Politica
Ovviamente perché è forte e quindi può fare praticamente quello che vuole, ma il punto di questo post è un altro: l'obbiettivo non è spiegare perché può, ma perché è moralmente legittimato a farlo, a differenza di un ladro che ci scippa il portafoglio per strada.
Secondo John Locke ci sono quattro modi per acquisire la proprietà privata: prima appropriazione, produzione, scambio, dono.
Di queste, quella che si può mettere in discussione è "prima appropriazione".
In realtà lo stato può stabilire che le castagne nei boschi del suolo pubblico appartengono alla collettività e se tu le raccogli senza avere il permesso stai facendo appropriazione indebita (che annulla la regole della "prima appropriazione"), un po' come quello che al matrimonio si mangia cinque fette di torta senza chiedere il permesso e violando la regola per cui ogni invitato ha diritto a esattamente una fetta di torta e non di più.
I soldi per me sono un po' come le castagne. Lo stato stampa la moneta e può decidere quale metodo utilizzare per distribuirla (la modalità scelta dipende dalla teoria economica seguita). Non ci sarebbe nulla di male dal punto di vista puramente etico se lo stato dicesse "tutti coloro che dimostrano di avere un lavoro riceveranno un versamento mensile fisso e coloro che non lavorano riceveranno solo quanto basta per comprare un minimo di derrate alimentari", è un modo come un altro per immettere moneta nel sistema.
In un sistema come questo lo stato non deve togliere soldi a nessuno, perché avendo il pieno controllo sulla distribuzione del denaro può già di partenza distribuirlo in maniera un po' equa, in maniera da non lasciare nessuno senza.
Il problema è che secondo molti questo sistema non è efficiente, quindi si è adottato un altro sistema.
Lo stato stampa il denaro e lascia che sia il mercato a distribuirlo, poi controlla com'è stato distribuito e se qualcuno ne ha ricevuto troppo poco allora redistribuisce.
La fase della redistribuzione non è un'aggressione, perché devi capire che il denaro che ti piove addosso nella fase della distribuzione non è ancora tuo, ma solo in tuo temporaneo possesso. Quello che ti resta dopo la redistribuzione è tuo.
Lo stato potrebbe anche distribuirlo direttamente, così non percepiresti di "subire un furto", ma è più efficiente lo stato riparatore rispetto allo stato distributore.
Molti libertarian paragonano lo stato ai ladri, sostenendo che sul piano morale le imposte e il furto siano sostanzialmente la stessa cosa. Un anarcocapitalista mi ha chiesto "cosa faresti se un tizio per strada cercasse di rubarti il portafoglio?".
La mia risposta a questa domanda è molto semplice: si tratta semplicemente di stabilire le regole del gioco e seguirle senza barare.
Immaginate che io organizzi la mia festa di compleanno. Io (che sono il festeggiato e capo indiscusso della festa) ho stabilito che ogni invitato ha diritto a una fetta di torta, non di più e non di meno. Quindi se becco qualcuno che ne prende più di una, gliela strappo di mano e la rimetto al suo posto per destinarla a un altro invitato che non ha ancora avuto la sua fetta.
Oppure invece potrei organizzare un gioco a premi dove i premi sono le fette di torta. In questo caso certe persone potrebbero ritrovarsi con cinque fette di torta e altre con zero.
Potrei però anche mettere la regola che le persone che non hanno vinto nemmeno una fetta di torta alla fine del gioco ne ricevono una e chiedere a chi ne ha vinte molte di cederne una o due a chi è senza.
In questo caso ci sarebbe una distribuzione meritrocratica che però tiene conto del fatto che chi non ha vinto niente comunque non può restare a digiuno e almeno una fetta la deve avere.
Questo è il sistema economico generalmente adottato nelle liberaldemcorazie europee ed è quello che sostengo io.
Gli invitati non hanno il diritto di rubarsi le fette di torta a vicenda, a meno che le regole della festa non prevedano che si possa fare. Solo io posso decidere come distribuirle e come redistribuirle, perché io sono il capo indiscusso e nessun altro tranne me ha questo potere, a meno che non glielo conferisco io.
Avrai capito che sto giungendo al punto del discorso, rispondendo alla tua domanda: il popolo è il capo indiscusso del territorio allo stesso modo in cui io sono il capo indiscusso della mia festa di compleanno. Solo il popolo può decidere le regole del gioco per la distribuzione della ricchezza e se e come redistribuirla una volta che è stata distribuita. Il popolo ha stabilito che i cittadini non possono rubarsi soldi a vicenda, è contro le regole del gioco, quindi se un comune cittadino mi mette le mani al portafoglio lo atterro perché sta violando le regole del gioco, mentre se lo stato dice che devo dare 20 euro a Fabrizio per fare la spesa io glieli dò e basta, perché le regole del gioco sono queste e vanno rispettate.
La versione corta di questa lunga risposta quindi è: lo stato può mettermi le mani nel portafoglio, invece un tizio qualsiasi no. Perché? Semplicemente perché lo stato è l'arbitro, quindi ha poteri che i normali cittadini non hanno, allo stesso modo in cui un giocatore non può dare il cartellino rosso a un altro giocatore mentre l'arbitro sì. Ciò non significa che lo stato può fare quello che vuole, perché lo stato deve seguire delle regole precise, allo stesso modo in cui lo deve fare un arbitro.
Le regole del gioco vengono decise dal popolo con la democrazia e lo stato è l'arbitro che deve far rispettare le regole, seguendo a sua volta delle regole decise dal popolo.
**Modificato dall'autore il 21.09.2020 22:58**
Secondo John Locke ci sono quattro modi per acquisire la proprietà privata: prima appropriazione, produzione, scambio, dono.
Di queste, quella che si può mettere in discussione è "prima appropriazione".
In realtà lo stato può stabilire che le castagne nei boschi del suolo pubblico appartengono alla collettività e se tu le raccogli senza avere il permesso stai facendo appropriazione indebita (che annulla la regole della "prima appropriazione"), un po' come quello che al matrimonio si mangia cinque fette di torta senza chiedere il permesso e violando la regola per cui ogni invitato ha diritto a esattamente una fetta di torta e non di più.
I soldi per me sono un po' come le castagne. Lo stato stampa la moneta e può decidere quale metodo utilizzare per distribuirla (la modalità scelta dipende dalla teoria economica seguita). Non ci sarebbe nulla di male dal punto di vista puramente etico se lo stato dicesse "tutti coloro che dimostrano di avere un lavoro riceveranno un versamento mensile fisso e coloro che non lavorano riceveranno solo quanto basta per comprare un minimo di derrate alimentari", è un modo come un altro per immettere moneta nel sistema.
In un sistema come questo lo stato non deve togliere soldi a nessuno, perché avendo il pieno controllo sulla distribuzione del denaro può già di partenza distribuirlo in maniera un po' equa, in maniera da non lasciare nessuno senza.
Il problema è che secondo molti questo sistema non è efficiente, quindi si è adottato un altro sistema.
Lo stato stampa il denaro e lascia che sia il mercato a distribuirlo, poi controlla com'è stato distribuito e se qualcuno ne ha ricevuto troppo poco allora redistribuisce.
La fase della redistribuzione non è un'aggressione, perché devi capire che il denaro che ti piove addosso nella fase della distribuzione non è ancora tuo, ma solo in tuo temporaneo possesso. Quello che ti resta dopo la redistribuzione è tuo.
Lo stato potrebbe anche distribuirlo direttamente, così non percepiresti di "subire un furto", ma è più efficiente lo stato riparatore rispetto allo stato distributore.
Molti libertarian paragonano lo stato ai ladri, sostenendo che sul piano morale le imposte e il furto siano sostanzialmente la stessa cosa. Un anarcocapitalista mi ha chiesto "cosa faresti se un tizio per strada cercasse di rubarti il portafoglio?".
La mia risposta a questa domanda è molto semplice: si tratta semplicemente di stabilire le regole del gioco e seguirle senza barare.
Immaginate che io organizzi la mia festa di compleanno. Io (che sono il festeggiato e capo indiscusso della festa) ho stabilito che ogni invitato ha diritto a una fetta di torta, non di più e non di meno. Quindi se becco qualcuno che ne prende più di una, gliela strappo di mano e la rimetto al suo posto per destinarla a un altro invitato che non ha ancora avuto la sua fetta.
Oppure invece potrei organizzare un gioco a premi dove i premi sono le fette di torta. In questo caso certe persone potrebbero ritrovarsi con cinque fette di torta e altre con zero.
Potrei però anche mettere la regola che le persone che non hanno vinto nemmeno una fetta di torta alla fine del gioco ne ricevono una e chiedere a chi ne ha vinte molte di cederne una o due a chi è senza.
In questo caso ci sarebbe una distribuzione meritrocratica che però tiene conto del fatto che chi non ha vinto niente comunque non può restare a digiuno e almeno una fetta la deve avere.
Questo è il sistema economico generalmente adottato nelle liberaldemcorazie europee ed è quello che sostengo io.
Gli invitati non hanno il diritto di rubarsi le fette di torta a vicenda, a meno che le regole della festa non prevedano che si possa fare. Solo io posso decidere come distribuirle e come redistribuirle, perché io sono il capo indiscusso e nessun altro tranne me ha questo potere, a meno che non glielo conferisco io.
Avrai capito che sto giungendo al punto del discorso, rispondendo alla tua domanda: il popolo è il capo indiscusso del territorio allo stesso modo in cui io sono il capo indiscusso della mia festa di compleanno. Solo il popolo può decidere le regole del gioco per la distribuzione della ricchezza e se e come redistribuirla una volta che è stata distribuita. Il popolo ha stabilito che i cittadini non possono rubarsi soldi a vicenda, è contro le regole del gioco, quindi se un comune cittadino mi mette le mani al portafoglio lo atterro perché sta violando le regole del gioco, mentre se lo stato dice che devo dare 20 euro a Fabrizio per fare la spesa io glieli dò e basta, perché le regole del gioco sono queste e vanno rispettate.
La versione corta di questa lunga risposta quindi è: lo stato può mettermi le mani nel portafoglio, invece un tizio qualsiasi no. Perché? Semplicemente perché lo stato è l'arbitro, quindi ha poteri che i normali cittadini non hanno, allo stesso modo in cui un giocatore non può dare il cartellino rosso a un altro giocatore mentre l'arbitro sì. Ciò non significa che lo stato può fare quello che vuole, perché lo stato deve seguire delle regole precise, allo stesso modo in cui lo deve fare un arbitro.
Le regole del gioco vengono decise dal popolo con la democrazia e lo stato è l'arbitro che deve far rispettare le regole, seguendo a sua volta delle regole decise dal popolo.
**Modificato dall'autore il 21.09.2020 22:58**
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■ @ 2020-09-22 08:07:07.0 di Non Autenticato
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■ @ 2020-09-22 11:54:44.0 di Mattia
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