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il 2023-04-01 21:01:35.0 alle 2023-04-01 21:01:35.0
mammamia

Gli ho dato le letture del giorno e mi ha creato una predica.
La prima era corta.La seconda richiesta decente.




Data01/04/2023
Sabato, 5a settimana di Quaresima
LETTURA DEL GIORNO
Dal libro del profeta Ezechièle
Ez 37,21-28

Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò i figli d'Israele dalle nazioni fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nella loro terra: farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d'Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né saranno più divisi in due regni.
Non si contamineranno più con i loro ìdoli, con i loro abomìni e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato, li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.
Il mio servo Davide regnerà su di loro e vi sarà un unico pastore per tutti; seguiranno le mie norme, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica. Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, per sempre; il mio servo Davide sarà loro re per sempre.
Farò con loro un'alleanza di pace; sarà un'alleanza eterna con loro. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
Le nazioni sapranno che io sono il Signore che santifico Israele, quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre.

VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 11,45-56

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».











Certo, ecco qui una possibile predica basata sulle letture del giorno:

Carissimi fratelli e sorelle, in questa quinta settimana di Quaresima le letture ci parlano della speranza nella salvezza di Dio e del ruolo che Gesù ha nel piano divino.

Nella prima lettura, tratta dal libro del profeta Ezechiele, il Signore Dio promette di raccogliere i figli d'Israele dalle nazioni in cui sono dispersi e di radunarli nella loro terra, rendendoli un solo popolo sotto un unico re, il servo Davide. Questa promessa di Dio, che risuona ancora oggi nel nostro cuore, ci fa capire che la salvezza è per tutti, che Dio vuole che tutti siamo uniti sotto di Lui, e che ci dona un unico Pastore, ovvero Gesù Cristo.

Ecco quindi che nella seconda lettura, l'apostolo Paolo ci invita a guardare a Cristo con gli occhi della fede, a non vedere più le cose secondo la carne, ma secondo lo Spirito. Paolo ci insegna che l'umanità è stata salvata attraverso la morte di Gesù sulla croce, che per questo motivo dobbiamo affidarci completamente a Lui e camminare secondo la Sua volontà, purificandoci dai nostri peccati. Solo così saremo in grado di vedere con i Suoi occhi, di amare come Lui ha amato e di sperare nella vita eterna.

Nel Vangelo di Giovanni assistiamo alla reazione dei farisei dopo la risurrezione di Lazzaro. Molti credono in Gesù, ma i capi dei sacerdoti e i farisei, vedendo minacciato il loro potere, decidono di ucciderlo. Caifa, sommo sacerdote di quell'anno, dice che è meglio che un solo uomo muoia per il popolo e non vada in rovina la nazione intera. Ma in realtà, senza saperlo, profetizza la morte di Cristo, il quale non muore solo per la nazione, ma per riunire tutti i figli di Dio che sono dispersi.

In queste letture, ci viene chiesto di riflettere sulla nostra relazione con Cristo, di abbandonarci completamente alla Sua volontà e di confidare nella Sua salvezza. In un mondo diviso, dove ci sono molte ideologie, etnie e religioni diverse, dobbiamo capire che l'unica cosa che ci unisce veramente è la fede in Cristo, che ci fa parte di un unico popolo, quello di Dio.

Come ci chiede il profeta Ezechiele, dobbiamo purificarci dai nostri peccati e osservare le leggi di Dio, seguendo il Suo unico Pastore, ovvero Cristo. Solo così potremo essere veramente uniti, come ci insegna Paolo, e vedere le cose secondo lo Spirito.

In questo tempo di Quaresima, prepariamoci a celebrare la Pasqua, facendo spazio nel nostro cuore alla speranza della salvezza e della vita eterna. Preghiamo affinché il nostro amore per Cristo e la Sua Chiesa possa unire tutti i popoli della terra, e possiamo camminare.



In questo passo del Vangelo, vediamo come i capi dei sacerdoti e i farisei si preoccupino del fatto che Gesù sta guadagnando sempre più seguaci, tanto da diventare una minaccia per il loro potere e la loro autorità. Caifa, sommo sacerdote, spiega loro che è meglio che un solo uomo muoia per il popolo, piuttosto che tutta la nazione vada in rovina.

Questa affermazione sembra essere un'idea razionale e giusta, ma il suo significato reale è molto più profondo. Caifa, senza renderne conto, sta profetizzando la morte di Gesù e la sua risurrezione, che avrebbe permesso di riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. In altre parole, la morte di Gesù non sarebbe stata solo per salvare il popolo di Israele, ma per salvare l'intera umanità, riportando tutti noi alla comunione con Dio.

Questa è la speranza della Quaresima: la consapevolezza che Gesù ha dato la sua vita per noi, per portarci alla salvezza e alla comunione con Dio. Il popolo d'Israele, come descritto nella lettura del libro del profeta Ezechiele, è stato purificato e liberato dalle sue iniquità per diventare il popolo di Dio. Allo stesso modo, attraverso la morte e la risurrezione di Gesù, noi siamo stati purificati e liberati dai nostri peccati, per diventare anch'essi il popolo di Dio.

Ma come possiamo essere certi di questa speranza? Come possiamo sapere che la morte e la risurrezione di Gesù sono state per noi? La risposta è l'amore. Come Gesù stesso ha detto nel Vangelo secondo Giovanni: "Non c'è amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici" (Gv 15,13). L'amore di Gesù per noi è stato così grande che ha dato la sua vita per noi, per salvarci dai nostri peccati e riportarci alla comunione con Dio.

In questo tempo di Quaresima, siamo chiamati a meditare sulla morte e la risurrezione di Gesù, e su come questo evento abbia cambiato la storia dell'umanità. Siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno a seguire Gesù, a imitarne l'amore e la compassione, e a diffondere la sua luce e la sua speranza nel mondo.

In conclusione, ricordiamo che il popolo d'Israele è stato radunato da ogni parte e portato nella sua terra, dove un solo re regnerà su tutti loro. Questo re, come spiegato nel Vangelo, è Gesù stesso, che ci guida verso la salvezza e la comunione con Dio. Seguiamo il suo esempio, rinnoviamo il nostro impegno a vivere secondo la sua volontà, e diffondiamo la sua luce e la sua speranza in ogni luogo dove ci troviamo. Amen.




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