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Sono passati esattamente 40 anni dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, a via Caetani, nel cuore di Roma, dopo la strage di via Fani e i 55 giorni del sequestro, ma l'attacco brigatista al cuore dello Stato resta un caso con tanti misteri. Almeno per alcuni punti che, ad oggi, sono ancora poco chiari. O meglio: hanno avuto una o più risposte, nei processi, in libri, in interviste, in testimonianze, che però non reggono. A partire dall'omicidio, su cui restano dubbi sul dove, sul quando, sul come e soprattutto su chi sparò allo statista Dc, lasciandolo agonizzante in auto.
L'OMICIDIO - Moro, infatti, sarebbe stato ucciso in modo diverso da come abbiamo saputo e forse, addirittura, non dentro la macchina, la Renault 4 rossa poi ritrovata a via Caetani. Di sicuro gli hanno sparato mentre era seduto o in piedi, con il busto eretto. E le armi, che erano due (una Skorpion e una Walther) gli furono puntate contro, verso il torace, per sparare quasi a bruciapelo. E' quanto emerge dalla ricostruzione fatta dal Ris di Roma, che ha collaborato con la Commissione parlamentare di inchiesta. Le modalità dell'omicidio di Moro, la mattina del 9 maggio del 1978, sono discordanti con quanto è agli atti, dopo le dichiarazioni dei brigatisti che in tre - Moretti, Maccari e Gallinari - si sono autoaccusati degli spari contro il leader Dc.
"Io credo che Moro - ha sottolineato il comandante del Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri Luigi Ripani - sia stato colpito mentre era seduto, magari su una sedia o su un bancone", mentre era a una certa distanza dall'auto. Inoltre ora sappiamo che il presidente Dc, contrariamente a quanto detto, non morì subito dopo gli spari di Moretti (o di chi ha premuto il grilletto contro il leader della Dc).
http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/05/09...
L'OMICIDIO - Moro, infatti, sarebbe stato ucciso in modo diverso da come abbiamo saputo e forse, addirittura, non dentro la macchina, la Renault 4 rossa poi ritrovata a via Caetani. Di sicuro gli hanno sparato mentre era seduto o in piedi, con il busto eretto. E le armi, che erano due (una Skorpion e una Walther) gli furono puntate contro, verso il torace, per sparare quasi a bruciapelo. E' quanto emerge dalla ricostruzione fatta dal Ris di Roma, che ha collaborato con la Commissione parlamentare di inchiesta. Le modalità dell'omicidio di Moro, la mattina del 9 maggio del 1978, sono discordanti con quanto è agli atti, dopo le dichiarazioni dei brigatisti che in tre - Moretti, Maccari e Gallinari - si sono autoaccusati degli spari contro il leader Dc.
"Io credo che Moro - ha sottolineato il comandante del Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri Luigi Ripani - sia stato colpito mentre era seduto, magari su una sedia o su un bancone", mentre era a una certa distanza dall'auto. Inoltre ora sappiamo che il presidente Dc, contrariamente a quanto detto, non morì subito dopo gli spari di Moretti (o di chi ha premuto il grilletto contro il leader della Dc).