in direzione città, quando ad un tratto si fermò sulla strada, un cane di nome Macchia e due umani scesero e attirarono col cibo un cucciolotto di cane scheletrico e spelacchiato, era qualche mese che sto cucciolo si vedeva per strada solo, randagio e ogni volta era sempre più decrepito. Era periodo di siccità e l'acqua scarseggiava in campagna, il cucciolo viveva cacciando grilli, mangiando frutta selvatica ed erba, non gli sembrava vero di mettere sotto i denti un risotto col pollo, e per gl'avanzi del pranzo di Macchia si lascio catturare.
A vederlo da vicino si poteva vedere che le zampe erano piene di tunga penetras chiamata dai locali "nigua", le pulci e la tigna gli avevano portato via quasi tutto il pelo del quale s'intravedeva che doveva avere un manto arancione paglia con delle striature nere, color iena, color tigre, il suo nome fu Sandokan.
Arrivati in città Sandokan poté mangiare ancora e poi crollò sul pavimento, la sua pancia sembrava una palla e borbottava durante la digestione, gli umani un po' preoccupati lo misero a dormire sul letto, Sandokan dormi tutto il pomeriggio e la notte.
La mattina dopo all'ospedale veterinario dell'Università, Sandokan fu visitato da un giovane veterinario che ebbe troppo schifo e a malapena lo guardò.
Con l'antiparasitario da prendere, le analisi del sangue e il coltivo della tigna in corso, Sandokan era pronto per il suo primo bagno, dopo il bagno fu torturato: un ago gli distrusse tutte le tunga penetrans e un pettine levo le pulci. Sul corpo aveva a malapena il 20% di pelo, gl'acari avevano distrutto il suo manto.
Sandokan iniziò una vita diversa, aveva un collare e usciva di casa al guinzaglio, aveva però delle strane manie: mangiava l'ananas e le banane, se doveva defecare lo faceva sull'asfalto o sulle pietre del sentiero in giardino. Se andavano alla Collina, lui preferiva stare rintanato nella gabbia dei gatti per tutto il tempo. Sembrava aver paura della vegetazione.
In città oltre a Macchia che era in visita, c'erano tre gatti. Tzemaquian, Pucci e Gengis Khan, ed in un piccolo pollaio c'erano anche due galline ovaiole di nome Popo e Casa. I gatti fecero capire subito a Sandokan chi comandava, vari i loro litigi e a volte gli umani intervenivano.
Il pelo di Sandokan crebbe e finalmente il suo stupendo manto tigrato era completo.
Per due mesi lui, i gatti e le galline andarono ad abitare dall'umano di Macchia, e lì c'erano tanti cani, fece amicizia con Bodi, Tigre e stava alla larga dal capo branco di nome Punti e da un cane grosso e ciccione con attacchi di malumore di nome Gordo.
Con loro imparò la gioia d'andare in giro per la campagna e rincasare solo quando lo stomaco brontolava, imparò a cacciare in gruppo, gli venne una tigna rossa col pus sul collo, la quale guarì appena ritornò in città con i suoi umani.
I suoi umani lo tenevano in città ma spesso andavano in giro per le campagne e la foresta. Sandokan adorava la macchina, e in una gita nella foresta ormai adulto lui e Macchia furono lasciati liberi per correre per cento metri fino alla meta che era un luogo dove lasciare la macchina e poi avrebbero proseguito a piedi per la foresta.
In un pascolo lì vicino c'erano delle capre, Macchia si lancio all'inseguimento e Sandokan pure, Macchia rincorreva per gioco, Sandokan non sapeva che gioco significa senza denti.
Sandokan catturò un capretto di quattro mesi e gl'affondo le zanne nel collo. Per quella cattura si becco dei ceffoni.
Gli umani trattarono e arrivarono ad un accordo, il capretto era di Sandokan.
Sun Tzu e Sandokan, divennero amici inseparabili, incluso nelle passeggiate al guinzaglio per i parchi della città erano assieme.
Una volta nella foresta Sandokan lasciò che una randagia ferita si cibasse del suo cibo, solitamente difendeva il ciotolo con ferocia, ma la cagna scheletrica e con la testa ferita e inverminata fu la sua protetta. Salva, sdentata, vecchia e col pelo pardo si uní alla famiglia di Sandokan.
Sandokan ora aveva il suo seguito; Sun Tzu e Salva, a volte andavano a fare delle passeggiate per i dintorni della Collina, indifferenti alla disperazione dei umani che non trovandoli li chiamavano per ritornare in città.
Prima si trasferì Sun Tzu e dopo sei mesi anche Sandokan e Salva. Alla Collina c'era una cagnetta nera, piccola di nome Zuzi, quando era stata adottata andò a vivere qualche giorno in città, ma era stabile alla Collina con gl'umani che lavoravano lì.
Nella Collina Sandokan era libero e anche se castrato era in grado di svolgere le sue attività sociali nel paesotto vicino.
A volte spariva per ore, notti e incluso giorni. La paura degl' umani era tanta, colpa dei troppi complimenti sull'aspetto di Sandokan ricevuti da altri umani che lo immaginavano nella lotta tra cani.
La lotta per convincere Sandokan a stare in casa fu ardua, ma ogni volta che Sandokan veniva legato sviluppava la tigna rossa, allergia alla catena, alla prigionia in sé e così divenne libero, veniva legato solo per fare il bagno e con l'età e l'esperienza aveva imparato molti trucchetti per non farsi sgridare dai umani: se dopo essersi perso per del tempo, tornava dai umani a testa bassa e con la zampa zompicante, gli umani si preoccupavano di più per la zampa zoppa che di sgridarlo sulla sua assenza.
Inoltre se faceva qualcosa di sbagliato, come mangiarsi le uova, rubarsi il formaggio dimenticato sul tavolo dagli umani, lui tendeva ad andare a testa bassa dai umani facendo il mogio mogio, orecchie basse e sguardo colpevole, gl'umani ormai sapevano che dovevano cercare il danno per spiegarsi le sue scuse.
A volte si perse pure in città, saltando giù dalla macchina, ma i suoi umani lo ritrovavano sempre.
Sun Tzu morì e Sandokan perse il suo amico, anche se Sun Tzu aveva la sua famiglia di capre e la stalla, quando poteva giocare con Sandokan non si tirava indietro e Sandokan lo difendeva come non mai, una volta quasi azzanno un lavoratore che cercò di catturare Sun Tzu.
Tempo dopo anche Salva partì per il viaggio di non ritorno.
Sandokan e Zuzi erano soli e si erano fatti una certa fama tra i cani della zona, Sandokan con la sua mole possente e Zuzi con la sua ferocia si facevano rispettare dai tutti i cani.
Un giorno alla Collina arrivò Dina, un dogo argentino di tre anni, la gelosia di Sandokan e di Zuzi si fecero notare molto ma infine l'accettarono.
Sia Zuzi che Dina ebbero una cucciolata, Sandokan non sopportava i cuccioli e stava sempre lontano da casa.
Rimase un cucciolo alla Collina, figlio di Dina, si chiamava Yanez, fin da piccolo Yanez fece di tutto per essere simpatico a Sandokan, e finalmente Sandokan ritorno a stare più tempo in casa.
Chiamato spesso "figlio prodigo", Sarnocan, Chanchocan. Sandokan, sapeva d'aver educato bene i suoi umani, che ormai rassegnati non gl'imponevano più niente a parte le cure obbligatorie e le romanzine che gli refilavano mentre lo curavano per le dermatobia hominis, niguas, pulci e zecche. Andare in giro, frequentare altri cani, significava riempiersi di parassiti di ogni specie. Ma sotto sotto gli piaceva farsi coccolare, torturare con le medicine e vedere i suoi umani così preoccupati per lui, socchiudeva gl'occhi e a pancia all'aria si abbandonava alle cure dei umani.
A volte dava qualche contentino ai suoi umani, ballando su due zampe, riportando un legnetto, lasciandosi abbracciare e sollevare per il gioco della giostra volante.
A quasi cinque anni, Sandokan era il cane più anziano della Collina e le sue avventure non erano ancora finite.

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