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di Antonio Atte
Alla fine è dovuta intervenire persino l'Agenzia delle Entrate per placare i grillini malpancisti sul tema delle restituzioni, uno dei tanti focolai di scontento che sta mettendo a dura prova la tenuta dei gruppi parlamentari M5S. Su richiesta di diversi deputati e senatori che avevano preteso chiarimenti sull'entità giuridica delle cosiddette restituzioni, il Movimento, a quanto apprende l'Adnkronos, ha interpellato l'Agenzia dipendente dal ministero dell'Economia per sapere se queste "dazioni" (almeno 2mila euro al mese che ogni eletto decurta dal proprio stipendio, come impone il regolamento pentastellato) "debbano o meno essere inquadrate nella fattispecie delle 'donazioni' e, in caso di risposta positiva, debbano essere assoggettate al relativo trattamento tributario".
Perentoria la risposta della 'Divisione contribuenti' dell'Agenzia delle Entrate, arrivata in questi giorni: non si tratta di donazioni ma dell'"adempimento di un obbligo giuridico che i parlamentari eletti della XVIII legislatura sono tenuti ad assolvere proprio in virtù della qualifica soggettiva di 'eletti quali parlamentari'".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/09/2...
Alla fine è dovuta intervenire persino l'Agenzia delle Entrate per placare i grillini malpancisti sul tema delle restituzioni, uno dei tanti focolai di scontento che sta mettendo a dura prova la tenuta dei gruppi parlamentari M5S. Su richiesta di diversi deputati e senatori che avevano preteso chiarimenti sull'entità giuridica delle cosiddette restituzioni, il Movimento, a quanto apprende l'Adnkronos, ha interpellato l'Agenzia dipendente dal ministero dell'Economia per sapere se queste "dazioni" (almeno 2mila euro al mese che ogni eletto decurta dal proprio stipendio, come impone il regolamento pentastellato) "debbano o meno essere inquadrate nella fattispecie delle 'donazioni' e, in caso di risposta positiva, debbano essere assoggettate al relativo trattamento tributario".
Perentoria la risposta della 'Divisione contribuenti' dell'Agenzia delle Entrate, arrivata in questi giorni: non si tratta di donazioni ma dell'"adempimento di un obbligo giuridico che i parlamentari eletti della XVIII legislatura sono tenuti ad assolvere proprio in virtù della qualifica soggettiva di 'eletti quali parlamentari'".