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"In piazze e cortei di 'Nuova Anpi' dove aleggiano gli Smuraglia non mi ritrovo neanche per fischiare o come presenza critica o contestatrice. Di Torre Maura o di impatti con i Cpr, veri lager in attesa di rinvii a quelli di Libia o di ‘accoglimento’ come carne da lavoro semi-schiava; oppure di necessità di gesti di azione diretta, di solidarietà concreta con occupazioni di case, fabbriche, tetti di capannoni 'logistici', ed altro e altro ancora, ne nascono ogni giorno. Ecco, lì è il nostro 25 aprile: campo di battaglia concreta e non di celebrazioni da museo, peggio che niente". A parlare è Oreste Scalzone, leader storico degli anni '70 e co-fondatore di Potere Operaio, che all'Adnkronos affida un lungo ragionamento sul 25 aprile in vista dell'imminente 74esimo anniversario della "Liberazione".
Il 25 aprile 1945? "Credo che in quella mattina tanti insorti pensassero come di vivere il sogno di star liberando la vita, non solo da un Ordine costituito, un regime, una quotidianità stenta e soffocata - dice Scalzone - Tuttavia, 25 aprile d'un anno dopo, è già tutt'altro. Ricorrenza, celebrazione, museo. E tanta continuità nel profondo di una sorta di successione".
Quanto al "fascismo" di oggi, "rivendicato o 'cripto-', che è sempre più e più spesso esibito come 'sulla cresta dell'onda', che 'ha preso il sopravvento' nella vita quotidiana, nelle strade e piazze, nei comportamenti, nella microfisica delle relazioni, non si tratta di un 'fantasma memoriale'", dice Scalzone, ma di "una modalità di esserci, assai trasversale". E di questo è un riscontro "il fatto che, non appena dei ragazzi o ragazze più o meno spontanei o ingenui fanno anche solo un accenno di menar le mani in contrasto, e non di reclamare interventi dall’alto, diventino subito non solo i 'guastafeste' ma, in crescendo, i maledetti, provocatori, canagliume e peggio, 'impensabili' se non sottocopie sub-umane di una sorta di entità demoniaca… ".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
Il 25 aprile 1945? "Credo che in quella mattina tanti insorti pensassero come di vivere il sogno di star liberando la vita, non solo da un Ordine costituito, un regime, una quotidianità stenta e soffocata - dice Scalzone - Tuttavia, 25 aprile d'un anno dopo, è già tutt'altro. Ricorrenza, celebrazione, museo. E tanta continuità nel profondo di una sorta di successione".
Quanto al "fascismo" di oggi, "rivendicato o 'cripto-', che è sempre più e più spesso esibito come 'sulla cresta dell'onda', che 'ha preso il sopravvento' nella vita quotidiana, nelle strade e piazze, nei comportamenti, nella microfisica delle relazioni, non si tratta di un 'fantasma memoriale'", dice Scalzone, ma di "una modalità di esserci, assai trasversale". E di questo è un riscontro "il fatto che, non appena dei ragazzi o ragazze più o meno spontanei o ingenui fanno anche solo un accenno di menar le mani in contrasto, e non di reclamare interventi dall’alto, diventino subito non solo i 'guastafeste' ma, in crescendo, i maledetti, provocatori, canagliume e peggio, 'impensabili' se non sottocopie sub-umane di una sorta di entità demoniaca… ".