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di Piero Spinucci
"Se i turchi attaccano, dovranno fare i conti con la resistenza violenta da parte dei combattenti curdi che hanno sconfitto lo Stato islamico”, ma le armi di Ankara sono “tecnologicamente evolute” e “non sarà facile combattere”. Lo afferma in un’intervista ad Aki-Adnkronos International Cemal Bali, giornalista curdo siriano di Kobane che parla della possibile offensiva della Turchia nel nord della Siria a seguito dell’annuncio del ritiro delle truppe statunitensi.
Cemal Bali, fratello di Mustafa Bali, il portavoce delle Forze democratiche siriane (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Usa in funzione anti-Is, riconosce che “la presenza ed il sostegno degli Stati Uniti” ai curdi nella regione sono stati “molto importanti sotto tutti gli aspetti”, ma nonostante il ritiro di Washington le forze curde hanno la capacità di resistere a un’eventuale offensiva della Turchia.
https://www.adnkronos.com/aki-it/politica/2019/01/...
"Se i turchi attaccano, dovranno fare i conti con la resistenza violenta da parte dei combattenti curdi che hanno sconfitto lo Stato islamico”, ma le armi di Ankara sono “tecnologicamente evolute” e “non sarà facile combattere”. Lo afferma in un’intervista ad Aki-Adnkronos International Cemal Bali, giornalista curdo siriano di Kobane che parla della possibile offensiva della Turchia nel nord della Siria a seguito dell’annuncio del ritiro delle truppe statunitensi.
Cemal Bali, fratello di Mustafa Bali, il portavoce delle Forze democratiche siriane (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Usa in funzione anti-Is, riconosce che “la presenza ed il sostegno degli Stati Uniti” ai curdi nella regione sono stati “molto importanti sotto tutti gli aspetti”, ma nonostante il ritiro di Washington le forze curde hanno la capacità di resistere a un’eventuale offensiva della Turchia.