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Sono al corrente della situazione da quando ero bambino.
Mio padre mi aveva portato in un torrente della Liguria in cui vivevano i gamberi d'acqua dolce, e il posto pullulava di farfalle e libellule multicolori. Libellule tutte rosse, blu, verdi e azzurre, dalle ali dorate. La Liguria per me è sempre stata il paradiso degli insetti: ricordo una locusta di dodici centimetri, uno scarabeo rinoceronte grosso come il polpastrello del pollice, il cerambice più grosso che abbia mai visto, l'unico scorpione che abbia mai incontrato. Con gli anni il numero di libellule e altri insetti è diminuito, e di recente sono stato al torrente e non ho visto nemmeno i gamberi.
Mia nonna mi aveva portato a fare una passeggiata sulla collina torinese e ogni sentiero era pieno di farfalle, oggi non ce ne sono più.
Anche nel giardino di casa il numero di insetti e di specie è fortemente diminuito. L'ultimo cervo volante l'ho visto negli anni 90.
Ma non avendoci prestato attenzione più di tanto, non sapevo che negli ultimi trent'anni la situazione fosse precipitata come descrive l'articolo.