News
L'Eni ha deciso di evacuare il personale italiano in Libia, dove da due giorni si registrano scontri seguiti all'annuncio del generale Khalifa Haftar di voler marciare su Tripoli. E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti informate, secondo cui si tratta di "una decisione precauzionale", come già avvenuto in altre occasioni. Il personale italiano dell'Eni in Libia è presente a Tripoli, nel giacimento di Wafa, in Tripolitania, e in quello di El Feel, a sud. L'evacuazione del personale italiano della compagnia petrolifera è avvenuta in raccordo con la Farnesina. "La situazione nei campi è sotto controllo e stiamo monitorando l'evolversi della situazione con molta attenzione", ha detto all'Adnkronos un portavoce dell'Eni. Il gruppo petrolifero italiano, aggiunge il portavoce dell'Eni, "non ha personale attualmente presente a Tripoli".
L'ONU - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto alle forze dell'Esercito nazionale libico di fermare tutti i movimenti militari" ha detto l'ambasciatore tedesco all'Onu, Christoph Heusgen, presidente di turno per il mese di aprile del Consiglio, leggendo una dichiarazione dopo il briefing a porte chiuse dell'inviato speciale Onu per la Libia, Ghassan Salame. Il Consiglio chiede inoltre "a tutte le forze di bloccare l'escalation e di fermare le attività militari". "Non ci può essere - ha concluso Heusgen - una soluzione militare al conflitto". Nel frattempo il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres avrebbe proposto a Fayez Serraj e Khalifa Haftar un incontro a Ginevra per fermare l'escalation militare, incontro al quale, riferiscono fonti informate all'Adnkronos, il generale avrebbe acconsentito, rifiutando però la richiesta di fermare l'operazione per la 'liberazione' di Tripoli.
La conferenza nazionale, prevista per metà aprile in Libia, informa l'inviato Onu in Libia Ghassan Salamé, resta ancora in programma nonostante l'assalto lanciato dal generale Khalifa Haftar per impadronirsi della capitale Tripoli. "Siamo determinati ad organizzare" questa conferenza interlibica "nella data prevista", ovvero dal 14 al 16 aprile, "a meno che circostanze rilevanti non ci impediscano di farlo", ha dichiarato Salamé.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/06/...
L'ONU - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto alle forze dell'Esercito nazionale libico di fermare tutti i movimenti militari" ha detto l'ambasciatore tedesco all'Onu, Christoph Heusgen, presidente di turno per il mese di aprile del Consiglio, leggendo una dichiarazione dopo il briefing a porte chiuse dell'inviato speciale Onu per la Libia, Ghassan Salame. Il Consiglio chiede inoltre "a tutte le forze di bloccare l'escalation e di fermare le attività militari". "Non ci può essere - ha concluso Heusgen - una soluzione militare al conflitto". Nel frattempo il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres avrebbe proposto a Fayez Serraj e Khalifa Haftar un incontro a Ginevra per fermare l'escalation militare, incontro al quale, riferiscono fonti informate all'Adnkronos, il generale avrebbe acconsentito, rifiutando però la richiesta di fermare l'operazione per la 'liberazione' di Tripoli.
La conferenza nazionale, prevista per metà aprile in Libia, informa l'inviato Onu in Libia Ghassan Salamé, resta ancora in programma nonostante l'assalto lanciato dal generale Khalifa Haftar per impadronirsi della capitale Tripoli. "Siamo determinati ad organizzare" questa conferenza interlibica "nella data prevista", ovvero dal 14 al 16 aprile, "a meno che circostanze rilevanti non ci impediscano di farlo", ha dichiarato Salamé.