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Politica
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il 2020-12-18 20:03:55.0 alle 2020-12-18 20:03:55.0
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Mattia sulla proprietà privata
> Infatti la democrazia fallisce perché non tutela il diritto naturale più importante di tutti, quello da cui derivano tutti gli altri ovvero la proprietà

Nel mio precedente commento non ho risposto a questa parte perché il commento stava diventando troppo lungo, ma vorrei finalmente spendere qualche riga di testo per parlare di questo presunto diritto NATURALE alla proprietà che sembra essere il punto centrale di tutti i discorsi dei liberisti.

Prima di tutto non capisco che cosa significhi NATURALE... in natura non esiste la proprietà e non esistono diritti. In natura c'è una sola legge, cioè quella del più forte.
Michele Boldrin nel video "perché non mi definisco liberale" ha giustamente fatto notare che i liberali che ti dicono "quello che dico è giusto perché in linea con i diritti naturali" sono patetici, perché si esprimono come i membri di una setta religiosa che pretende di conosce la verità illuminata, come se fosse DIO ad aver stabilito che XY è un diritto.
Infatti Boldrin giustamente dice "io non sono un liberale perché sono un libero pensatore, non un membro di una setta, quindi argomento semplicemente sul perché sono favorevole a questa o quell'altra libertà, senza pretendere di avere in tasca la verità assoluta".

Boldrin ha poi detto una cosa con la quale concordo appieno, ovvero che la proprietà non è nient'altro che un patto sociale del tutto relativo, non un diritto naturale, come dicono i liberali parrocchiali.
Come tutti i patti sociali, restano in piedi fintanto che sono convenienti e si aggiustano con il tempo man mano che si rivelano essere poco convenienti.

Ritengo che il punto non stia tanto nel discutere se esista o meno il diritto alla proprietà, ma piuttosto nel discutere sulle modalità di appropriazione: se una cosa diventa tua proprietà, allora significa che prima non lo era... e bisogna stabilire delle regole per stabilire quando è che una cosa diventa TUA e quali sono i limiti dell'appropriazione.
John Locke sosteneva per esempio che una persona poteva appropriarsi di un terreno naturale lavorandolo, ma fissava una limitazione (chiamata "clausola di John Locke""): puoi appropriarti liberamente di terreni naturali solo se c'è terra in abbondanza e ti assicuri che ne resti anche per gli altri.
Sicuramente questo non piacerà ai neoliberisti arraffoni.

La clausola di John Locke ha senso e oggi come oggi andrebbe applicata al denaro, perché la vera ricchezza oggi è il denaro, non più la terra.
Arrivo alla conclusione: si può sostenere che i soldi che ti scivolano nelle tasche non siano TUOI, ma solo temporaneamente nelle tue tasche. I soldi che ti restano in tasca dopo che lo stato ha redistribuito sono tuoi.
In quest'ottica la proprietà privata esiste, ma semplicemente si stabilisce il principio per cui una cosa non è automaticamente di tua proprietà solo perché ti scivola in tasca: le regole di appropriazione fissate dai liberisti sono del tutto soggettive, una persona può non essere d'accordo.



**Modificato dall'autore il 18.12.2020 20:04**

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