God? No, thanks
Scritto da
Marcus Aurelius
dead man
il 2018-04-09 16:24:28.0 alle 2018-04-09 16:24:28.0
Trollate totali: 1
[II,17,1] La durata della vita umana è un attimo; la sostanza, un continuo fluire; la sensazione, ottusa; il composto dell’intero corpo va in putrefazione facilmente; l’animo è un girovago; la fortuna, indecifrabile; la notorietà, spregiudicata.
[II,17,2] Per dirla in breve: tutto quanto concerne il corpo è un fiume; quanto concerne l’animo è sogno e vanità; la vita è guerra e soggiorno di uno straniero; la fama presso i posteri, oblio.
[II,17,3] Cosa può farci mettere da parte tutto ciò? Solo e soltanto la filosofia.
[II,17,4] Ed essa consiste nel serbare il proprio demone interiore indenne da oltraggi fatti o subiti, superiore ai piaceri e ai dolori fisici, capace di non operare nulla a casaccio né da mendace e da ipocrita, libero dal bisogno che un altro faccia o non faccia qualcosa. E ancora: capace di accogliere le contingenze assegnategli come provenienti da un qualche di là donde lui stesso è venuto. E soprattutto capace di attendere la morte con pacificata intelligenza, cosciente che la morte non è altro che la risoluzione degli elementi naturali dei quali ogni creatura è composta.
[II,17,5] Se non vi è nulla di terribile per gli elementi naturali nel trasformarsi senza interruzione l’uno nell’altro, perché si dovrebbe guardare con sospetto la trasformazione e la dissoluzione di tutte le creature? Essa è secondo natura, e nessun male è secondo la
natura delle cose.
**Modificato dall'autore il 09.04.2018 16:26**
[II,17,2] Per dirla in breve: tutto quanto concerne il corpo è un fiume; quanto concerne l’animo è sogno e vanità; la vita è guerra e soggiorno di uno straniero; la fama presso i posteri, oblio.
[II,17,3] Cosa può farci mettere da parte tutto ciò? Solo e soltanto la filosofia.
[II,17,4] Ed essa consiste nel serbare il proprio demone interiore indenne da oltraggi fatti o subiti, superiore ai piaceri e ai dolori fisici, capace di non operare nulla a casaccio né da mendace e da ipocrita, libero dal bisogno che un altro faccia o non faccia qualcosa. E ancora: capace di accogliere le contingenze assegnategli come provenienti da un qualche di là donde lui stesso è venuto. E soprattutto capace di attendere la morte con pacificata intelligenza, cosciente che la morte non è altro che la risoluzione degli elementi naturali dei quali ogni creatura è composta.
[II,17,5] Se non vi è nulla di terribile per gli elementi naturali nel trasformarsi senza interruzione l’uno nell’altro, perché si dovrebbe guardare con sospetto la trasformazione e la dissoluzione di tutte le creature? Essa è secondo natura, e nessun male è secondo la
natura delle cose.
**Modificato dall'autore il 09.04.2018 16:26**
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■ @ 2018-04-09 16:29:03.0 di Non Autenticato
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