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E' passato un anno dalla tragedia del San Juan. Dodici mesi di incessanti ricerche finite oggi con il ritrovamento nell'Atlantico del relitto. Il sottomarino militare argentino era scomparso il 15 novembre scorso con 44 persone a bordo mentre stava tornando da una missione di routine a Ushuaia. Non è ancora stata fatta chiarezza sulle cause della tragedia. Secondo quanto ricostruito il sottomarino avrebbe imbarcato acqua dallo snorkel, il tubo che garantisce l'afflusso d'aria per la ricarica delle batterie e l'aerazione dei locali. A quel punto si sarebbe sviluppato un corto circuito e poi un principio di incendio.
L'ULTIMO CONTATTO - Il San Juan, un TR-1700 di fabbricazione tedesca, è stato segnalato per l'ultima volta a oltre 400 chilometri al largo delle coste della Patagonia. Nell'ultima comunicazione con la base navale di Mar del Plata, avvenuta la mattina del 15 novembre, l'equipaggio aveva segnalato l'ingresso di acqua nella nave, quindi un cortocircuito e un principio di incendio. Tre ore dopo quest'ultimo contatto, le agenzie internazionali avevano rilevato un rumore compatibile con un'esplosione.
LA FINE DELLE SPERANZE - Dopo la scomparsa del sottomarino era scattata una corsa contro il tempo per tentare di salvare l'equipaggio. Le speranze si erano spente due settimane dopo quando il ministro della difesa argentino Oscar Aguad aveva ammesso che non c'era più alcuna possibilità di trovare vivi i membri del San Juan. "Secondo la Marina, le condizioni estreme in cui è avvenuta la scomparsa e il lasso di tempo trascorso - aveva spiegato - sono ormai incompatibili con l'esistenza in vita".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/11/17/...
L'ULTIMO CONTATTO - Il San Juan, un TR-1700 di fabbricazione tedesca, è stato segnalato per l'ultima volta a oltre 400 chilometri al largo delle coste della Patagonia. Nell'ultima comunicazione con la base navale di Mar del Plata, avvenuta la mattina del 15 novembre, l'equipaggio aveva segnalato l'ingresso di acqua nella nave, quindi un cortocircuito e un principio di incendio. Tre ore dopo quest'ultimo contatto, le agenzie internazionali avevano rilevato un rumore compatibile con un'esplosione.
LA FINE DELLE SPERANZE - Dopo la scomparsa del sottomarino era scattata una corsa contro il tempo per tentare di salvare l'equipaggio. Le speranze si erano spente due settimane dopo quando il ministro della difesa argentino Oscar Aguad aveva ammesso che non c'era più alcuna possibilità di trovare vivi i membri del San Juan. "Secondo la Marina, le condizioni estreme in cui è avvenuta la scomparsa e il lasso di tempo trascorso - aveva spiegato - sono ormai incompatibili con l'esistenza in vita".