Politica
Poco fa ho scritto a un utente di TP un lungo post in cui riflettevo sulla domanda "il socialismo è davvero il modo giusto per combattere la povertà?".
Ho risposto "forse no!". Tuttavia, io non scarto mai un'opzione senza pensare a un'opzione alternativa. Qui di seguito vi presento un'alternativa che alla prova dei fatti si è dimostrata valida: le cooperative di produzione.
Si tratta di aziende create non con lo scopo di fare profitti, ma di fornire un servizio ai loro soci. Essendo appunto aziende di produzione e non aziende a scopo di lucro, il prodotto viene fornito al prezzo di costo, senza margine di profitto.
La strada delle cooperative di produzione è stata seguita ad esempio in Svizzera per creare abitazioni a pigione moderata, e si è rivelata una strada valida: le pigioni di quegli appartamenti sono molte più basse rispetto a quelle degli appartamenti a scopo di lucro, rendendo così il bene accessibile a persone che non se la passano molto bene dal punto di vista economico.
La CASSI è un esempio di organizzazione che si occupa di creare cooperative d'abitazione: https://www.cassi.ch
Come funziona? Si prendono a prestito soldi da una banca oppure dallo stato per creare l'attività, e una volta che questa viene avviata i soldi vengono pian piano restituiti alla banca o allo stato attraverso gli incassi.
I clienti dell'azienda devono essere anche i soci. Ovvero, mentre in un'azienda a scopo di lucro gli azionisti e i clienti sono persone diverse, invece in questa forma di azienda soci e clienti sono la stessa figura: questo è il concetto fondamentale che deve essere compreso.
Quindi in una cooperativa d'abitazione CASSIS, ad esempio, i locatari sono soci di una cooperativa d'abitazione.
Ora, la questione è che così come questa strada è stata seguita con successo nel campo delle abitazioni, si può seguire anche in tanti altri campi, a partire ad esempio dalla distribuzione alimentare. Che cosa può fare lo stato, e quindi la politica?
Due cose:
1) Promuovere le organizzazioni che portano avanti queste iniziative, in maniera tale che vengano conosciute dalle persone.
2) Prestare soldi a queste organizzazioni per creare cooperative di produzione, o quantomeno fare da garante qualora il denaro venga prestato da una banca privata.
Grazie a queste cooperative di produzione si potrebbe ridurre considerevolmente la povertà, e la povertà residua potrebbe essere combattuta con lo stato sociale (sussidi, voucher, ecc ecc...).
**Modificato dall'autore il 28.04.2025 17:53**
Ho risposto "forse no!". Tuttavia, io non scarto mai un'opzione senza pensare a un'opzione alternativa. Qui di seguito vi presento un'alternativa che alla prova dei fatti si è dimostrata valida: le cooperative di produzione.
Si tratta di aziende create non con lo scopo di fare profitti, ma di fornire un servizio ai loro soci. Essendo appunto aziende di produzione e non aziende a scopo di lucro, il prodotto viene fornito al prezzo di costo, senza margine di profitto.
La strada delle cooperative di produzione è stata seguita ad esempio in Svizzera per creare abitazioni a pigione moderata, e si è rivelata una strada valida: le pigioni di quegli appartamenti sono molte più basse rispetto a quelle degli appartamenti a scopo di lucro, rendendo così il bene accessibile a persone che non se la passano molto bene dal punto di vista economico.
La CASSI è un esempio di organizzazione che si occupa di creare cooperative d'abitazione: https://www.cassi.ch

Come funziona? Si prendono a prestito soldi da una banca oppure dallo stato per creare l'attività, e una volta che questa viene avviata i soldi vengono pian piano restituiti alla banca o allo stato attraverso gli incassi.
I clienti dell'azienda devono essere anche i soci. Ovvero, mentre in un'azienda a scopo di lucro gli azionisti e i clienti sono persone diverse, invece in questa forma di azienda soci e clienti sono la stessa figura: questo è il concetto fondamentale che deve essere compreso.
Quindi in una cooperativa d'abitazione CASSIS, ad esempio, i locatari sono soci di una cooperativa d'abitazione.
Ora, la questione è che così come questa strada è stata seguita con successo nel campo delle abitazioni, si può seguire anche in tanti altri campi, a partire ad esempio dalla distribuzione alimentare. Che cosa può fare lo stato, e quindi la politica?
Due cose:
1) Promuovere le organizzazioni che portano avanti queste iniziative, in maniera tale che vengano conosciute dalle persone.
2) Prestare soldi a queste organizzazioni per creare cooperative di produzione, o quantomeno fare da garante qualora il denaro venga prestato da una banca privata.
Grazie a queste cooperative di produzione si potrebbe ridurre considerevolmente la povertà, e la povertà residua potrebbe essere combattuta con lo stato sociale (sussidi, voucher, ecc ecc...).
**Modificato dall'autore il 28.04.2025 17:53**
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■ @ 2025-05-02 21:05:57.0 di Alessandrox
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■ @ 2025-05-03 18:56:26.0 di Mattia
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■ @ 2025-05-03 20:04:19.0 di Non Autenticato
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■ @ 2025-04-30 19:28:43.0 di Non Autenticato
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■ @ 2025-05-03 18:50:33.0 di Mattia
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