Anche se Boldrin rifiuta l'etichetta di "liberista" (e anche di "liberale"), tutti sanno che le sue idee politiche sono fondamentalmente nell'area liberal-liberista.
Tuttavia, nel video qui sotto, egli spiega perché, dal suo punto di vista, il liberismo è dannoso nel turismo.
Il liberismo - dice lui - va bene solo per i beni riproducibili. Una porsche ad esempio è riproducibile, perché si possono creare tante copie dello stesso bene.
Il turismo invece si riferisce a dei beni che sono unici e non riproducibili: i paesaggi.
Quello che dice Boldrin è che quando un bene è unico e tante persone vorrebbero averlo, il prezzo deve diventare alto, ma quello che avviene nell'ambito del turismo, a causa del liberismo, è il contrario: il prezzo del bene viene abbassato, ma insieme a esso anche la qualità del prodotto, quindi il risultato finale è che tutti avranno un prodotto di minore qualità rispetto a quello iniziale.
Boldrin precisa che con "prezzo" non si intende necessariamente il costo monetario, ma anche, in senso lato, la fatica che devi compiere per avere il bene. Ad esempio raggiungere il pizzo di una montagna a piedi ha un prezzo alto non perché è costoso, ma perché ti costa tanta fatica.
Cerchiamo di spiegare bene il punto di vista di Boldrin con un esempio: immaginiamo che in alta montagna ci sia un posto bellissimo, un paradiso terrestre.
Per via delle qualità di questo luogo, diverse persone fiutano l'affare e cominciamo a fare investimenti turistici.
Nel luogo vengono costruiti hotel, ristoranti, negozi, ecc ecc...
Man mano che gli investimenti vanno avanti, l'afflusso turistico aumenta. A questo punto lo stato comincerà a costruire strade/parcheggi/ferrovie/funivie per raggiungere il luogo.
Qual è il risultato quindi? Che adesso quel "paradiso terrestre" è facilmente accessibile, quindi ha un costo basso, ma non è più il prodotto iniziale: è una versione castrata del prodotto iniziale.
I montanari duri e puri che raggiungevano il posto a piedi, con molta fatica, quando non era ancora un luogo turistico, ora si ritrovano ad avere un posto affollato e urbanizzato.
Oppure il posto potrebbe essere un borgo storico.
Il business del turismo, per renderlo su misura del turista pop, tenderà a deturparlo.
Per questo motivo, Boldrin propone per il turismo un piano più stalinista che liberista.
Le opzioni sono due: o i servizi turistici vengono ipertassati (in maniera tale da alzare il prezzo monetario del bene), oppure lo stato fa in modo che il prezzo in natura sia molto alto (cioè, fa in modo che sia faticoso consumare il bene).
La seconda opzione, che è quella forse più sensata e meno illiberale, consiste nel non costruire strade, parcheggi e linee di trasporto varie per raggiungere i borghi e i paradisi terrestri.
Le strade e i mezzi di trasporto arrivano solo fino all'area urbana più vicina, dopodiché il borgo, il pizzo o l'oasi la raggiungi a piedi.
Non si tratta quindi di abolire il turismo, ma di ostacolare il turismo di bassa qualità (il "turismo pop" da fricchettoni) e incentivare il turismo serio, cioè quel tipo di turismo rappresentato da persone che vogliono vivere il luogo turistico nella sua forma pura e originale, accettando la fatica che questo comporta.
**Modificato dall'autore il 24.10.2023 17:30**