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Non Autenticato
il 2016-02-24 14:24:32.0 alle 2016-02-24 14:24:32.0
La realtà macroscopica funziona in maniera analogica.
Gli umani però adottano spesso dei sistemi di riferimento binari, utili a semplificare la comunicazione. Sono delle astrazioni operate dalla mente dell'uomo sulla realtà, di natura analogica.
Ad esempio, noi diciamo che una porta è aperta oppure chiusa.
Se però vogliamo comprendere la realtà, il modo in cui esso funziona, allora l'affermazione che una porta può trovarsi in soli due stati non è corretta.
L'affermazione corretta è che una porta è un oggetto che si può muovere su un angolo che va da 0° a circa 180° (assumendo che come, classicamente avviene, ci sia una parete che delimita il suo movimento) e in questo modo possiamo esprimere con precisione ogni possibile stato in cui la porta si trova.
Altro esempio: un pallone che può ruotare su sé stesso sul suo asse verticale.
Noi, all'interno di un sistema di riferimento binario, assumiamo che il pallone possa ruotare o verso destra o verso sinistra (rispetto all'osservatore) e che quindi lo stato della rotazione sia binario.
Anche questo in realtà è analogico: possiamo dire che più velocemente la palla ruota in una direzione e meno velocemente gira nell'altra, quindi la rotazione del pallone è un continuum e non uno stato binario.
La stessa cosa vale per il sesso di una persona e quindi per l'orientamento sessuale: nella nostra mente è un valore binario, ma sarà vero? No, anche questi sono analogici.
Il sistema di riferimento che più si avvicina alla realtà è quello in cui si pone da una parte la virilità e dall'altra la femminilità, e in mezzo a questi tutti gli stati intermedi.
Quello che la ricerca di Balanchard ha concluso è molto semplice: tendenzialmente, le preferenze sessuali degli umani si situano da qualche parte su questa scala e una volta individuata la posizione delle tue preferenze sessuali su questa scala, il valore può essere preso come parametro da un modello matematico che genera una funzione che mostra i risultati più probabili di un'ipotetico test fallometrico. Il modello assume che la probabilità che tu sia attratto da un individuo cala gradualmente man mano che esso si allontana dal punto in cui la tua preferenza sessuale si situa sulla scala.
Balanchard è partito dall'ipotesi in base a cui la sessualità umana funziona in maniera binaria (sei gay o sei etero), ha costruito il modello matematico e poi l'ha provato.
Non funzionava.
Allora ha provato ad aggiungere anche l'età. Questo funzionava meglio del primo, ma non ancora molto bene.
È andato avanti in maniera euristica finché non è arrivato a un modello matematico soddisfacente, che si basa sulle caratteristiche morfologiche legate ai caratteri sessuali secondari.
La verifica empirica di questo modello conferma che in effetti la sessualità umana funziona in maniera analogica e non binaria.
È per questo che, come ho osservato più volte, parlare di eterosessuali e omosessuali non permette di comprendere la realtà.
Il miglior modo di comprendere la realtà sarebbe quello di sbarazzarsi delle etichette... se poi le etichette si vogliono usare delle etichette e allora sarebbe opportuno farlo segmentando la scala morfologica legata ai caratteri sessuali secondari.
Dovessi farlo, procederei individuando l'estrema sinistra della scala, l'estrema destra il centro.
Eterosessuale ------------ Pedosessuale ------------ Omosessuale
Questa è in effetti la scala morfologica utilizzata da Balanchard: i pedoni si trovano al centro, non a destra, non a sinistra.
Questo è il motivo per cui mi prude il naso quando si assimila la pedosessualità a eterosessualità o omosessualità.
Gli umani però adottano spesso dei sistemi di riferimento binari, utili a semplificare la comunicazione. Sono delle astrazioni operate dalla mente dell'uomo sulla realtà, di natura analogica.
Ad esempio, noi diciamo che una porta è aperta oppure chiusa.
Se però vogliamo comprendere la realtà, il modo in cui esso funziona, allora l'affermazione che una porta può trovarsi in soli due stati non è corretta.
L'affermazione corretta è che una porta è un oggetto che si può muovere su un angolo che va da 0° a circa 180° (assumendo che come, classicamente avviene, ci sia una parete che delimita il suo movimento) e in questo modo possiamo esprimere con precisione ogni possibile stato in cui la porta si trova.
Altro esempio: un pallone che può ruotare su sé stesso sul suo asse verticale.
Noi, all'interno di un sistema di riferimento binario, assumiamo che il pallone possa ruotare o verso destra o verso sinistra (rispetto all'osservatore) e che quindi lo stato della rotazione sia binario.
Anche questo in realtà è analogico: possiamo dire che più velocemente la palla ruota in una direzione e meno velocemente gira nell'altra, quindi la rotazione del pallone è un continuum e non uno stato binario.
La stessa cosa vale per il sesso di una persona e quindi per l'orientamento sessuale: nella nostra mente è un valore binario, ma sarà vero? No, anche questi sono analogici.
Il sistema di riferimento che più si avvicina alla realtà è quello in cui si pone da una parte la virilità e dall'altra la femminilità, e in mezzo a questi tutti gli stati intermedi.
Quello che la ricerca di Balanchard ha concluso è molto semplice: tendenzialmente, le preferenze sessuali degli umani si situano da qualche parte su questa scala e una volta individuata la posizione delle tue preferenze sessuali su questa scala, il valore può essere preso come parametro da un modello matematico che genera una funzione che mostra i risultati più probabili di un'ipotetico test fallometrico. Il modello assume che la probabilità che tu sia attratto da un individuo cala gradualmente man mano che esso si allontana dal punto in cui la tua preferenza sessuale si situa sulla scala.
Balanchard è partito dall'ipotesi in base a cui la sessualità umana funziona in maniera binaria (sei gay o sei etero), ha costruito il modello matematico e poi l'ha provato.
Non funzionava.
Allora ha provato ad aggiungere anche l'età. Questo funzionava meglio del primo, ma non ancora molto bene.
È andato avanti in maniera euristica finché non è arrivato a un modello matematico soddisfacente, che si basa sulle caratteristiche morfologiche legate ai caratteri sessuali secondari.
La verifica empirica di questo modello conferma che in effetti la sessualità umana funziona in maniera analogica e non binaria.
È per questo che, come ho osservato più volte, parlare di eterosessuali e omosessuali non permette di comprendere la realtà.
Il miglior modo di comprendere la realtà sarebbe quello di sbarazzarsi delle etichette... se poi le etichette si vogliono usare delle etichette e allora sarebbe opportuno farlo segmentando la scala morfologica legata ai caratteri sessuali secondari.
Dovessi farlo, procederei individuando l'estrema sinistra della scala, l'estrema destra il centro.
Eterosessuale ------------ Pedosessuale ------------ Omosessuale
Questa è in effetti la scala morfologica utilizzata da Balanchard: i pedoni si trovano al centro, non a destra, non a sinistra.
Questo è il motivo per cui mi prude il naso quando si assimila la pedosessualità a eterosessualità o omosessualità.
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La realtà macroscopica funziona in maniera analogica @ 2016-02-24 14:24:32.0 di Non Autenticato
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■ @ 2016-02-24 14:39:42.0 di Non Autenticato
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■ @ 2016-02-24 21:02:44.0 di Non Autenticato
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■ @ 2016-02-24 21:20:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2016-02-24 21:50:13.0 di Non Autenticato
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■ @ 2016-02-24 21:55:35.0 di Non Autenticato
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■ @ 2016-02-24 21:52:54.0 di Non Autenticato
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