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"L'idea di uno Stato che usa i soldi degli italiani per investire nelle startup non mi piace". Massimo Banzi, il co-fondatore di Arduino, la piattaforma hardware open-source più famosa al mondo tra innovatori e programmatori, non usa mezzi termini per dire la sua su come stanno andando le cose in Italia sul fronte delle nuove tecnologie. Originario di Monza, Banzi ormai da diversi anni vive in Svizzera, dove insegna a un master della Supsi di Lugano, ma confessa: "Quando mi capita di avere a che fare con l'Italia mi rendo conto che almeno con il Governo precedente e Industria 4.0 erano state fatte cose molto positive".
In occasione della Maker Fair di Roma, "avevamo fatto un paio di incontri con Carlo Calenda: la strategia del suo team aveva molto senso e si sono visti gli effetti positivi". Oggi, invece, "si sparano keywords (parole chiave, ndr), come la Blockchain, ma poi...". A Banzi, che rifiuta finanziamenti ("non li voglio mai, preferisco i progetti europei"), non piace proprio lo "Stato investitore", che potrebbe invece "facilitare gli innovatori in cento modi diversi senza dare dei soldi. Non bisogna dimenticare che ti finanzia così - argomenta -in qualche maniera ti controlla".
Con le sue schede elettroniche, Arduino ha permesso anche a chi non aveva competenze specifiche di programmare e realizzare oggetti elettronici. Adesso, aiutare le aziende è una delle prospettive che più entusiasma l'innovatore. "Oggi -rivela in occasione di un evento organizzato da Sorgenia a Milano -ci interessano tutti i temi legati all'intelligenza artificiale e alla robotica, soprattutto applicate alle piccole medie imprese".
https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2019/04/0...
In occasione della Maker Fair di Roma, "avevamo fatto un paio di incontri con Carlo Calenda: la strategia del suo team aveva molto senso e si sono visti gli effetti positivi". Oggi, invece, "si sparano keywords (parole chiave, ndr), come la Blockchain, ma poi...". A Banzi, che rifiuta finanziamenti ("non li voglio mai, preferisco i progetti europei"), non piace proprio lo "Stato investitore", che potrebbe invece "facilitare gli innovatori in cento modi diversi senza dare dei soldi. Non bisogna dimenticare che ti finanzia così - argomenta -in qualche maniera ti controlla".
Con le sue schede elettroniche, Arduino ha permesso anche a chi non aveva competenze specifiche di programmare e realizzare oggetti elettronici. Adesso, aiutare le aziende è una delle prospettive che più entusiasma l'innovatore. "Oggi -rivela in occasione di un evento organizzato da Sorgenia a Milano -ci interessano tutti i temi legati all'intelligenza artificiale e alla robotica, soprattutto applicate alle piccole medie imprese".