Proc di Catania
Scritto da
SAMURAI
L'Ostinato
il 2017-08-19 17:56:30.0 alle 2017-08-19 17:56:30.0
Trollate totali: 6492
Il giovane, Akhtar Nabeel, era stato messo ai domiciliari ed è tornato pressoché del tutto libero ieri dopo l’interrogatorio di garanzia. Il giudice ha deciso «la presentazione, per due volte al giorno, alle 9 e alle 18, nella caserma dei carabinieri e il divieto di avvicinamento a meno di duecento metri al bambino e a qualsiasi luogo da lui frequentato». La caserma del paese, a quanto pare, chiude oltretutto prima dell’orario pomeridiano stabilito dal gip.
Secondo i carabinieri, il ventunenne, che abita nel quartiere dove risiede il bambino, lo aveva avvicinato la sera del 10 luglio e gli aveva proposto di fare un giro in bici. Il piccolo aveva accettato ed era stato inseguito dal ragazzo fino a una zona in campagna dove il tredicenne è stato violentato. Il bambino ha raccontato tutto ai genitori e poi è stato sottoposto ad accertamenti clinici che hanno confermato l’abuso. Padre e madre sono andati a casa del pakistano che ha provato a negare, poi ha confessato rimproverando oltretutto il bambino: «Ti avevo detto di non dire nulla...». Il pm Pantani ha chiesto il 19 luglio il carcere, ma nel frattempo l’indagato ha chiesto scusa alla famiglia. Il 10 agosto il giudice ha disposto i domiciliari, con l’arresto eseguito due giorni dopo per la difficoltà di tradurre in urdu alcuni verbali.
Il pakistano si è presentato in tribunale, assistito dall’avvocato Domenico Noris Bucchi. Per un’ora ha parlato davanti al giudice, ammettendo le proprie responsabilità ma rimarcando che il ragazzino era consenziente.
E come mai il giudice lo ha rilasciato?
il magistrato Maria Rita Pantani ha annunciato che la impugnerà. «Lo straordinario senso di autodisciplina dimostrato dall’indagato, che si è messo da solo agli arresti domiciliari, basta, anche senza la pienissima confessione, a garantire che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte con misure diverse dal carcere».
Ma qualcuno non è contento. Tuona Roberto Mirabile, presidente dell’associazione antipedofilia ‘La Caramella buona’: «Mi dispiace signor giudice, mi dispiace signora giustizia: non ci siamo proprio. Le vittime si sentono tradite da quella giustizia che rappresenta lo Stato: un bambino abusato, come una donna violata, devono sentirsi tutelati, creduti, accolti fra braccia forti, comprensive, capaci di capire. È scandaloso credere di essere nel giusto applicando a manica larga il codice penale, vietando a chi violenta di incontrare per strada la propria vittima, terrorizzata per sempre. Questi sono abusi di Stato».
http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cron...
Voi che ne pensate..?
Secondo i carabinieri, il ventunenne, che abita nel quartiere dove risiede il bambino, lo aveva avvicinato la sera del 10 luglio e gli aveva proposto di fare un giro in bici. Il piccolo aveva accettato ed era stato inseguito dal ragazzo fino a una zona in campagna dove il tredicenne è stato violentato. Il bambino ha raccontato tutto ai genitori e poi è stato sottoposto ad accertamenti clinici che hanno confermato l’abuso. Padre e madre sono andati a casa del pakistano che ha provato a negare, poi ha confessato rimproverando oltretutto il bambino: «Ti avevo detto di non dire nulla...». Il pm Pantani ha chiesto il 19 luglio il carcere, ma nel frattempo l’indagato ha chiesto scusa alla famiglia. Il 10 agosto il giudice ha disposto i domiciliari, con l’arresto eseguito due giorni dopo per la difficoltà di tradurre in urdu alcuni verbali.
Il pakistano si è presentato in tribunale, assistito dall’avvocato Domenico Noris Bucchi. Per un’ora ha parlato davanti al giudice, ammettendo le proprie responsabilità ma rimarcando che il ragazzino era consenziente.
E come mai il giudice lo ha rilasciato?
il magistrato Maria Rita Pantani ha annunciato che la impugnerà. «Lo straordinario senso di autodisciplina dimostrato dall’indagato, che si è messo da solo agli arresti domiciliari, basta, anche senza la pienissima confessione, a garantire che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte con misure diverse dal carcere».
Ma qualcuno non è contento. Tuona Roberto Mirabile, presidente dell’associazione antipedofilia ‘La Caramella buona’: «Mi dispiace signor giudice, mi dispiace signora giustizia: non ci siamo proprio. Le vittime si sentono tradite da quella giustizia che rappresenta lo Stato: un bambino abusato, come una donna violata, devono sentirsi tutelati, creduti, accolti fra braccia forti, comprensive, capaci di capire. È scandaloso credere di essere nel giusto applicando a manica larga il codice penale, vietando a chi violenta di incontrare per strada la propria vittima, terrorizzata per sempre. Questi sono abusi di Stato».
http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cron...
Voi che ne pensate..?
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■ @ 2017-08-19 18:50:30.0 di Non Autenticato
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■ @ 2017-08-19 19:27:18.0 di Non Autenticato
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■ @ 2017-08-21 16:47:06.0 di SAMURAI
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