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di Antonio Atte
Gregorio De Falco chiede di tornare 'a bordo'. E' ufficialmente partita la battaglia legale tra il senatore ex 5 Stelle e i vertici del Movimento. L'ex capitano di fregata ha deciso infatti di impugnare il provvedimento di espulsione decretata dal collegio dei probiviri M5S lo scorso 31 dicembre, dando mandato all'avvocato Lorenzo Borrè ('bestia nera' dei pentastellati alla luce dei vari ricorsi vinti in passato) di procedere con l'atto di citazione nei confronti dell'Associazione M5S nella persona del capo politico Luigi Di Maio, depositato presso il Tribunale ordinario di Roma.
Provvedimento di espulsione che - si legge nel documento in possesso dell'Adnkronos - viene giudicato dal ricorrente "gravemente ingiusto e illegittimo sotto molteplici profili" a partire dalla "volontaria lesione delle guarentigie costituzionali sancite dall'articolo 67" della Carta, in base al quale "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". A De Falco i probiviri M5S avevano contestato, tra i vari punti, la mancata partecipazione al voto in Aula del 'decreto Genova' e al voto di fiducia su un emendamento del governo al 'decreto sicurezza'.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
Gregorio De Falco chiede di tornare 'a bordo'. E' ufficialmente partita la battaglia legale tra il senatore ex 5 Stelle e i vertici del Movimento. L'ex capitano di fregata ha deciso infatti di impugnare il provvedimento di espulsione decretata dal collegio dei probiviri M5S lo scorso 31 dicembre, dando mandato all'avvocato Lorenzo Borrè ('bestia nera' dei pentastellati alla luce dei vari ricorsi vinti in passato) di procedere con l'atto di citazione nei confronti dell'Associazione M5S nella persona del capo politico Luigi Di Maio, depositato presso il Tribunale ordinario di Roma.
Provvedimento di espulsione che - si legge nel documento in possesso dell'Adnkronos - viene giudicato dal ricorrente "gravemente ingiusto e illegittimo sotto molteplici profili" a partire dalla "volontaria lesione delle guarentigie costituzionali sancite dall'articolo 67" della Carta, in base al quale "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". A De Falco i probiviri M5S avevano contestato, tra i vari punti, la mancata partecipazione al voto in Aula del 'decreto Genova' e al voto di fiducia su un emendamento del governo al 'decreto sicurezza'.