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Politica
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il 2019-03-06 05:43:24.0 alle 2019-03-06 05:43:24.0
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PRIMARIE PD: Cosa c'è da sapere? (GioPizzi)


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"Sinceramente io ho votato PD non perché sono di sinistra, ma perché è l'unico partito liberale semi-serio che c'è in Italia, per questa ragione devo sottolineare che questo video, praticamente una sega a due mani a Zingaretti [cioè quello che ha vinto], come al solito sbaglia sempre un punto fondamentale: essere liberali non vuol dire essere di sinistra, ma al massimo di centro-sinistra. Purtroppo Gio tu fai spesso questo errore che viene dalla tradizione anglosassone che dagli anni '90 definisce i laburisti "liberal" e non c' è nulla di più sbagliato: definire un partito di chiara estrazione socialista come liberale è da folli, confonde l'elettorato e può portare a errori madornali. Per questo è d'obbligo chiarire una cosa: Zingaretti [cioè quello che ha vinto] non è liberale e le sue politiche non saranno liberali. Purtroppo in questo paese servirebbe proprio un'alternativa liberale perché al governo c'è la compagine meno liberale da '45 ad oggi, per questo mi sento di dire che ZINGARETTI NON È L' ALTERNATIVA, ma solo un altro volto dell'assistenzialismo che ha, lo ammetto, più intelligenza e più abilità politica dei grillini, ma sempre assistenzialismo rimane.

Per liberale si intende una persona che non solo crede nella "libertà" (come dice il nome), ma che essa sia il valore fondante su cui si debba basare la vita di un individuo e la società intera. Di conseguenza un liberale crede che ogni individuo possa disporre della propria vita, del proprio tempo e dei propri beni come meglio crede e in libertà (appunto). Per questo motivo in economia un liberale tende a credere nel libero mercato (cioè ad un'economia non pianificata dallo Stato) e crede che le ingerenze statali debbano essere essenzialmente come un arbitro che regola, attraverso leggi uguali per tutti, il mercato senza privilegiare nessuna parte:neppure sé stesso. Infatti in un libero mercato lo stato offre servizi, ma in concorrenza ai privati per tendere a beneficiare il cittadino.
I socialisti, al contrario, sostengono che lo Stato, secondo un principio di uguaglianza portato allo sfinimento, debba controllare ogni aspetto dell'economia, per garantire un reddito uguale a ciascuno, anche se questo implica confische, abolizione della proprietà privata, assenza di meritocrazia e politiche economiche dettate dall'arbitrio e non da leggi di mercato (come la carestia in Ucraina negli anni '30).
Un comunista, invece, crede che il socialismo sia un punto di partenza (attraverso la "dittatura del proletariato", cioè delle classi più povere) per educare i non comunisti ad una "società equa". Dopo questo periodo, ci sarà un ritorno idilliaco ad una società composta da piccoli gruppi che condividono ogni bene e tutto quello che producono, in assenza di uno stato e di una legge prestabilita.
Zingaretti [cioè, quello che ha vinto], che viene dalla tradizione comunista, si è poi convertito ad una visione più "laica", tuttavia rimanendo preponderante la componente socialista delle sue idee (assistenzialismo, cioè aiuti indiscriminati da parte dello Stato, per garantire uguaglianza).
Ora come avrai notato questa visione è molto simile a quella grillina, per questa raggiungere auspicherei ad un'alternativa liberale perché è questa la visione che manca nella sfera politica italiana ed è questa di cui (a mio avviso) l'Italia avrebbe bisogno."


*https://www.youtube.com/watch?v=4znEprdYgt0&lc=UgxODE2-cVJ5uE8gZ4l4AaABAg


**Modificato dall'autore il 06.03.2019 05:48**

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