Aviazione
Data: 23 novembre 1996
Partenza: Lagos (Nigeria), che però in pratica era lo scalo intermedio di un lungo volo partito dall'India
Destinazione: Abidjan (Costa d'Avorio)
Morti: 125 su 175 occupanti (50 sopravvissuti)
Punto diimpatto ammaraggio:
https://www.google.com/maps/place/11%C2%B022'21.0%... 
(Vicino all'isola Comore)
Aeromobile impiegato: Boeing 767-260ER


In seguito all'esaurimento del caburante, il comandante è stato costretto ad ammarare nell'oceano.
Qui sotto possiamo vedere una ripresa dell'incidente, effettuata da una spiaggia accanto.
Procediamo con la spiegazione della causa.
Visto che in wikipedia è spiegato molto bene, copierò parti di testo da lì e poi aggiungerò alcune cose.
In sintesi, il volo è stato dirottato da tre ethiopi, che volevano raggiungere l'australia per chiedere asilo politico... ma il carburante non era sufficiente per raggiungere l'Australia.
https://it.wikipedia.org/wiki/Volo_Ethiopian_Airli... 
"Quando ET-AIZ, soprannominato Zulu dai piloti di Ethiopian Airlines,entrò nello spazio aereo etiope, tre uomini, che si presumeva fossero armati di una bomba, entrarono nella cabina di pilotaggio e sequestrarono l'aereo. Secondo il racconto dei sopravvissuti "un uomo si mise a correre nel corridoio dirigendosi verso la cabina di pilotaggio gridando frasi incomprensibili. Subito dopo i suoi due complici lo seguirono". Questi tre uomini vennero descritti come "giovani sui venticinque anni, inesperti, psicologicamente fragili e ubriachi."
I tre uomini minacciarono di far esplodere l'aereo se i piloti non avessero obbedito loro. Utilizzando l'intercomunicante di bordo dissero ai passeggeri di essere oppositori del governo etiope da poco scarcerati e di voler ottenere asilo politico in uno stato estero.
Il primo ufficiale venne colpito alla testa e espulso dal cockpit: andò a sedersi in cabina, insieme ai passeggeri.
Rimasero nel cokpit i dirottatori insieme al comandante, al quale venne ordinato di dirigere l'aereo verso l'Australia, anziché verso la Costa d'Avorio.
Egli provò a spiegare loro che non sarebbero mai riusciti ad arrivare in Australia, essendo il carburante insufficiente, ma uno di loro gli mostrò una rivista di bordo in cui c'era scritto che l'autonomia dell'aereo era di diverse ore, sufficienti per raggiungere l'Australia.
Il comandante cercò allora di spiegare loro che quella era l'autonomia massima, a serbatoi pieni, ma che per quel volo (come è ovvio che sia) avevano caricato solo il carburante sufficiente per raggiungere la Costa d'Avorio.
I dirottoatori, convinti che il comandante stesse bluffando, gli intimarono nuovamente di dirigersi verso l'Australia.
A questo punto, il pilota contattò il controllore del traffico aereo spiegandogli che l'aereo stava subendo un dirottamento verso l'Australia e anche lui comprese che il carburante non sarebbe stato sufficiente. Così, mise il controllore del traffico aereo in viva voce, il quale confermò ai dirottatori che non sarebbero mai riusciti ad arrivare in Australia, ma loro non credettero nemmeno a lui.
A questo punto al comandante restava una sola strategia, quella più ovvia: cercare di ingannare i dirottatori, dirigendo l'aereo in un'altra direzione che l'avrebbe tenuto vicino alle coste africane, in quanto dirigendosi verso l'oceano non avrebbe più avuto nessuna possibilità di atterrare.
Gli ammaraggi sono molto pericolosi: il comandante sapeva bene che molte persone sarebbero probabilmente morte se egli avesse dovuto ammarare in mezzo all'oceano.
Infatti, gli aerei che, come il 767, hanno i motori sotto le ali, hanno molte poche possibilità di eseguire ammaraggi di successo (con 0 vittime), in quanto i motori fanno "effetto cucchiaio" (nel video sopra, si può infatti notare come l'aereo si ribalta al contatto con l'acqua).
I dirottatori purtroppo si resero conto del suo bluff, dal momento che continuavano a vedere le coste africane... e gli ordinarono, ancora una volta, di dirigere l'aereo verso l'Australia.
A questo punto l'unica possibilità rimasta al comandante era dirigere l'aereo verso l'Australia, ma passando sopra l'isola Comore, dove c'è un aeroporto in cui avrebbe potuto atterrare.
Il volo prosegue e nel cokpit suona un'allarme che segnala che all'aereo rimangono solo 30 minuti d'autonomia. Nemmeno questo riesce a convincere i dirottatori a fare un ripensamento.
Come previsto, il carburante si esaurisce e uno dei due motori comincia a spegnersi.
Con un solo motore operativo, il 767 non riesce a mantenere la normale quota di crociera, quindi l'aereo inizia a scendere.
I dirottatori si lamentarono del fatto che l'aereo stesse scendendo e il comandante dovette spiegare loro che con un solo motore operativo era inevitabile.
Poco dopo, anche l'altro motore si spense e l'aereo rimase del tutto senza spinta.
Il comandante attiva la RAT, una ventola che esce dalla pancia dell'aereo e che, sfruttando l'energia eolica, produce energia elettrica per i sistemi dell'aereo (questo compito normalmente spetta ai motori o all'APU, ma entrambi chiaramente usano il carburante... senza carburante, per avere energia elettrica resta solo la RAT).
A questo punto, l'unica speranza era quella di riuscire a far planare l'aereo fino all'aeroporto di Moroni (nell'isola Comore), così da atterrare l'aereo lì.
Ora, facciamo proseguire wikipedia.
"Il comandante Leul voleva tentare l'atterraggio all'Aeroporto Internazionale Prince Said di Moroni, ma una colluttazione con uno dei dirottatori gli fece perdere i riferimenti visivi, non permettendogli di localizzare le piste. A questo punto fu costretto a tentare un ammaraggio e diresse il velivolo verso le acque poco profonde (circa 7 metri) che si trovavano di fronte al Galawa Beach Hotel, vicino a Mitsamiouli, all'estremità settentrionale dell'isola di Grande Comore. Leul riuscì a mantenere il velivolo parallelo alle onde, ma il motore e l'ala sinistra entrarono per primi in acqua colpendo la barriera corallina, e agendo come perno, fecero ruotare e ribaltare la fusoliera, che si ruppe in tre parti.[8] Al disastro, avvenuto a soli 500 metri dalla spiaggia, assistettero parecchi tra residenti e turisti; fra questi ultimi vi erano medici e subacquei che immediatamente accorsero in soccorso dei superstiti.[4]
Molti dei passeggeri sopravvissero allo schianto iniziale, ma avendo ignorato (o non avendo sentito) l'avvertimento del Comandante di non gonfiare i giubbotti di salvataggio all'interno della cabina, rimasero bloccati contro le pareti della cabina dall'acqua che vi era entrata. Impossibilitati a fuggire, annegarono."
Quindi alcuni passeggeri che sopravvisero allo schianto, morirono annegati dentro l'aereo, in quanto avevano gonfiato il giubbotto prima di uscire dell'aereo, nonostante le raccomandazioni del comandante.
Questa è una regola fondamentale, da ricordare sempre: il giubbotto si indossa prima dell'ammarraggio, ma si gonfia solo una volta che si è usciti dall'aereo, così si è in grado di nuotare fuori.
Tra persone morte nell'impatto e persone morte annegate, i sopravvissutti furono 50.
I dirottatori non furono tra questi, visto che non seguirono nemmeno il consiglio del comandante di tornare in cabina, sedersi e allacciarsi le cinture prima dell'ammaraggio.
Il comandante e il primo ufficiale invece furono tra i sopravvissuti e furono premiati, perché tutto sommato diverse persone erano sopravvissute all'ammaraggio.
La virata che fa l'aereo prima di ammarrare (vedi video sopra) aveva lo scopo di non mandare l'aereo contro le onde.
Un maschio alpha tra i passeggeri cercò di esortare i passeggeri a ribellarsi, ma a quanto pare era l'unico alpha... e purtroppo il tizio, una persona con una storia da eroe alle spalle, morì perché al momento dell'ammaraggio era in piedi a negoziare con un dirottatore.
Qui di seguito la ricostruzione della serie "Indagini ad alta quota": https://www.dailymotion.com/video/x6i9j07
Una ricostruzione con xplane
E vabbé... per lo meno questi tre sarebbero stati veri rifugiati, ma forse era meglio che andavano in Italia con la barca, come tutti gli altri.
**Modificato dall'autore il 23.02.2019 04:04**
Partenza: Lagos (Nigeria), che però in pratica era lo scalo intermedio di un lungo volo partito dall'India
Destinazione: Abidjan (Costa d'Avorio)
Morti: 125 su 175 occupanti (50 sopravvissuti)
Punto di

(Vicino all'isola Comore)
Aeromobile impiegato: Boeing 767-260ER

In seguito all'esaurimento del caburante, il comandante è stato costretto ad ammarare nell'oceano.
Qui sotto possiamo vedere una ripresa dell'incidente, effettuata da una spiaggia accanto.
Procediamo con la spiegazione della causa.
Visto che in wikipedia è spiegato molto bene, copierò parti di testo da lì e poi aggiungerò alcune cose.
In sintesi, il volo è stato dirottato da tre ethiopi, che volevano raggiungere l'australia per chiedere asilo politico... ma il carburante non era sufficiente per raggiungere l'Australia.

"Quando ET-AIZ, soprannominato Zulu dai piloti di Ethiopian Airlines,entrò nello spazio aereo etiope, tre uomini, che si presumeva fossero armati di una bomba, entrarono nella cabina di pilotaggio e sequestrarono l'aereo. Secondo il racconto dei sopravvissuti "un uomo si mise a correre nel corridoio dirigendosi verso la cabina di pilotaggio gridando frasi incomprensibili. Subito dopo i suoi due complici lo seguirono". Questi tre uomini vennero descritti come "giovani sui venticinque anni, inesperti, psicologicamente fragili e ubriachi."
I tre uomini minacciarono di far esplodere l'aereo se i piloti non avessero obbedito loro. Utilizzando l'intercomunicante di bordo dissero ai passeggeri di essere oppositori del governo etiope da poco scarcerati e di voler ottenere asilo politico in uno stato estero.
Il primo ufficiale venne colpito alla testa e espulso dal cockpit: andò a sedersi in cabina, insieme ai passeggeri.
Rimasero nel cokpit i dirottatori insieme al comandante, al quale venne ordinato di dirigere l'aereo verso l'Australia, anziché verso la Costa d'Avorio.
Egli provò a spiegare loro che non sarebbero mai riusciti ad arrivare in Australia, essendo il carburante insufficiente, ma uno di loro gli mostrò una rivista di bordo in cui c'era scritto che l'autonomia dell'aereo era di diverse ore, sufficienti per raggiungere l'Australia.
Il comandante cercò allora di spiegare loro che quella era l'autonomia massima, a serbatoi pieni, ma che per quel volo (come è ovvio che sia) avevano caricato solo il carburante sufficiente per raggiungere la Costa d'Avorio.
I dirottoatori, convinti che il comandante stesse bluffando, gli intimarono nuovamente di dirigersi verso l'Australia.
A questo punto, il pilota contattò il controllore del traffico aereo spiegandogli che l'aereo stava subendo un dirottamento verso l'Australia e anche lui comprese che il carburante non sarebbe stato sufficiente. Così, mise il controllore del traffico aereo in viva voce, il quale confermò ai dirottatori che non sarebbero mai riusciti ad arrivare in Australia, ma loro non credettero nemmeno a lui.
A questo punto al comandante restava una sola strategia, quella più ovvia: cercare di ingannare i dirottatori, dirigendo l'aereo in un'altra direzione che l'avrebbe tenuto vicino alle coste africane, in quanto dirigendosi verso l'oceano non avrebbe più avuto nessuna possibilità di atterrare.
Gli ammaraggi sono molto pericolosi: il comandante sapeva bene che molte persone sarebbero probabilmente morte se egli avesse dovuto ammarare in mezzo all'oceano.
Infatti, gli aerei che, come il 767, hanno i motori sotto le ali, hanno molte poche possibilità di eseguire ammaraggi di successo (con 0 vittime), in quanto i motori fanno "effetto cucchiaio" (nel video sopra, si può infatti notare come l'aereo si ribalta al contatto con l'acqua).
I dirottatori purtroppo si resero conto del suo bluff, dal momento che continuavano a vedere le coste africane... e gli ordinarono, ancora una volta, di dirigere l'aereo verso l'Australia.
A questo punto l'unica possibilità rimasta al comandante era dirigere l'aereo verso l'Australia, ma passando sopra l'isola Comore, dove c'è un aeroporto in cui avrebbe potuto atterrare.
Il volo prosegue e nel cokpit suona un'allarme che segnala che all'aereo rimangono solo 30 minuti d'autonomia. Nemmeno questo riesce a convincere i dirottatori a fare un ripensamento.
Come previsto, il carburante si esaurisce e uno dei due motori comincia a spegnersi.
Con un solo motore operativo, il 767 non riesce a mantenere la normale quota di crociera, quindi l'aereo inizia a scendere.
I dirottatori si lamentarono del fatto che l'aereo stesse scendendo e il comandante dovette spiegare loro che con un solo motore operativo era inevitabile.
Poco dopo, anche l'altro motore si spense e l'aereo rimase del tutto senza spinta.
Il comandante attiva la RAT, una ventola che esce dalla pancia dell'aereo e che, sfruttando l'energia eolica, produce energia elettrica per i sistemi dell'aereo (questo compito normalmente spetta ai motori o all'APU, ma entrambi chiaramente usano il carburante... senza carburante, per avere energia elettrica resta solo la RAT).
A questo punto, l'unica speranza era quella di riuscire a far planare l'aereo fino all'aeroporto di Moroni (nell'isola Comore), così da atterrare l'aereo lì.
Ora, facciamo proseguire wikipedia.
"Il comandante Leul voleva tentare l'atterraggio all'Aeroporto Internazionale Prince Said di Moroni, ma una colluttazione con uno dei dirottatori gli fece perdere i riferimenti visivi, non permettendogli di localizzare le piste. A questo punto fu costretto a tentare un ammaraggio e diresse il velivolo verso le acque poco profonde (circa 7 metri) che si trovavano di fronte al Galawa Beach Hotel, vicino a Mitsamiouli, all'estremità settentrionale dell'isola di Grande Comore. Leul riuscì a mantenere il velivolo parallelo alle onde, ma il motore e l'ala sinistra entrarono per primi in acqua colpendo la barriera corallina, e agendo come perno, fecero ruotare e ribaltare la fusoliera, che si ruppe in tre parti.[8] Al disastro, avvenuto a soli 500 metri dalla spiaggia, assistettero parecchi tra residenti e turisti; fra questi ultimi vi erano medici e subacquei che immediatamente accorsero in soccorso dei superstiti.[4]
Molti dei passeggeri sopravvissero allo schianto iniziale, ma avendo ignorato (o non avendo sentito) l'avvertimento del Comandante di non gonfiare i giubbotti di salvataggio all'interno della cabina, rimasero bloccati contro le pareti della cabina dall'acqua che vi era entrata. Impossibilitati a fuggire, annegarono."
Quindi alcuni passeggeri che sopravvisero allo schianto, morirono annegati dentro l'aereo, in quanto avevano gonfiato il giubbotto prima di uscire dell'aereo, nonostante le raccomandazioni del comandante.
Questa è una regola fondamentale, da ricordare sempre: il giubbotto si indossa prima dell'ammarraggio, ma si gonfia solo una volta che si è usciti dall'aereo, così si è in grado di nuotare fuori.
Tra persone morte nell'impatto e persone morte annegate, i sopravvissutti furono 50.
I dirottatori non furono tra questi, visto che non seguirono nemmeno il consiglio del comandante di tornare in cabina, sedersi e allacciarsi le cinture prima dell'ammaraggio.
Il comandante e il primo ufficiale invece furono tra i sopravvissuti e furono premiati, perché tutto sommato diverse persone erano sopravvissute all'ammaraggio.
La virata che fa l'aereo prima di ammarrare (vedi video sopra) aveva lo scopo di non mandare l'aereo contro le onde.
Un maschio alpha tra i passeggeri cercò di esortare i passeggeri a ribellarsi, ma a quanto pare era l'unico alpha... e purtroppo il tizio, una persona con una storia da eroe alle spalle, morì perché al momento dell'ammaraggio era in piedi a negoziare con un dirottatore.
Qui di seguito la ricostruzione della serie "Indagini ad alta quota": https://www.dailymotion.com/video/x6i9j07

Una ricostruzione con xplane
E vabbé... per lo meno questi tre sarebbero stati veri rifugiati, ma forse era meglio che andavano in Italia con la barca, come tutti gli altri.

**Modificato dall'autore il 23.02.2019 04:04**
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■ @ 2019-02-23 17:30:22.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-02-23 18:18:42.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-02-23 18:39:42.0 di Rick Sanchez
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■ @ 2019-02-24 00:03:10.0 di Mattia
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