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Non Autenticato
il 2018-08-14 18:06:28.0 alle 2018-08-14 18:06:28.0
Una cosa che ho scritto nel 2001, ma tuttora attuale
Siete studenti e possedete probabilmente ancora la curiosità e la vivacità intellettuale di chi è giovane e deve ancora entrare nel mondo del lavoro. Magari pensate di essere tra quei privilegiati cui il futuro regala una brillante carriera scientifica, un’attività interessante, un destino non comune.

Tra qualche tempo sarete laureati, e troverete lavoro nelle aziende. Nella maggior parte dei casi la vostra occupazione non avrà nulla a che vedere con quello che avete studiato, sfrutterà soltanto certe vostre capacità naturali. Il mio primo lavoro è stato in una ditta d’informatica a fare script, per comporre i quali non serviva alcuna delle conoscenze da me possedute, ma era sufficiente e necessaria una naturale meticolosità matematica, per otto-dieci ore al giorno.

Presto noterete che otto ore giornaliere di meticolosità matematica candeggiano il cervello più resistente. Arrivate a casa stravolti, non avete più voglia di dedicarvi a quelli che erano i vostri interessi. Siete troppo stanchi per una qualsiasi attività intellettuale, non avete tempo per leggere. Anche le serate in birreria con gli amici si diradano, proprio adesso che avreste i soldi. Tutto ciò che desiderate dopo cena è un film dove non ci si sforzi troppo a distinguere i buoni dai cattivi. A metà del primo tempo state già russando.
Perché non sembri proprio una vita buttata via, fate lo sforzo di uscire il venerdì e il sabato sera. Sabato e domenica, dormite fino all’una sprecando prezioso tempo libero, e domani è già lunedì.

I primi mesi di stipendio se ne vanno in una Punto di seconda mano, per andare al lavoro. Ora siete indipendenti, non più soggetti ai capricci dei mezzi pubblici. Rispetto al pullman ogni mattina risparmiate un quarto d’ora, che impiegate a cercare parcheggio. In compenso, benzina bollo e assicurazione si succhiano una corposa porzione dello stipendio.

E non siete neppure così tanto pagati. Fosse per voi vi accontentereste, ma c’è una nuova fregatura all’orizzonte. Avete incontrato l’anima gemella, e improvvisamente vi accorgete che ci vorranno vent’anni di onesto lavoro per comprare un alloggio: siete maturi per il mutuo. Adesso, per vent’anni, avete qualcosa in cui impiegare i vostri soldi, sempreché non perdiate il lavoro per qualche motivo. Il poco che riuscite a metter da parte lo congelate in un fondo d’investimento. Vi resta un contentino per i divertimenti, qualche viaggio, la valvola di sfogo annuale delle vacanze. Al primo pargolo, darete fondo a tutto in pannolini, pappine, tutine. Se avete una predisposizione polemica, vi accorgete che il sistema lavoro-stipendio-prelievo fiscale-tempo libero è calibrato per darvi esattamente quello che vi serve per continuare a lavorare senza toccare il punto di rottura.

Siete bell’e che incastrati. La vostra esistenza sarà scandita e delimitata da lavoro, automobile, tangenziale, benzina, rate da pagare fino alla pensione, il sospirato giorno in cui sarete diventati troppo inutili perché la società possa ancora usarvi, che l’INPS di tanto in tanto allontana di qualche anno, di pari passo con l’aumento della vita media.

Giocherete moderatamente all’Enalotto, tutte le settimane, sperando che la legge dei grandi numeri vi tiri fuori dalla grigia normalità e vi regali una vita dorata al suono dell’ukulele, sulle candide spiagge di qualche paradiso fiscale.

LAVORATORE INDEFESSO
INTEGERRIMO PADRE DI FAMIGLIA
NON RESSE ALL’EMOZIONE
DELLA PRIMA PENSIONE.

Cylon

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