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Tra le difficoltà organizzative, l'incognita sulla presenza del generale Khalifa Haftar e la notizia, smentita in modo categorico da Palazzo Chigi, di una missione a Bengasi del premier Giuseppe Conte, si apre oggi a Palermo la conferenza per la Libia. Nel capoluogo siciliano sono già arrivate tutte le delegazioni che fanno capo ai quattro principali interlocutori libici: il presidente dell'Alto consiglio di Stato, Khaled al Meshri, il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, il presidente del Consiglio presidenziale libico, Fayez Serraj - che a Palermo arriverà oggi dopo una tappa a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron - e il generale Haftar, sulla cui presenza però si continua a scommettere, con l'arrivo a Palermo poco prima della cena di lunedì sera che darà il via ufficiale ai lavori.
Negli ultimi due giorni i siti a lui vicini hanno scritto che l'uomo forte di Tobruk non sarà in Italia per la Conferenza, scontento per l'agenda e le personalità invitate. Un susseguirsi di voci, alimentate per fare pressioni sul governo italiano, fino alla notizia data per prima da 'El Shahed' e ripresa da tutti i media libici, ma anche dalla tv al Arabiya e dall'egiziano Al Ahram, di una missione di Conte a Bengasi per convincere il generale. La notizia è stata smentita in modo categorico da Palazzo Chigi: in realtà, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti libiche, l'equivoco sarebbe nato perché in Cirenaica si sarebbe in effetti recata ieri una delegazione italiana per convincere il generale. Un'operazione sulla cui riuscita non c'è ancora alcuna certezza.
A Palermo, intanto, sono iniziati i primi incontri preparatori: l'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha visto, tra gli altri, l'assistente del segretario di Stato americano David Satterfield, il direttore degli Affari politici del ministero degli Esteri egiziano, e il direttore degli Affari politici della Farnesina, Sebastiano Cardi, al quale ha espresso l'auspicio che dalla Conferenza venga fuori "il messaggio che lo status quo in Libia è insostenibile".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/11/12/...
Negli ultimi due giorni i siti a lui vicini hanno scritto che l'uomo forte di Tobruk non sarà in Italia per la Conferenza, scontento per l'agenda e le personalità invitate. Un susseguirsi di voci, alimentate per fare pressioni sul governo italiano, fino alla notizia data per prima da 'El Shahed' e ripresa da tutti i media libici, ma anche dalla tv al Arabiya e dall'egiziano Al Ahram, di una missione di Conte a Bengasi per convincere il generale. La notizia è stata smentita in modo categorico da Palazzo Chigi: in realtà, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti libiche, l'equivoco sarebbe nato perché in Cirenaica si sarebbe in effetti recata ieri una delegazione italiana per convincere il generale. Un'operazione sulla cui riuscita non c'è ancora alcuna certezza.
A Palermo, intanto, sono iniziati i primi incontri preparatori: l'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha visto, tra gli altri, l'assistente del segretario di Stato americano David Satterfield, il direttore degli Affari politici del ministero degli Esteri egiziano, e il direttore degli Affari politici della Farnesina, Sebastiano Cardi, al quale ha espresso l'auspicio che dalla Conferenza venga fuori "il messaggio che lo status quo in Libia è insostenibile".