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No a interventi da 'ferro e fuoco', guardare alla persona non a "trarre profitti da certi atteggiamenti". Monsignor Nunzio Galantino, presidente dell'Apsa e segretario generale uscente della Cei, in una intervista all'Adnkronos in occasione dell'uscita del suo volume 'Vivere le parole - Per un vocabolario dell'esistenza' (Piemme edizioni) con la prefazione firmata dal Papa, si sofferma anche sul decreto migranti che lunedì arriverà al Cdm.
"Guardiamo negli occhi la storia delle persone e guardiamo la realtà italiana che non è così negativa da fare interventi da 'ferro e fuoco'. C'è da capire - dice Galantino - cosa di bello hanno maturato gli italiani, con limiti, tra tanta confusione e lasciati soli da realtà internazionali come l'Europa ma guardiamo con realismo per smettere atteggiamenti curvaioli e da stadio che non ci fanno percepire il senso della realtà". Pur premettendo di non avere visto nelle pieghe il decreto legge che arriverà lunedì al Consiglio dei ministri, Galantino osserva: "Questo decreto come tanti altri, fatto da questo o da altri governi, dipende dal motivo per cui si scrivono perché se si scrivono per dovere ricavare il massimo di profitto da certe parole o atteggiamenti e non si scrivono per un servizio alla persona quale che sia la sua condizione e nazionalità.. qualsiasi decreto, legge, intervento, dipende dall'obiettivo che si deve raggiungere".
L'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) proprio ieri ha lanciato l'allarme sul fatto che il decreto sancisce la cancellazione degli Sprar "l'unico sistema pubblico di accoglienza che funziona". Galantino, che nei cinque anni in Cei ha frequentato tanti campi profughi all'estero (è stato in Kurdistan, in Giordania, in Libano) ma ha raccolto testimonianze anche nel nostro Paese, osserva: "Gli Sprar dove sono tenuti bene, e sono la stragrande maggioranza, sono istituzioni straordinarie perché il modo in cui sono stati concepiti dà garanzie".
http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/09/22...
"Guardiamo negli occhi la storia delle persone e guardiamo la realtà italiana che non è così negativa da fare interventi da 'ferro e fuoco'. C'è da capire - dice Galantino - cosa di bello hanno maturato gli italiani, con limiti, tra tanta confusione e lasciati soli da realtà internazionali come l'Europa ma guardiamo con realismo per smettere atteggiamenti curvaioli e da stadio che non ci fanno percepire il senso della realtà". Pur premettendo di non avere visto nelle pieghe il decreto legge che arriverà lunedì al Consiglio dei ministri, Galantino osserva: "Questo decreto come tanti altri, fatto da questo o da altri governi, dipende dal motivo per cui si scrivono perché se si scrivono per dovere ricavare il massimo di profitto da certe parole o atteggiamenti e non si scrivono per un servizio alla persona quale che sia la sua condizione e nazionalità.. qualsiasi decreto, legge, intervento, dipende dall'obiettivo che si deve raggiungere".
L'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) proprio ieri ha lanciato l'allarme sul fatto che il decreto sancisce la cancellazione degli Sprar "l'unico sistema pubblico di accoglienza che funziona". Galantino, che nei cinque anni in Cei ha frequentato tanti campi profughi all'estero (è stato in Kurdistan, in Giordania, in Libano) ma ha raccolto testimonianze anche nel nostro Paese, osserva: "Gli Sprar dove sono tenuti bene, e sono la stragrande maggioranza, sono istituzioni straordinarie perché il modo in cui sono stati concepiti dà garanzie".