Politica
Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
Il mio commento.
Mattia
-------------------
I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
Le ragioni:
1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
-------------------
Boldrin
-------------------
Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
-------------------
Mattia
-------------------
il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
Il mio commento.
Mattia
-------------------
I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
Le ragioni:
1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
-------------------
Boldrin
-------------------
Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
-------------------
Mattia
-------------------
il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
-
-
■ @ 2024-03-08 01:44:12.0 di Non Autenticato
-
■ @ 2024-03-08 10:37:29.0 di Non Autenticato
-
■ @ 2024-03-10 03:03:16.0 di Non Autenticato
-
-
■ @ 2024-03-08 03:35:02.0 di Mattia
-
-
■ @ 2024-03-08 01:50:00.0 di Non Autenticato
-