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''Alle prossime elezioni'' non c'è ''altra soluzione che quella di una coalizione di centrodestra unita''. Ieri, a metà giornata, Silvio Berlusconi, dopo aver sentito Matteo Salvini, 'firma' una nota per sottolineare che l'alleanza Fi-Lega-Fdi deve rimanere salda, a maggior ragione in caso di voto anticipato dopo il fallimento del governo giallo-verde e di fronte alla prospettiva di un esecutivo con il tecnico Cottarelli, perché se ognun fa per sé non si va da nessuna parte. Il Cav, insomma, prova a uscire dall'angolo, preferisce 'turarsi il naso', mettere in conto un nuovo gioco di sponda tra Salvini e Di Maio e accettare una 'coabitazione forzata' con il Carroccio, pur di non rompere la coalizione e tenersi in gioco. Certo, non sarà facile seguire il segretario di via Bellerio, che non intende rinunciare, secondo quanto avrebbe detto ai suoi, a quanto costruito fino ad ora sul piano programmatico attraverso il 'contratto' con i cinque stelle.
''C'è il rischio di restare bruciati nel 'doppio forno' sempre aperto allestito da Salvini'', avverte un big azzurro. C'è persino chi scommette che alla fine Salvini possa strappare e lasciare con il cerino in mano il presidente forzista. Il primo banco di prova per Fi sarà la piazza. Salvini e Di Maio si sono dati già appuntamento il "2 giugno in tutte le piazze d'Italia'' per protestare contro chi "ha voluto far cadere il 'governo del cambiamento'": cosa farà il partito del Cav, cavalcherà questa battaglia? Non solo, ma come verrà impostata la campagna elettorale sui temi dell'Europa e dell'euro? Sposerà l'euroscetticismo leghista? Tante le incognite, insomma, sul cammino di Berlusconi. Senza contare la partita apertasi ora sulla legge elettorale, con il segretario di via Bellerio determinato a cambiarla per poi andare subito alle urne e Fi-Fdi pronti a seguirlo, pur di modificare il Rosatellum bis.
"Silvio ha le mani legate, è sotto scacco, non può fare a meno di Salvini'', dice a mezza bocca un esponente di spicco forzista, interpretando il pensiero di tanti parlamentari, spaventati dall'Opa leghista sul partito, tutt'ora in corso sul territorio, e dall'idea di elezioni anticipate, che portano con sé il rischio di un vero e proprio flop di Fi rispetto alla Lega, stimata oltre il 20% dagli ultimi sondaggi arrivati sul tavolo di palazzo Grazioli. Tra gli azzurri ci sarebbe forte preoccupazione sul futuro e anche ad Arcore, raccontano, si guarderebbe con apprensione alla prospettiva di andare alle urne dopo l'estate, con una Forza italia sempre più salvinizzata.
http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/05/29...
''C'è il rischio di restare bruciati nel 'doppio forno' sempre aperto allestito da Salvini'', avverte un big azzurro. C'è persino chi scommette che alla fine Salvini possa strappare e lasciare con il cerino in mano il presidente forzista. Il primo banco di prova per Fi sarà la piazza. Salvini e Di Maio si sono dati già appuntamento il "2 giugno in tutte le piazze d'Italia'' per protestare contro chi "ha voluto far cadere il 'governo del cambiamento'": cosa farà il partito del Cav, cavalcherà questa battaglia? Non solo, ma come verrà impostata la campagna elettorale sui temi dell'Europa e dell'euro? Sposerà l'euroscetticismo leghista? Tante le incognite, insomma, sul cammino di Berlusconi. Senza contare la partita apertasi ora sulla legge elettorale, con il segretario di via Bellerio determinato a cambiarla per poi andare subito alle urne e Fi-Fdi pronti a seguirlo, pur di modificare il Rosatellum bis.
"Silvio ha le mani legate, è sotto scacco, non può fare a meno di Salvini'', dice a mezza bocca un esponente di spicco forzista, interpretando il pensiero di tanti parlamentari, spaventati dall'Opa leghista sul partito, tutt'ora in corso sul territorio, e dall'idea di elezioni anticipate, che portano con sé il rischio di un vero e proprio flop di Fi rispetto alla Lega, stimata oltre il 20% dagli ultimi sondaggi arrivati sul tavolo di palazzo Grazioli. Tra gli azzurri ci sarebbe forte preoccupazione sul futuro e anche ad Arcore, raccontano, si guarderebbe con apprensione alla prospettiva di andare alle urne dopo l'estate, con una Forza italia sempre più salvinizzata.