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Non Autenticato
il 2017-10-24 19:58:17.0 alle 2017-10-24 19:58:17.0
Considerazioni di fisica mattiesche sul crollo del WTC
In pratica dopo tutto il lungo scambio di messaggi tra me e Wakko...

Riassumendo sul WTC

... è venuto fuori che la reale perplessità di Wakko risiede nel fatto che il crollo delle torri gemelle sarebbe avvenuto con un'accelerazione vicina a quella gravitazionale e che questo non ha senso perché la parte sottostante della torre (quella non danneggiata) avrebbe dovuto opporre resistenza al collasso di quella sopra.
Dall'ultimo intervento di Wakko, parrebbe che quello che lui contesta non ê che la torre sia crollata, ma che comunque la parte sotto avrebbe dovuto far decelerare il crollo in maniera rilevante.

Rispondo a questo con considerazioni di fisica elementari, mantenendomi però a un livello del tutto teorico.

Poniamo che il blocco collassatto abbia un'energia gravitazionale di 60 e che la capacità dei singoli piani di assobrire l'energia si pari a 5 (dati inventati, ma giusto per far capire il concetto).

Il blocco collassando incontra il piano appena sotto (chiamamolo piano k), il quale assorbe 5 unità di energia. Al blocco rimangono 55 unità di energia gravitazionale, che poi si convertiranno in energia cinetica.

Il piano sottostante quindi collassa e la sua energia gravitazionale va in qualche modo a sommarsi ai 55 del blocco. Ora abbiamo per esempoio 62 di energia.

La massa crollante incontra poi il piano k -1, che come quello k assorbe 5. 62 -5 = 57.
Il piano k - 1 collassa e ora l'energia del crollo è: 57 + 7 = 64.

Piano k - 2: 64 - 5 = 59.
Piano k -2 crolla e l'energia del crollo passa a 59 + 7 = 66.

E così via...

Man mano che il crollo avanza, l'energia della massa crollante diventa più alta, mentre la capacità dei singoli piani di assorbire l'energia chiaramente resta sempre la stessa.
Quindi il delta tra i due diventa sempre più trascurabile... e man mano che il crollo avanza, l'accelerazione si avvicina asintoticamente a 1g.

Chiaramente non sarà mai = 1g, ma al massimo molto vicino... tipo 0,95g.

È chiaro che in un crollo di pochi secondi è estremamente difficile percepire la differenza tra 1g e 0.95g, perché tra un valore e l'alto la differenza della durata del crollo è probabilmente di qualche frazione di secondo.

Per avere un riscontro empirico affidabile sulla precisa durata del crollo bisognerebbe avere i dati di un sismografo molto preciso posto nelle vicinanze...
Di sicuro le rilevazione visiva non è affatto accurata e fortemente speculativa, in quanto:
- Come sappiamo, attorno all'edificio crollante c'era una nube che impediva di osservare cosa stesse succedendo esattamente dietro
- La precisione richiesta nell'avviare e stoppare il cronometro deve essere elevatissima: è utopico pensare che un essere umano possa farlo

Di conseguenza il rilevamento delle durata del crollo è inaffidabile sia che venga fatto dal NIST, sia che venga fatta dai complottisti.

Può darsi che un dato preciso a riguardo non l'avremo mai.

Chiaramente le mie considerazioni di fisica sopra sono teoriche e tecnicamente poco accurate, ma mi sembra di capire che la spiegazione tecnica di Bazant vada più o meno in quella direzione.

http://www.civil.northwestern.edu/people/bazant/PD...

https://undicisettembre.blogspot.ch/2007/06/wtc-me...


Per quanto riguarda il WTC 7 la discussione non si pone, perché l'accelerazione del crollo non è stata per niente prossima a 1g. Secondo il NIST, è stata del 35% inferiore a 1g.
Nel WTC 7 quindi la resistenza al crollo non è stata trascurabile, ma comunque insufficiente a decelarlo fino ad azzerare l'energia del crollo.







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