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Ghassan Salamé come Khalifa Haftar. Nelle proteste che si terranno nel pomeriggio a Tripoli e in altre città della Libia, i dimostranti sfileranno con dei manifesti nei quali il volto del generale della Cirenaica è sovrapposto a quello dell'inviato delle Nazioni Unite in Libia. E sotto la foto la scritta in arabo e in inglese, 'Andate via'. Salamé è finito sotto accusa a Tripoli, all'indomani del suo briefing al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, a porte chiuse, durante il quale, secondo fonti libiche, non avrebbe denunciato l'aggressione di Haftar, sostenendo tra l'altro che non ci siano prove sulla responsabilità dell'Esercito nazionale libico nell'attacco dell'altra notte a Tripoli con missili Grad. Versioni, queste, smentite dall'Unsmil in un tweet nel quale "nega categoricamente le parole attribuite al suo presidente alla sessione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza di ieri e promette di perseguire legalmente coloro che azzardano dichiarazioni inventate e diffondono voci false".
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