Politica
Un gioielliere viene rapinato, poi riesce a ritrovare i rapinatori e gli spara addosso.
Sotto la notizia della condanna al gioielliere, i soliti fascistoidi idioti si esprimono in favore del gioielliere. Boldrin legge e commenta le stronzate scritte.
Il mio commento.
----------------------
Le persone che hanno scritto quei commenti sono i classici fascistoidi populisti che parlano a vanvera, però vorrei fare tre osservazioni.
La prima è che la punizione è una cosa distinta dall'autodifesa. Ovvero, evidentemente il codice penale non prevede la pena di morte per chi uccide una persona, tuttavia se qualcuno ti vuole ammazzare e tu lo ammazzi per autodifesa a dipendenza delle leggi può passare come autodifesa legittima. Quello che è importante capire è che tu non ammazzi l'altro per punirlo o per vendicarti, ma per salvarti la pelle. Questa è un'importante distinzione.
La seconda è che nel caso in cui la tua vita non sia in pericolo normalmente l'autodifesa non è considerata legittima, tuttavia se denunci un furto dopo che il fatto è avvenuto è difficile che la polizia riesca a risalire all'identità del ladro. Quindi ok, non posso ammazzare il borseggiatore per recuperare il borsellino, ma posso almeno placarlo anche violentemente per riprendermelo?
La terza è che l'unico che dice una cosa vagamente sensata è il tizio dell'ultimo esempio, cioè quello che dice che siccome lo stato non punisce i crimini allora devi difenderti da solo.
Conosco un tizio che è stato pubblicamente ingiuriato sui social network e che essendo una persona civile ha fatto querela per ingiuria e non è andato a spaccare la faccio a questa persona (la cui identità gli era nota) come avrebbe fatto qualcun'altro.
Ebbene, la sua querela non ha avuto nessunissimo effetto. Il messaggio che ha ricevuto è che hanno ragione quelli che per farsi rispettare usano le mani, perché tanto usare le strade civili è del tutto inutile.
----------------------
Risposta di Boldrin
----------------------
Scrivi cose sagge sino a quasi alla fine. Poi concludi che, siccome il sistema di Law&Order non e' perfetto (secondo i TUOI criteri di giustizia) e che, nei casi in cui tu consideri di "ingiuria" (magari io non li considero tali) il PM e il giudice non ti hanno soddisfatto ... allora puoi farti giustizia da solo massacrando di botte chi tu ritieni averti offeso. E siamo punto e a capo, al totale arbitrio basato sulla TUA opinione, sulla TUA valutazione di cosa sia giusto, sul TUO uso della violenza per farti giustizia da solo. Amen.
----------------------
La mia risposta a Boldrin
----------------------
È un discorso complesso che parte da considerazioni filosofiche profonde, che cercherò di sintetizzare in poche righe di testo (le chiamo poche perché potrei scriverci un libro intero su queste cose).
Condivido lo slogan "no taxation without representation", ma io preferisco "no taxation without rights", che è più ampio e che comprende anche (ma non solo) la partecipazione alla decisioni politiche.
Anche ma non solo, perché ci sono altri tipi di diritti al di là di quelli politici: i diritti negativi (quelli per i quali non pago tasse allo stato per finanziare l'acquisto di armi usate poi per massacrare la mia famiglia, detto grezzamente) e i diritti positivi (quelli per i quali lo stato, attraverso la spesa pubblica finanziate dalle mie tasse, promuove attivamente i miei diritti e le mia libertà attraverso l'implementazione di un sistema di giustizia organizzato e attraverso la costruzione di opere/infrastrutture pubbliche).
Ora, considerato che i diritti negativi non solo sono a costo zero, ma anzi riducono le spese dello stato (se lo stato non deve finanziare armi per massacrare la mia famiglia spende meno), le tasse devono essere per lo più giustificate dai diritti positivi. Qual è la differenza tra un sistema aristocratico e un sistema liberale? Che nel primo lo stato mi tassa per finanziare i festini di corte, mentre tanto più lo stato si avvicina al liberalismo tanto più deve giustificare la spesa pubblica dimostrandone i vantaggi collettivi.
Fatta questa premessa, arrivo al punto. La giustizia rientra nell'ambito dei diritti positivi, cioè lo stato mi tassa per pagare giudici, poliziotti, scuole e tutto il resto.
Ora, io nel sistema educativo pubblico ho visto numerosi casi di bullismo completamente trascurati dai docenti, che nel migliore dei casi si limitavano a dare qualche piccola tirata di orecchie ai bulli senza mai prendere nessun provvedimento disciplinare serio.
Cosa fa allora la vittima di bullismo? Si rivolge ai piani più alti, alla polizia?
Ebbene, la persona che conosco si è rivolta alla polizia.
Un tizio del suo paesello a cui non aveva mai fatto niente di male (non lo conosceva nemmeno) ha postato una sua fotografia sul suo profilo social (e già pubblicare la tua fotografia senza permesso è un comportamento immorale) per poi scrivere delle considerazioni umilianti e del tutto gratuite su di lui. I suoi followers cretinetti si sono uniti, nei commenti, alla sua pubblica umiliazione.
I dettagli sono importanti, perché posso capire che se uno ad esempio posta una foto della Meloni sul suo social e scrive "Questo è il volto del neofascismo" e questa lo querela il giudice può concludere che il tizio ha solo espresso una sua legittima opinione politica, ma se invece scrive "Questa è la zoccola di Roma, tutti quanti ce la siamo passata" allora suppongo che la questione diventi un po' diversa e diventerebbe un po' più difficile sostenere che il tizio abbia solo espresso una sua legittima opinione.
Ebbene, il tizio di cui parlo non è il presidente del consiglio (solo un anonimo cittadino) e lo scopo del bullo era solo umiliarlo gratuitamente, non esprimere un'opinione politica, quindi tutte le persone al tavolo sono rimaste a bocca aperta per il fatto che il giudice abbia concluso che il bullo abbia solo espresso una sua legittima opinione.
Concludo: se tu sei una vittima di bullismo (non di opinioni che non ti piacciono, ma proprio di bullismo gratuito) e lo stato non solo non fa niente per te, ma addirittura usa le tue tasse per difendere il bullo dalle meritate sberle che potrebbe ricevere, che cosa ti impedisce, filosoficamente, di non credere più nello stato e convincerti che devi agire da solo per difendere i tuoi diritti e la tua dignità?
Sia chiaro: io non sono a favore della giustizia privata. Infatti quello che sto dicendo è che ci deve essere una giustizia pubblica efficiente che difenda tutte le vittime di soprusi, perché appunto non voglio che i conflitti sociali vengano risolti con pestaggi e accoltellamenti. Voglio vivere in una società civile dove le vittime di bullismo vengono assistite da un sistema civile che delegittima ogni forma di violenza fisica privata per via del fatto che se qualcuno tira una sprangata a un bullo gli si può dire "cretino, dovevi andare in polizia, non usare le mani!".
Sotto la notizia della condanna al gioielliere, i soliti fascistoidi idioti si esprimono in favore del gioielliere. Boldrin legge e commenta le stronzate scritte.
Il mio commento.
----------------------
Le persone che hanno scritto quei commenti sono i classici fascistoidi populisti che parlano a vanvera, però vorrei fare tre osservazioni.
La prima è che la punizione è una cosa distinta dall'autodifesa. Ovvero, evidentemente il codice penale non prevede la pena di morte per chi uccide una persona, tuttavia se qualcuno ti vuole ammazzare e tu lo ammazzi per autodifesa a dipendenza delle leggi può passare come autodifesa legittima. Quello che è importante capire è che tu non ammazzi l'altro per punirlo o per vendicarti, ma per salvarti la pelle. Questa è un'importante distinzione.
La seconda è che nel caso in cui la tua vita non sia in pericolo normalmente l'autodifesa non è considerata legittima, tuttavia se denunci un furto dopo che il fatto è avvenuto è difficile che la polizia riesca a risalire all'identità del ladro. Quindi ok, non posso ammazzare il borseggiatore per recuperare il borsellino, ma posso almeno placarlo anche violentemente per riprendermelo?
La terza è che l'unico che dice una cosa vagamente sensata è il tizio dell'ultimo esempio, cioè quello che dice che siccome lo stato non punisce i crimini allora devi difenderti da solo.
Conosco un tizio che è stato pubblicamente ingiuriato sui social network e che essendo una persona civile ha fatto querela per ingiuria e non è andato a spaccare la faccio a questa persona (la cui identità gli era nota) come avrebbe fatto qualcun'altro.
Ebbene, la sua querela non ha avuto nessunissimo effetto. Il messaggio che ha ricevuto è che hanno ragione quelli che per farsi rispettare usano le mani, perché tanto usare le strade civili è del tutto inutile.
----------------------
Risposta di Boldrin
----------------------
Scrivi cose sagge sino a quasi alla fine. Poi concludi che, siccome il sistema di Law&Order non e' perfetto (secondo i TUOI criteri di giustizia) e che, nei casi in cui tu consideri di "ingiuria" (magari io non li considero tali) il PM e il giudice non ti hanno soddisfatto ... allora puoi farti giustizia da solo massacrando di botte chi tu ritieni averti offeso. E siamo punto e a capo, al totale arbitrio basato sulla TUA opinione, sulla TUA valutazione di cosa sia giusto, sul TUO uso della violenza per farti giustizia da solo. Amen.
----------------------
La mia risposta a Boldrin
----------------------
È un discorso complesso che parte da considerazioni filosofiche profonde, che cercherò di sintetizzare in poche righe di testo (le chiamo poche perché potrei scriverci un libro intero su queste cose).
Condivido lo slogan "no taxation without representation", ma io preferisco "no taxation without rights", che è più ampio e che comprende anche (ma non solo) la partecipazione alla decisioni politiche.
Anche ma non solo, perché ci sono altri tipi di diritti al di là di quelli politici: i diritti negativi (quelli per i quali non pago tasse allo stato per finanziare l'acquisto di armi usate poi per massacrare la mia famiglia, detto grezzamente) e i diritti positivi (quelli per i quali lo stato, attraverso la spesa pubblica finanziate dalle mie tasse, promuove attivamente i miei diritti e le mia libertà attraverso l'implementazione di un sistema di giustizia organizzato e attraverso la costruzione di opere/infrastrutture pubbliche).
Ora, considerato che i diritti negativi non solo sono a costo zero, ma anzi riducono le spese dello stato (se lo stato non deve finanziare armi per massacrare la mia famiglia spende meno), le tasse devono essere per lo più giustificate dai diritti positivi. Qual è la differenza tra un sistema aristocratico e un sistema liberale? Che nel primo lo stato mi tassa per finanziare i festini di corte, mentre tanto più lo stato si avvicina al liberalismo tanto più deve giustificare la spesa pubblica dimostrandone i vantaggi collettivi.
Fatta questa premessa, arrivo al punto. La giustizia rientra nell'ambito dei diritti positivi, cioè lo stato mi tassa per pagare giudici, poliziotti, scuole e tutto il resto.
Ora, io nel sistema educativo pubblico ho visto numerosi casi di bullismo completamente trascurati dai docenti, che nel migliore dei casi si limitavano a dare qualche piccola tirata di orecchie ai bulli senza mai prendere nessun provvedimento disciplinare serio.
Cosa fa allora la vittima di bullismo? Si rivolge ai piani più alti, alla polizia?
Ebbene, la persona che conosco si è rivolta alla polizia.
Un tizio del suo paesello a cui non aveva mai fatto niente di male (non lo conosceva nemmeno) ha postato una sua fotografia sul suo profilo social (e già pubblicare la tua fotografia senza permesso è un comportamento immorale) per poi scrivere delle considerazioni umilianti e del tutto gratuite su di lui. I suoi followers cretinetti si sono uniti, nei commenti, alla sua pubblica umiliazione.
I dettagli sono importanti, perché posso capire che se uno ad esempio posta una foto della Meloni sul suo social e scrive "Questo è il volto del neofascismo" e questa lo querela il giudice può concludere che il tizio ha solo espresso una sua legittima opinione politica, ma se invece scrive "Questa è la zoccola di Roma, tutti quanti ce la siamo passata" allora suppongo che la questione diventi un po' diversa e diventerebbe un po' più difficile sostenere che il tizio abbia solo espresso una sua legittima opinione.
Ebbene, il tizio di cui parlo non è il presidente del consiglio (solo un anonimo cittadino) e lo scopo del bullo era solo umiliarlo gratuitamente, non esprimere un'opinione politica, quindi tutte le persone al tavolo sono rimaste a bocca aperta per il fatto che il giudice abbia concluso che il bullo abbia solo espresso una sua legittima opinione.
Concludo: se tu sei una vittima di bullismo (non di opinioni che non ti piacciono, ma proprio di bullismo gratuito) e lo stato non solo non fa niente per te, ma addirittura usa le tue tasse per difendere il bullo dalle meritate sberle che potrebbe ricevere, che cosa ti impedisce, filosoficamente, di non credere più nello stato e convincerti che devi agire da solo per difendere i tuoi diritti e la tua dignità?
Sia chiaro: io non sono a favore della giustizia privata. Infatti quello che sto dicendo è che ci deve essere una giustizia pubblica efficiente che difenda tutte le vittime di soprusi, perché appunto non voglio che i conflitti sociali vengano risolti con pestaggi e accoltellamenti. Voglio vivere in una società civile dove le vittime di bullismo vengono assistite da un sistema civile che delegittima ogni forma di violenza fisica privata per via del fatto che se qualcuno tira una sprangata a un bullo gli si può dire "cretino, dovevi andare in polizia, non usare le mani!".
-
-
■ @ 2024-01-08 00:02:50.0 di Non Autenticato
-