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Due presidenti, decine di migliaia di persone scese in piazza a Caracas e almeno 26 morti negli scontri (secondo una Ong locale): la tensione in Venezuela è alle stelle. Ieri Juan Guaidò, capo dell'Assemblea Nazionale di Caracas, il Parlamento dominato dall'opposizione, si è autoproclamato presidente ad interim, ottenendo il benestare del presidente americano Donald Trump, 'detronizzando' Nicolas Maduro che promette di mantenere saldamente il controllo del potere, nonostante il "colpo di stato" istigato dagli Usa. "Il governo che presiedo continuerà a governare", ha affermato all'evento di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte Suprema, dicendosi inoltre "preparato per affrontare tutte le difficoltà". Poi l'apertura al "dialogo" con l'opposizione, dicendosi pronto ad accettare la proposta di Messico e Uruguay di un'iniziativa diplomatica per promuovere una trattativa che porti a un "accordo di pace". "Parlare, ascoltarsi l'uno con l'altro, comprendersi" con "tutti gli attori politici... certo che sono d'accordo", ha detto Maduro intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte Suprema. "Il regime dell'ex presidente Nicolas Maduro è illegittimo", ha detto il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, partecipando alla riunione speciale del Consiglio permanente dell'Organizzazione degli Stati americani. Il suo regime, ha proseguito, è "moralmente fallito, economicamente incompetente e profondamente corrotto. E' antidemocratico nelle sue fondamenta". Per questo, ha concluso Pompeo, "consideriamo tutte le sue azioni illegittime e non valide".
Chi è Juan Guaidò
PERCHE' E' SCOPPIATO IL CAOS - Una mossa che arriva a pochi giorni dal giuramento di Maduro che il 10 gennaio scorso si è insediato, avviando il suo secondo mandato presidenziale. Mandato che l'opposizione però non ha mai riconosciuto. Così come i 13 paesi del 'gruppo di Lima' (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Saint Lucia) secondo i quali le elezioni dello scorso maggio "mancavano di legittimità" perché non vi hanno potuto partecipare tutti i partiti politici, non vi erano osservatori internazionali e mancavano di standard e garanzie per un voto "equo, libero e trasparente". Sia l'opposizione sia i 13 paesi, oltre agli Stati Uniti, chiedono che Maduro trasferisca i suoi poteri all'Assemblea nazionale, il parlamento dominato dall'opposizione.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/24/...
Chi è Juan Guaidò
PERCHE' E' SCOPPIATO IL CAOS - Una mossa che arriva a pochi giorni dal giuramento di Maduro che il 10 gennaio scorso si è insediato, avviando il suo secondo mandato presidenziale. Mandato che l'opposizione però non ha mai riconosciuto. Così come i 13 paesi del 'gruppo di Lima' (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Saint Lucia) secondo i quali le elezioni dello scorso maggio "mancavano di legittimità" perché non vi hanno potuto partecipare tutti i partiti politici, non vi erano osservatori internazionali e mancavano di standard e garanzie per un voto "equo, libero e trasparente". Sia l'opposizione sia i 13 paesi, oltre agli Stati Uniti, chiedono che Maduro trasferisca i suoi poteri all'Assemblea nazionale, il parlamento dominato dall'opposizione.