In Ticino il governo è composto da cinque dipartimenti: quattro sono in mano al centro-destra, solo uno è in mano al centro-sinistra per la legislatura 2019-2023.
I dipartimenti sono in pratica l'equivalente dei ministeri in Italia.
Noi (mi includo perché ho votato i socialisti nel 2019) abbiamo il DECS (Dipartimento Educazione Cultura e Sport), che controlla il sistema scolastico ticinese.
Il nostro unico alfiere nel governo ticinese è quindi il capo del DECS, Emanuele Bertoli.


Sappiamo che gli altri quattro dipartimenti sono in mano al centro-destra liberista e quindi ci aspettiamo da essi tanta merda, ma qualcosa di un po' meglio ce l'aspetteremmo dal DECS.
Questo servizio della trasmissione Falò di settimana scorsa ha però gettato ombra sul DECS e su Emanuele Bertoli:
https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo... 
Cominciamo prima di tutto col dire che il lavoro dell'autista in Ticino è un lavoro ingrato (parola di mio cugino!) perché ci sono pessime condizioni di lavoro e lo stato non ha ancora reso legge nessun contratto collettivo.
Ci sono comunque dei contratti collettivi non obbligatori che prevedono un stipendio minimo di 4'300 franchi al mese.
Succede che il DECS, qualche anno fa, si accorge che lo stato spende un sacco di soldi per portare a scuola gli scoiattolini col bus, tanto che ci si chiede se non risparmierebbero soldi caricando ciascuno scoiattolino su un taxi. Insomma, le aziende private a cui lo stato aveva affidato l'incarico di trasportare a scuola gli scolaretti facevano enormi profitti.
Per rispamiare soldi il DECS decide quindi di aprire un bando pubblico e di assumere per ciascuna tratta l'azienda che fa la migliore offerta... e fin qui tutto bene.
La società di trasporti autolinee bleniesi (
https://www.autolinee.ch/home-page/ 
) denuncia però il bando pubblico in tribunale, segnalando che lo stato non imponeva a chi prendeva l'incarico di adottare i contratti collettivi per gli autisti e che quindi quel bando avrebbe causato dumping salariale.
Il DECS in tribunale si oppone dicendo in pratica che lo stato non ha l'obbligo di far applicare quei contratti collettivi, ma poi da quello che ho capito il giudice ha dato ragione ad autolinee bleniesi.
Oggi viene fuori che tra quelle aziende che hanno vinto il concorso ce n'è una che paga gli autisti (tutti italiani) 1'800 franchi al mese: ben al di sotto dei 4'300 previsti dal contratto collettivo e insufficienti per sopravvivere in Ticino.
In pratica questa azienda si è autocertificata dicendo "noi tutto bene, siamo in regola", la commissione paritetica ha accettato l'autocertificazione e al DECS va bene così.
Messo di fronte a un sindacalista UNIA, Emanuele Bertoli vieni tappettizzato in diretta televisiva, mentre cerca di difendersi balbettando. Il sindacalista UNIA fa notare che lo stato ha tutti i documenti per verificare i salari dei dipendenti delle aziende a cui è stato dato l'incarico, ma se n'è lavato le mani.
Anche se si possono più o meno accettare le scuse di Bertoli che dice che verificare il rispetto delle regole sul lavoro è della commissione paritetica e che quindi l'errore è loro e non suo, il sindacalista lo incenerisce quando gli dice "ok, ma perché voi in tribunale vi siete opposti dicendo che non eravate tenuti a far applicare i contratti collettivi?" e "perché ci ignorate quando cerchiamo di prendervi per la giacchetta?".
Dall'UDC ce lo aspettavamo, dal PLR pure. Ce lo aspettavamo un po' meno da un dipartimento socialista.
**Modificato dall'autore il 25.05.2021 01:48**