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di Giuseppe Greco
"Aspettiamo domani". Il riserbo dietro il quale si trincerano i protagonisti della trattativa lascia intatte anche per oggi le 'chance' del governo di scopo. Alla vigilia delle comunicazioni del premier Conte in Senato, i contatti tra le parti (Pd e M5S) sono andati avanti con discrezione durante una giornata in cui ha soprattutto tenuto banco l'assemblea dei gruppi parlamentari pentastellati.
Il percorso tracciato già da qualche giorno viene confermato come intatto, senza negare difficoltà ("enormi") e la possibilità sorprese dell'ultimo minuto: Conte parla in aula, prende atto della mancanza di una maggioranza e sale al Colle a riferire. Da lì, si apre formalmente la crisi. Fino ad allora, tutto si muove sotto traccia. Specie al Pd, dove il segretario Nicola Zingaretti non sposta di un millimetro il Nazareno dalla posizione ufficiale: governo "forte" o "meglio il voto".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/08/1...
"Aspettiamo domani". Il riserbo dietro il quale si trincerano i protagonisti della trattativa lascia intatte anche per oggi le 'chance' del governo di scopo. Alla vigilia delle comunicazioni del premier Conte in Senato, i contatti tra le parti (Pd e M5S) sono andati avanti con discrezione durante una giornata in cui ha soprattutto tenuto banco l'assemblea dei gruppi parlamentari pentastellati.
Il percorso tracciato già da qualche giorno viene confermato come intatto, senza negare difficoltà ("enormi") e la possibilità sorprese dell'ultimo minuto: Conte parla in aula, prende atto della mancanza di una maggioranza e sale al Colle a riferire. Da lì, si apre formalmente la crisi. Fino ad allora, tutto si muove sotto traccia. Specie al Pd, dove il segretario Nicola Zingaretti non sposta di un millimetro il Nazareno dalla posizione ufficiale: governo "forte" o "meglio il voto".