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di Tommaso Gallavotti L'Italia potrebbe perdere peso in Europa nella prossima legislatura. Le proiezioni relative all'assegnazione dei seggi nel prossimo Parlamento Europeo realizzate da Kantar Public e diffuse lunedì a Bruxelles fotografano il rischio, che si era già intravisto, che il nostro Paese potrebbe correre con le prossime elezioni europee: quello di diventare, se non marginale, decisamente meno influente di quanto non sia stato finora nelle decisioni che contano in Europa. I caveat, tuttavia, sono molti: i conti si faranno solo a urne chiuse, ovviamente, e i ragionamenti che si possono fare oggi hanno un valore estremamente relativo, perché in tre mesi possono succedere molte cose.
Quelle diffuse dal Parlamento Europeo sono solo proiezioni basate su sondaggi, a più di tre mesi dalle elezioni, quindi vanno prese con le molle: tuttavia, secondo i dati resi noti, l'Italia - anche per via della soglia di sbarramento al 4%, che dal punto di vista dell'interesse nazionale è considerato un autogol (tanto che l'ex premier Matteo Renzi avrebbe voluto abolirla) - pare destinata a rimanere assente dal gruppo dell'Alde, i Liberaldemocratici, che potrebbe far parte della maggioranza (il gruppo anche oggi non conta neanche un italiano), e da quello dei Verdi, dove oggi siede solo un eurodeputato, l'ex Cinquestelle Marco Affronte. In ogni caso non è detto che i Verdi entrino in maggioranza, anche perché sulla base dei numeri diffusi Ppe, S&D e Alde potrebbero farcela da soli, anche senza contare i seggi della Lrem di Emmanuel Macron.
Nel Ppe il nostro Paese è previsto perdere peso, passando da 13 a 8 seggi. Nel gruppo dei Socialisti e Democratici, dove gli italiani sono oggi la prima delegazione con 31 seggi, il Pd dovrebbe scendere a 15, cedendo agli spagnoli del Psoe lo 'scettro' di prima delegazione, in un gruppo fortemente dimagrito (da 186 a 135 seggi), nel quale sono previsti in crollo verticale sia l'Spd tedesco (da 27 a 15 seggi) che i Socialisti francesi (da 12 a 5).
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/19/...
Quelle diffuse dal Parlamento Europeo sono solo proiezioni basate su sondaggi, a più di tre mesi dalle elezioni, quindi vanno prese con le molle: tuttavia, secondo i dati resi noti, l'Italia - anche per via della soglia di sbarramento al 4%, che dal punto di vista dell'interesse nazionale è considerato un autogol (tanto che l'ex premier Matteo Renzi avrebbe voluto abolirla) - pare destinata a rimanere assente dal gruppo dell'Alde, i Liberaldemocratici, che potrebbe far parte della maggioranza (il gruppo anche oggi non conta neanche un italiano), e da quello dei Verdi, dove oggi siede solo un eurodeputato, l'ex Cinquestelle Marco Affronte. In ogni caso non è detto che i Verdi entrino in maggioranza, anche perché sulla base dei numeri diffusi Ppe, S&D e Alde potrebbero farcela da soli, anche senza contare i seggi della Lrem di Emmanuel Macron.
Nel Ppe il nostro Paese è previsto perdere peso, passando da 13 a 8 seggi. Nel gruppo dei Socialisti e Democratici, dove gli italiani sono oggi la prima delegazione con 31 seggi, il Pd dovrebbe scendere a 15, cedendo agli spagnoli del Psoe lo 'scettro' di prima delegazione, in un gruppo fortemente dimagrito (da 186 a 135 seggi), nel quale sono previsti in crollo verticale sia l'Spd tedesco (da 27 a 15 seggi) che i Socialisti francesi (da 12 a 5).