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Non Autenticato
il 2019-12-06 02:47:45.0 alle 2019-12-06 02:47:45.0



Questa suddivisione basata sull'aspetto fisico, che chiunque può constatare nelle popolazioni europee, curiosamente non corrisponde ad alcuna suddivisione su base genetica, e dunque le sue cause vanno ricercate in qualcos'altro.
Per questo preferisco parlare di tipo fisico come caratteristica identitaria, piuttosto che di razza, che dovrebbe indicare una stirpe (cioè una discendenza da un individuo o un gruppo definito di individui) caratterizzata da un aspetto tipico.
Va però detto che un comune concetto di razza prende in consideraione il solo aspetto indipendentemente dalla stirpe. Ad esempio gatti come questo

caratterizzati dal colore bianco con chiazze sulla testa, sulla schiena posteriore e la coda, che possono considerarsi una razza spontanea secondo il comune concetto, lo trovi in Europa come in Giappone (e probabilmente ovunque nel mezzo) ma è improbabile che se prendi una popolazione europea e una giapponese di questi gatti, trovi fra di esse una discendenza comune più che tra qualsiasi altri gatti.
Il discorso è reso ostico dall'alta quantità di opere scritte quando l'argomento era di moda, prima che si affermassero gli studi genetici e si affinassero quelli storici. Ad esempio il termine "ariano" è entrato in uso quando si pensava che gli indoeuropei provenissero dall'India, ma oggi si ritiene che la regione di provenienza fosse un'area tra il nord del Mar Nero e il mar Caspio.
Il discorso è reso confuso dalle idee imprecise di quelli che scrivono nei forum usando termini come razza (termine proprio degli allevatori), etnia (termine in uso fra antropologi ed etnografi, di definizione ancora più imprecisa, ma a cui sembrano aggrapparsi tutti gli antirazzisti), sottospecie (termine scientifico come specie, ma non per questo definito con precisione).
Inoltre la considerazione dell'aspetto fisico è soggettiva, e dovuta alle idalizzazioni dei singoli autori. Questo tizio

viene portato ad esempio della razza mediterranea, ma immaginalo coi capelli biondi e non lo distingueresti da un tedesco.
In conclusione, hanno senso sia il punto di vista secondo cui le razze non esistono che quello secondo cui esistono, a seconda di quali aspetti prendi in considerazione.
Personalmente preferisco parlare di sovrapposizioni di caratteri, ognuno dei quali ha una propria estensione e una diffusione con differenti gradazioni. Ad esempio la statura media aumenta verso nord, come pure la depigmentazione della pelle; capelli biondi e occhi azzuri si irradiano dalla Finlandia, quelli rossi si concentrano in Udmurtia e nel nord delle isole britanniche; la brachicefalia e più in generale il brachimorfismo prevalgono nel centro Europa; Nell'Europa nordica, mediterranea e orientale sono diffusi gli occhi a mandorla mentre nell'Europa centrale e occidentale quelli spioventi; in certe parti d'Europa prevale il mento quadro, in altre tondo, in altre a punta. Inoltre vi sono i lineamenti facciali. Il sovrapporsi di tutte queste carateristiche determina l'aspetto tipico dei vari popoli europei. Tipico significa che in una data popolazione molti possiedono un dato aspetto complessivo, e quasi tutti uno o più caratteri di esso anche se non tutti.
Purtroppo l'antirazzismo rende oggi impossibile uno studio di questi fenomeni, la cui esistenza viene negata, ignorata o snobbata.
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Quant'è spinoso parlare di razze @ 2019-12-06 02:47:45.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-12-06 17:05:54.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-12-07 00:03:21.0 di Non Autenticato
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