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Politica
Scritto da
il 2025-08-02 18:38:07.0 alle 2025-08-02 18:38:07.0
Trollate totali: 9885
Perché la violazione della self-ownership dei bambini conduce alla dittatura?
https://forum.termometropolitico.it/873077-violazi...

Nella discussione sul suicidio assistito si è venuto a creare il solito battibecco "democrazia Vs liberalismo", con @Conte Oliver che sostiene la posizione folle secondo cui la democrazia ha la precedenza sui diritti umani (e quindi se il popolo vuole violare i diritti umani deve essere assecondato) e con me @Iohannes68 che invece sosteniamo che i diritti umani debbano essere intoccabili.

Comunque, da questa digressione, è venuto fuori l'argomento delle adozioni omosessuali: il Conte Oliver si dice contrario (e non si capisce se lo dice per trollare o se è serio), mentre io, da buon liberale cazzo duro, penso che non debba essere lo stato a decidere ogni cosa e che le decisioni vadano lasciate ai diretti interessati. In questo caso, il diretto interessato sarebbe il bambino che viene adottato. La mia posizione è molto semplice: se il bambino acconsente a essere adottato da una coppia omosessuale, allora per me non c'è nessun problema.
Se un bambino vuole crescere con una mamma e un papà, basta che lo dica e gli saranno presentate solo coppie etero.

Naturalmente questo è applicabile solo con i bambini in età scolare e non con i neonati o poco più: a 6 anni, indicativamente, i bambini hanno acquisito la capacità di intendere e volere.

Io sostengo che i bambini di 6+ anni debbano avere la facoltà di scegliersi i genitori. Quindi se un bambino di 6+ anni odia i suoi genitori biologici, deve poter fare richiesta di essere affidato a un'altra famiglia. Naturalmente i genitori (sia biologici che adottivi) devono avere degli obblighi nei confronti dei figli, quindi non stiamo parlando di una situazione anarchica: non è che il bambino possa farsi adottare da degli svitati irresponsabili!



Comunque, arriviamo al sodo. Anche tra i liberali, purtroppo, o tra persone con qualche inclinazione al liberalismo tipo @novis, è diffusa l'idea che la self-ownership dei bambini non conti un cazzo: in maniera forse inconscia, vedono i bambini come una proprietà dei loro genitori e dello stato.
Il loro argomento è che i bambini sarebbero incapaci di intendere e di volere e che in ragione di questo non dovrebbero poter prendere decisioni.

Ho fatto notare tre cose:

1) I bambini di 6+ anni non sono incapaci di intendere e volere: è vero se si parla di neonati o poco più, ma affermare che un bambino di 10 anni sia incapace di intendere e volere è assurdo!

2) È comunque vero che il cervello, e con esso le capacità cognitive, si sviluppano fino ai 25 anni e che quindi il brain power che hai a 25 anni è superiore rispetto a quello che hai a 10 anni, ma che le capacità cognitive fondamentali si sviluppano nella prima infanzia (tra i 0 e i 5 anni). Lo sviluppo cerebrale tra i 6 e i 25 anni non ti serve per capire le cose elementari/basilari, ma per capire quelle complesse, tipo la fisica quantistica.
Nella vita quotidiana le decisioni che bisogna prendere riguardano cose elementari, non cose complesse come la fisica quantistica, perciò il brain power che hai acquisito a 6 anni è sufficiente a gestirle.

3) Se si assume che la self-ownership dei bambini possa essere calpestata sulla base dell'idea che non sono razionali, allora è molto facile arrivare a giustificare la stessa cosa per quanto riguarda gli adulti: basta dire che gran parte degli adulti sono irrazionali (cosa vera!) per arrivare a giustificare una violazione generale della self-ownership. Ecco perché, come il titolo suggerisce, violare la self-ownership dei bambini porta alla dittatura. Un liberale dovrebbe perciò sostenere anche il rispetto della self-ownership dei bambini!


@markk ha provato ad avanzare un'obiezione scientifica alla mia tesi secondo cui i bambini in età scolare sarebbero capaci di intendere e volere.

Io ho allora, in risposta a lui, ho fatto questa domanda a ChatGPT.


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Tutti sanno che i bambini spesso fanno scelte o compiono azioni avventate/sconsiderate.

Questo potrebbe essere dovuto alla loro mancanza di istruzione (devono ancora imparare tante cose) o al fatto che essi abbiano capacità cognitive ridotte.

Vorrei capire se, nel caso di bambini in età scolare (quindi non bambini molto piccoli) la causa stia soprattutto nella carenza formativa o nelle ridotte capacità cognitive.

Utilizziamo un esempio pratico.

Supponiamo che delle caramelle siano altamente cancerogene.
Un bambino, non sapendolo (oppure, in alternativa, sapendolo, ma non essendo consapevole di quanto grave sia il cancro) se ne fa scorpacciate.

Se lo stesso bambino avesse avuto una seria istruzione riguardo a cosa sia il cancro e avesse visto una persona nello stadio terminale della malattia, mangerebbe comunque le caramelle, oppure avrebbe un comportamento più razionale?

Analizziamo poi un altro esempio.

Se un bambino non conoscesse il livello di letalità di una pistola, potrebbe usarla come giocattolo e sparare in mezzo alla gente.
Se fosse stato istruito sul fatto che si tratta di un'arma altamente letale, farebbe comunque la stessa cosa, o avrebbe verosimilmente un comportamento più razionale?

Ricordati che stiamo parlando di bambini in età scolare (6-12 anni) non di bambini molto piccoli.

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Lei ha risposto quanto segue.

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Domanda molto interessante e importante: stai cercando di capire se, nei bambini in età scolare (6-12 anni), le azioni sconsiderate derivino più da una mancanza di istruzione o da limiti cognitivi strutturali. Ti rispondo tenendo conto degli studi sullo sviluppo cognitivo infantile (in particolare Piaget, ma anche ricerche più moderne in psicologia dello sviluppo e neuroscienze).

Un bambino in età scolare (6–12 anni), ben istruito sul fatto che certe caramelle siano altamente cancerogene (cioè con effetti gravi e quasi certi nel breve periodo), le mangerebbe comunque?

Risposta: è molto meno probabile, ma non impossibile.

Con un’istruzione chiara, concreta ed emotivamente efficace, la maggior parte dei bambini in questa fascia d’età avrebbe un comportamento più razionale, ma non tutti.
La differenza dipende da tre fattori chiave:

1. Capacità cognitive già sufficienti per capire il rischio

A questa età i bambini sono in grado di:

collegare causa ed effetto nel breve termine;
valutare conseguenze concrete, soprattutto se sono state mostrate o raccontate in modo vivido;
fare scelte più razionali, se il contesto non li travolge emotivamente.



Quindi:
�� Sì, sono capaci di trattenersi se capiscono bene il pericolo.


2. Qualità e concretezza dell’istruzione

La conoscenza teorica ("le caramelle fanno venire il cancro") è molto meno efficace di:

vedere immagini forti o reali di chi è stato colpito;
ascoltare una storia vissuta o simulata;
associare il pericolo a persone amate ("potresti non poter più vedere la tua famiglia").


In altre parole:
�� Più l’istruzione è immersiva, concreta e coinvolgente, più il bambino agisce razionalmente.


3. Contesto emotivo e autocontrollo

Un bambino in un ambiente neutro ragiona meglio.
Un bambino con le caramelle davanti, in un contesto giocoso o di gruppo può faticare a trattenersi, anche se sa perfettamente del rischio.


Questo perché tra i 6 e i 12 anni:

il sistema limbico (impulsi, emozioni) è già attivo,
mentre il sistema frontale (controllo, pianificazione) è ancora in sviluppo.



�� In contesti altamente stimolanti o desiderabili, il controllo può fallire anche con istruzione adeguata.



Conclusione finale:

Se il pericolo è grave, ad alta probabilità e con effetti a breve termine, allora:

- la carenza di istruzione è la causa principale delle azioni irrazionali;
- le capacità cognitive dei bambini in età scolare sono sufficienti per comprendere e reagire razionalmente, purché - le informazioni siano presentate in modo concreto e incisivo;
- solo una minoranza agirà in modo sconsiderato nonostante la consapevolezza, a causa di impulsi, contesto o difficoltà nel controllo delle emozioni.


Quindi, nel tuo esempio:

- Se il bambino sapesse con chiarezza che quelle caramelle causano quasi certamente un cancro a breve termine, e avesse avuto un’istruzione seria e concreta in merito, molto probabilmente non le mangerebbe.

- Anche nel caso della pistola, la dinamica sarebbe simile: l’istruzione efficace fa la differenza, e la maggior parte dei bambini agirà in modo razionale se ha compreso davvero il pericolo concreto e immediato.

Se vuoi, possiamo anche quantificare le probabilità (in termini ipotetici) o costruire un piccolo schema comparativo. Vuoi che lo faccia?


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Insomma, ChatGPT conferma che di fronte a situazioni elementari, i bambini hanno capacità cognitive sufficientemente sviluppate da comportarsi in maniera razionale, purché vengano istruiti sulla questione. Ecco perché io sostengo che lo stato, anziché ignorare la volontà dei bambini, possa semplicemente fare una legge per cui la decisione presa da un bambino sia legalmente valida solo se fatta con l'assistenza di un consulente. Il problema dei bambini di 6+ anni è infatti la mancanza di istruzione, più che il non avere capacità cognitive sufficienti.

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