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Non Autenticato
il 2016-07-18 23:05:49.0 alle 2016-07-18 23:05:49.0
Notazione posizionale nel calcolo
Per confermare la verità di quanto affermato dal compianto padre Balducci basterebbe fermare l’attenzione su due fattori determinanti nello sviluppo del progresso scientifico, tecnologico e culturale dell’Europa: il calcolo numerico con il sistema decimale della notazione posizionale, realizzato per mezzo delle cifre arabe e l’utilizzazione della carta a scopo di divulgazione della scienza. Fu un matematico musulmano del decimo secolo dell’era cristiana, precisamente nel 976, a introdurre lo zero, parola di derivazione araba “sìfr” da cui deriva anche la parola italiana “cifra”. I numeri che noi usiamo hanno un valore fisso, superiore di una unità al numero che lo precede nella progressione dal più piccolo al più grande. Quando più numeri si combinano il valore di ciascun numero dipende sia dalla sua posizione che dal suo valore singolo. Il nome di sistema decimale deriva dal fatto che per il calcolo vengono impiegati dieci numeri unitari. La notazione posizionale non è possibile senza lo zero. Non è necessario spendere altre parole per sottolineare, che questa realizzazione sta alla base di tutte le conquiste della scienza e della tecnica. I numeri arabi vennero introdotti in Europea nel XII secolo dell’era cristiana ad opera di Leonardo da Pisa detto Fibonacci nel 1202 nella sua opera in latino LIBER ABACI (traduzione del patrimonio di scienza costruito dai matematici musulmani) che può ben dirsi il momento di inizio della matematica in europea. A questo punto non sarà superfluo dare la spiegazione del perché i numeri che usiamo quotidianamente abbiano proprio la forma che hanno. Il novantanove per cento delle persone, che pure ogni giorno, li usa non conosce l’origine dei simboli numerici delle cifre arabiche. L’indicazione quantitativa è rappresentata dagli angoli presenti nella forma originaria del simbolo. Nessuna quantità è uguale a assenza di angoli = zero. 1 è presente un angolo, 2 sono presenti due angoli, 3 sono presenti tre angoli e così fino a nove, in cui si trovano nove angoli. Un processo di facilitazione grafica della struttura angolare ha portato alla forma attuale, in cui è difficile rintracciare la grafica di partenza.
Per confermare la verità di quanto affermato dal compianto padre Balducci basterebbe fermare l’attenzione su due fattori determinanti nello sviluppo del progresso scientifico, tecnologico e culturale dell’Europa: il calcolo numerico con il sistema decimale della notazione posizionale, realizzato per mezzo delle cifre arabe e l’utilizzazione della carta a scopo di divulgazione della scienza. Fu un matematico musulmano del decimo secolo dell’era cristiana, precisamente nel 976, a introdurre lo zero, parola di derivazione araba “sìfr” da cui deriva anche la parola italiana “cifra”. I numeri che noi usiamo hanno un valore fisso, superiore di una unità al numero che lo precede nella progressione dal più piccolo al più grande. Quando più numeri si combinano il valore di ciascun numero dipende sia dalla sua posizione che dal suo valore singolo. Il nome di sistema decimale deriva dal fatto che per il calcolo vengono impiegati dieci numeri unitari. La notazione posizionale non è possibile senza lo zero. Non è necessario spendere altre parole per sottolineare, che questa realizzazione sta alla base di tutte le conquiste della scienza e della tecnica. I numeri arabi vennero introdotti in Europea nel XII secolo dell’era cristiana ad opera di Leonardo da Pisa detto Fibonacci nel 1202 nella sua opera in latino LIBER ABACI (traduzione del patrimonio di scienza costruito dai matematici musulmani) che può ben dirsi il momento di inizio della matematica in europea. A questo punto non sarà superfluo dare la spiegazione del perché i numeri che usiamo quotidianamente abbiano proprio la forma che hanno. Il novantanove per cento delle persone, che pure ogni giorno, li usa non conosce l’origine dei simboli numerici delle cifre arabiche. L’indicazione quantitativa è rappresentata dagli angoli presenti nella forma originaria del simbolo. Nessuna quantità è uguale a assenza di angoli = zero. 1 è presente un angolo, 2 sono presenti due angoli, 3 sono presenti tre angoli e così fino a nove, in cui si trovano nove angoli. Un processo di facilitazione grafica della struttura angolare ha portato alla forma attuale, in cui è difficile rintracciare la grafica di partenza.
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notazione posizionale nel calcolo @ 2016-07-18 23:05:49.0 di Non Autenticato