Politica
Da un po' di tempo Boldrin cerca di capire che cosa significhi la parola "neoliberismo" e finalmente ha trovato qualcuno che è riuscito a dare una spiegazione seria a riguardo.
In sintesi, a fine del 1800 la teoria liberista era prevalente e gli stati occidentali erano strutturati su quella visione.
La spesa pubblica era bassa (quindi pure le imposte) e gli stati lasciavano molta libertà alle imprese e ai privati, intervenendo molto poco nell'economia e nei servizi.
Nel '900, con l'arrivo della prima e della seconda guerra mondiale, gli stati presero per le palle le aziende e le economie nazionali al fine di controllare la produzione degli armamenti e di tante altre cose.
Alla fine delle guerre molte persone si trovavano in condizioni economiche disagiate e quindi venne creato lo stato sociale.
A seguito delle due guerre, quindi, molti stati controllavano economia e servizi in maniera consistente e avevano una spesa pubblica (quindi anche imposte) più alta rispetto a quella di fine 800.
Dal momento che nel '900 si erano diffuse ideologie socialiste di vario tipo, il "nuovo ordine mondiale" era ben tollerato (anzi, i socialisti più estremi spingevano per andare più in là) e le cose sembravano andare piuttosto bene: c'era crescita economica, la gente stava relativamente bene.
Poi però arrivò la crisi petrolifera e la crescita economica si arrestò, così qualcuno cominciò a mettere in discussione il "nuovo ordine mondiale" dicendo che gli stati mettevano troppo il becco nell'economia, che spendevano troppo e che per rilanciare l'economia era necessario tornare alla vecchia filosofia.
Questi nuovo movimento ideologico sorto negli anni 70 viene chiamato "neoliberismo" e non è altro che il liberismo dell'800 che risorge dalle sue ceneri, in un momento storico in cui sembrava essere stato superato.
Secondo gli oppositori, esso avrebbe mandato in rovina il mondo occidentale negli ultimi 50 anni.
Michele Boldrin e il suo interlocutore comunque osservano che benché sia vero che l'economia dei paesi occidentali sia stata in parte liberalizzata dagli anni 70 a oggi (quindi le imprese oggi sono più libere e gli stati controllano meno servizi, c'è maggiore libertà di circolazione di merci e persone, ecc ecc..), invece la spesa pubblica e le imposte sono aumentate, quindi questo famigerato neoliberismo non ha poi avuto tutto sto gran successo come molti pensano.
Ha vinto alcune battaglie, ma non tutte.
**Modificato dall'autore il 17.01.2023 16:42**
In sintesi, a fine del 1800 la teoria liberista era prevalente e gli stati occidentali erano strutturati su quella visione.
La spesa pubblica era bassa (quindi pure le imposte) e gli stati lasciavano molta libertà alle imprese e ai privati, intervenendo molto poco nell'economia e nei servizi.
Nel '900, con l'arrivo della prima e della seconda guerra mondiale, gli stati presero per le palle le aziende e le economie nazionali al fine di controllare la produzione degli armamenti e di tante altre cose.
Alla fine delle guerre molte persone si trovavano in condizioni economiche disagiate e quindi venne creato lo stato sociale.
A seguito delle due guerre, quindi, molti stati controllavano economia e servizi in maniera consistente e avevano una spesa pubblica (quindi anche imposte) più alta rispetto a quella di fine 800.
Dal momento che nel '900 si erano diffuse ideologie socialiste di vario tipo, il "nuovo ordine mondiale" era ben tollerato (anzi, i socialisti più estremi spingevano per andare più in là) e le cose sembravano andare piuttosto bene: c'era crescita economica, la gente stava relativamente bene.
Poi però arrivò la crisi petrolifera e la crescita economica si arrestò, così qualcuno cominciò a mettere in discussione il "nuovo ordine mondiale" dicendo che gli stati mettevano troppo il becco nell'economia, che spendevano troppo e che per rilanciare l'economia era necessario tornare alla vecchia filosofia.
Questi nuovo movimento ideologico sorto negli anni 70 viene chiamato "neoliberismo" e non è altro che il liberismo dell'800 che risorge dalle sue ceneri, in un momento storico in cui sembrava essere stato superato.
Secondo gli oppositori, esso avrebbe mandato in rovina il mondo occidentale negli ultimi 50 anni.
Michele Boldrin e il suo interlocutore comunque osservano che benché sia vero che l'economia dei paesi occidentali sia stata in parte liberalizzata dagli anni 70 a oggi (quindi le imprese oggi sono più libere e gli stati controllano meno servizi, c'è maggiore libertà di circolazione di merci e persone, ecc ecc..), invece la spesa pubblica e le imposte sono aumentate, quindi questo famigerato neoliberismo non ha poi avuto tutto sto gran successo come molti pensano.
Ha vinto alcune battaglie, ma non tutte.
**Modificato dall'autore il 17.01.2023 16:42**
-
-
■ @ 2023-01-18 00:13:37.0 di Non Autenticato
-
■ @ 2023-01-19 15:37:49.0 di Mattia
-
-